Arbitri e Lega: è ora che Gazidis alzi la voce. Si torna alla difesa a tre dopo la sosta azzurra. E Rodriguez sarà una pedina preziosa

07.11.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Arbitri e Lega: è ora che Gazidis alzi la voce. Si torna alla difesa a tre dopo la sosta azzurra. E Rodriguez sarà una pedina preziosa

Stefano Pioli, la sera della Lazio, ha iscritto all’ordine del giorno un argomento troppo spesso dimenticato o, peggio ancora, sottovalutato. Ha parlato del mancato rispetto nei confronti del club costretto, per due volte, a giocare, contro Fiorentina e Lazio, con un giorno in meno di riposo. Prima considerazione: di solito questo è un argomento di natura politica e dev’essere trattato dalla società che ha la responsabilità di “vigilare” sul calendario. Sarebbe stato più utile “denunciarlo” prima e intervenire al volo con la segreteria della Lega che si occupa della materia. A mio modo di vedere, c’è un’altra questione irrisolta che dev’essere affrontata da Gazidis. Si tratta del trattamento riservato al Milan (controllate, per favore, il gran numero di ammonizioni) da parte degli arbitri e del presidente dell’Aia Nicchi. Bene: quando le immagini della tv hanno documentato che durante Udinese-Milan, prima giornata di campionato, c’è stato un fallo di mani di Samir, Nicchi è intervenuto in radio negando l’evidenza e sostenendo, invece, che si era trattato di un tocco “con la spalla”. Dinanzi a un simile comportamento, qualunque dirigente avrebbe sollevato un polverone utile a far capire che “non si prendono in giro i tifosi del Milan”. Vi ricordate la tecnica di Antonio Conte al primo anno di Juve quando fece l’intemerata dopo aver vinto 4 a 1 sul Parma? Chiamasi fuoco preventivo e spesso serve per “marcare il territorio”.

Durante la prossima sosta per nazionali ci saranno le prove generali per il cambio di sistema di gioco. Pioli l’ha detto chiaramente qualche giorno fa e nella sua testa ha già cominciato a pensare a come allestire lo schieramento. Sul portiere nessun dubbio, nemmeno sul trio difensivo che conterrà una novità in assoluto perché sarà composto da Musacchio (centro-destra), Romagnoli e Rodriguez (centro-sinistra). Rodriguez? Già proprio lui, il vituperato svizzero, ribattezzato da qualche esponente del tifo “palladietroagigio” per l’abitudine, durante l’era Gattuso, di collezionare una striscia di retro passaggi al portiere rossonero. Nei 5 di centrocampo i due esterni saranno da una parte Rebic rimesso però a nuovo quanto a condizione fisica (secondo Stefano Eranio ha qualche in più) e dall’altra Theo Hernandez che così verrebbe sgravato dal compito di recuperare la fase difensiva. Sui tre centrali c’è da sbizzarrirsi: si può partire da Kessiè-Biglia-Paquetà per passare all’altro trio composto da Krunic-Bennacer-Bonaventura. Più complicata infine è l’assortimento del duo d’attacco che prevede Piatek o Leao come punta centrale più a sostegno Calhanoglu o Suso. Da quello che si capisce, la trasformazione tattica è dovuta all’esigenza di proteggere meglio la difesa capace di prendere gol “anche a ciel sereno”, cioè quando uno meno se lo aspetta. Sul punto c’è da proporre un quesito: scusate, non era forse il caso di confermare Bakayoko (l’anno scorso la sua presenza dopo l’infortunio di Biglia al centro del villaggio fu il segreto per imbarcare meno gol)? Una voce amica mi ha fornito la seguente spiegazione: perché il riscatto del francese avrebbe comportato il pagamento completo della cifra poiché non si trattava di uno straniero appena arrivato, quindi sarebbe stato impossibile sfruttare la nuova legge fiscale.