2013, Kobe a Milanello: i retroscena della visita del Black Mamba. Suso, Piatek, Paquetà e Rodriguez: c'è poco tempo per operare e per trovare i sostituti

27.01.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
2013, Kobe a Milanello: i retroscena della visita del Black Mamba. Suso, Piatek, Paquetà e Rodriguez: c'è poco tempo per operare e per trovare i sostituti

È venerdì 19 luglio, sono circa le 21.45 quando sul mio cellulare arriva la chiamata di Pippo Sapienza, allora responsabile della comunicazione del Milan, che mi preannuncia come, poche ore dopo, a Milanello sarebbe arrivato Kobe Bryant. Lavoravo a Milan Channel e l’ora e mezza successiva a quella chiamata fu molto frenetica. I contatti con Benedetta Radaelli e i producer del canale per organizzare l’intervista e poi il messaggio, colmo di grande invidia, all’amico e collega Alessandro Bianchi che, il giorno dopo, realizzò l’intervista. Alle 7.30 di sabato 20 luglio, Kobe fa il suo ingresso nel centro sportivo rossonero accolto da Giampaolo Bompiano, conosciuto come Rambo e capo della sicurezza del Milan, e da Ugo Allevi dell’ufficio stampa. Il Black Mamba aveva chiesto e ottenuto di poter proseguire presso le strutture di Milanello il suo programma riabilitativo e venne preso in cura dal dottor Tavana e dallo staff dei preparatori del Milan. A Milanello era come se fosse arrivato Dio, tutto ruotava intorno a lui. I magazzinieri avevano confezionato la maglia numero 24 che poi gli è stata regalata e con la medesima addosso, Kobe fece l’intervista a Milan Channel dove parlò da rossonero vero di quelle che sarebbero state le sue aspettative per la stagione che stava per iniziare. In quelle ore, ricordo nitidamente l'emozione di Bryan Cristante, che prese il numero 24 proprio in suo onore così come l'ammirazione che c'era negli occhi e nella voce dei giocatori del Milan che ebbero la possibilità di incrociare Bryant durante quella giornata. E il suo alone rimase a lungo dentro i corridoi di Milanello. Momenti che sono rimasti a lungo nel cassetto della memoria e che, purtroppo, sono riemersi fragorosi ieri sera, quando il sito TMZ ha annunciato la tragedia. Credo che il Milan, già domani, onorerà la memoria di Bryant in occasione della gara con il Torino o, al più tardi, lo farà domenica contro il Verona.

A quella partita si arriverà con il mercato chiuso da meno di 48 ore, visto che il gong suonerà venerdì alle 20. Sono ore e giorni cruciali per i possibili addii che aleggiano all’interno della rosa rossonera. Suso, ad esempio, è al centro di una trattativa avviata con il Siviglia. Si lavora sul prestito a 18 mesi (oneroso) e sull’opzione finale. Il Milan vuole l’obbligo di riscatto a 20 milioni, il Siviglia vorrebbe il diritto alla medesima cifra. C’è margine di lavoro, ma il tempo stringe, con Suso che ha già dato il benestare al trasferimento in Andalusia. Il discorso per Piatek è ancora aperto, con il Tottenham che pur volendo prendere anche Bergwijn dal Psv, ha tenuto vivi i contatti con l’agente del polacco. Servono 30 milioni per prenderlo e dal nord di Londra riflettono sull’investire una cifra simile. Paquetà ieri era sorridente a Milanello, dove ha lavorato con il gruppo senza problemi. La crisi depressiva che lo ha portato a chiedere di non essere convocato con il Brescia è svanita. Non ho condiviso il placet della dirigenza a tale richiesta, che personalmente ho interpretato un po’ come una mancanza di rispetto nei confronti del gruppo visto che è lautamente remunerato. Vedremo se ci sarà una squadra che lo prenderà o se sarà costretto a deprimersi ancora nella “triste” Milano. A 22 anni, se fai sei panchine di fila, ti devi fare delle domande e provare a tirar fuori gli attributi. Scappare non serve e non cancellerebbe il problema di una scarsa attitudine mentale.

Se dovesse andar via Suso, il Milan dovrebbe prendere un esterno destro e nelle scorse ore è tornato in auge il nome di Bernardeschi, legato ad un possibile scambio con Paquetà. Percentuali basse per tale operazione, ma a livello numerico serve qualcosa in quella zona del campo, perché Castillejo da solo non può bastare fino a fine stagione. Infine c’è da attendersi sviluppi sulla questione Rodriguez-Fenerbahçe. Il club turco ha ottenuto il via libera dalla sua federcalcio per completare l’acquisto, ma la PEC con l’offerta ufficiale non è ancora arrivata in via Aldo Rossi e inizia ad esserci un po’ di nervosismo. Saranno giorni caldissimi, perché mai come questa volta, può cambiare tanto così come potrebbe non cambiare nulla. E se qualcosa cambierà, serviranno immediatamente i sostituti. Perché la rosa non può e non deve rimanere monca.