A presto caro calcio. Ben fatto caro Mister. Emirates e nuova maglia: doppio colpo Milan.

01.08.2020 07:58 di Mauro Suma   Vedi letture
A presto caro calcio. Ben fatto caro Mister. Emirates e nuova maglia: doppio colpo Milan.

Oggi finisce il campionato ragazzi. E non possiamo non fare un sospiro, rischiando di commuoverci. In quei giorni di fine marzo, in quei giorni di inizio aprile, abbiamo tutti davvero avuto paura. La natura ci aspettava fuori, sola soletta, curiosa, dove siete? Ci chiedeva e si chiedeva. E noi in casa senza risposte, attoniti, intabarrati, impauriti, aggrappati al nostro lavoro al computer, alle preoccupazioni per i nostri cari. Temevamo di non vederlo per un bel pezzo, il pallone. E invece ce lo hanno restituito. Abbiamo giocato, abbiamo vissuto. E' bellissimo averlo fatto e poterlo raccontare. Anche se oggi tornano ad impaurirci, Vedete, in quei giorni drammatici di fine inverno e inizio primavera, non c'era nemmeno bisogno del bollettino delle 18.00. La drammaticità del virus e il sacrosanto bisogno di tempo per poterlo affrontare da parte di medici e infermieri, era simboleggiato da ben altro: dalle sirene delle ambulanze, dalle terapie intensive tutte piene, dalle code agli ingressi del Pronto Soccorso di tutta Italia. Oggi tutto questo non esiste più. Giustissimo tenere la mascherina e le distanze, doveroso essere puliti e igienicamente a posto, sia per la singola persona che per le aziende di tutto il Paese, ma quel dramma non c'è più nonostante la strategia della preoccupazione che viene alimentata ogni giorno sempre alle 18.00. A proposito, vi ricordate le articolesse, i pistolotti e i predicozzi per la festa dei tifosi napoletani per la coppa Italia? Un mese e mezzo dopo lo possiamo dire, nessuna conseguenza, nessun focolaio, nessun picco in città e in Campania a causa di quella fiumana liberatoria di gioia. Nulla. Pontificare è servito solo a chi pontificava. Senza nessun riscontro concreto. Rispetto a tutto questo, un virologo è già sceso in politica, altri non vedono l'ora di tornare in tv. E le sopracciglia del Comitato tecnico scientifico, per nulla lunare naturalmente, si stanno rialzando se il dato passa da 200 a 300. Del Comitato fanno parte virologi che, sempre in tv, sorridono elogiando il lockdown. Ma il lockdown è stato una tragedia. Necessaria, ma pur sempre una tragedia. Una tragedia delle emozioni, una tragedia del lavoro, delle speranze e del futuro. Nessuno ci sorrida sopra, nessuno lo usi e nessuno se ne faccia un vanto. E' stata una tragedia che sconteremo e pagheremo per anni. Non c'erano alternative, ma non sorridete quando ce lo ricordate. E, soprattutto, fate parlare i medici da corsia, i medici dei reparti, i medici davvero sul campo. Loro conoscono il Covid, nessun altro.

In attesa di sapere se e quando torneremo a giocare a pallone, perchè con gli umori e le sopracciglia del Comitato tecnico scientifico non si scherza, lasciatemi dire una volta di più di essere felice per Stefano Pioli. Ha cambiato slot il Mister, è salito di categoria, è diventato tecnico da giro delle grandi squadre. e lo ha fatto grazie al Milan, che gli ha ridato, quello che gli umori di Brozovic e il gol di Zapata, quindi anche il Milan stesso, gli avevano tolto. Nel 2017, Pioli era il tecnico che aveva riportato la Lazio in Champions League e che stava riportandoci l'Inter. Poi il calo, l'errore del croato contro la Samp, il gol al 97esimo della Pasqua di Nostro Signore. E Stefano Pioli ha mancato così l'ultimo balzo in avanti della sua carriera. Oggi la sua performance tecnica, tattica, professionale e il suo caso umano e temperamentale di scuola lo hanno spinto nuovamente in alto. "Come rendere al meglio in un grande azienda, in una situazione ambientale di forte stress", chi da ora in poi farà questa tesi di laurea una chiamata dalle parti del Mister la dovrà fare. Salto di categoria: tutto giusto, tutto meritato, al tavolo dei grandi c'è anche una persona seria che a quel tavolo, non solo sul campo, sa starci perfettamente. Con testa e con attenzione. Ricordandoci anche bene che, se la coppa Italia l'avesse vinta la Juventus in finale, oggi il Milan sarebbe esattamente già ai Gironi di Europa League.

Quello che in ogni caso certamente non merita il Milan oggi, sono ancora le vecchie, trite, critiche sul piano commerciale e promo-pubblicitario. E qui sono una volta di più felice, perchè come spesso accade nella vita sono stati i fatti ad incaricarsi di dire la verità. Avete visto la nuova maglia del Milan? E' stata ben curata, ben pensata e ben realizzata. Ma se sta andando alla grandissima nei dati delle vendite, è perchè ha tratto giovamento dal grandissimo filotto di risultati del Milan da giugno ad oggi. E' la prova del nove: appena ci sono i risultati sul campo, arrivano i risultati fuori dal campo. Senza i risultati sportivi, assenti da diversi anni nel Milan con l'eccezione della Supercoppa di Doha negli unici sei mesi in cui il Milan è stato lasciato in pace, non arrivano i risultati commerciali. Esattamente la stessa cosa è accaduta per Emirates, lo sponsor di maglia. Con i risultati del Milan dal 2013 ad oggi, era impensabile che il colosso rinnovasse alle stesse cifre. Ma qui il Milan ha avuto idee: ha abbassato leggermente la cifra base, ma si è tenuto per sè due, non uno, due, aspetti fondamentali. Il primo, ha scommesso su se stesso: con i bonus relativi alle prossime performance sportive, i valori della sponsorizzazione Emirate possono superare ampiamente quelli del triennio precedente. Il secondo, si è creato nuovi margini di manovra: il club può generare nuovi introiti, e accadrà (sono in corso negoziazioni), vendendo a sponsor terzi il training kit, la manica, la parte bassa e retrostante della maglia, la divisa del Milan femminile. E anche in questo nuovo bacino ci saranno quota base e bonus. E anche se Suma verrà accusato dai tifosi avversari, tra frizzi e lazzi, di accontentarsi del derby delle maglie, ebbene sì il Milan ha appena vinto il derby delle maglie. Certo che contano solo i derby del campo, ma il Milan ha perso gli ultimi derby sul campo dopo averne persi alcuni fuori dal campo: quello della proprietà cinese, e quello del regolamento, sì quello del calendario dell'aprile 2018 che ha poi portato in Champions League l'Inter e non il Milan. Era da un po' di tempo che il Milan non segnava un punto nella rivalità milanese (dove è derby tutti i giorni, anche quando non si gioca) fuori dal campo. E solitamente è lì che si inizia. Come si augura e come ben sa Casper Stylsvig, il responsabile delle revenues, un uomo di poche parole e tanti fatti, ma soprattutto un manager che ha capito perfettamente la particolarità dello spirito del popolo rossonero, la specificità di quel fuoco che arde e che riscalda ogni giorno la sua cultura e la sua storia. Come la maglia 20-21 insegna e dimostra. Anche qui, soprattutto qui, avanti così.