Aurier, Milenkovic, Tonali, Chiesa, De Paul, Cutrone, i nomi per sognare. Elliott deve spendere perché Ibra non basta più

11.08.2020 00:04 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Aurier, Milenkovic, Tonali, Chiesa, De Paul, Cutrone, i nomi per sognare. Elliott deve spendere perché Ibra non basta più

Ibrahimovic rimarrà, è soltanto questione di giorni. Ma un conto è svegliare una squadra al decimo posto a Natale, portandola al sesto a fine campionato. Un altro è incominciare una lunga stagione per arrivare come minimo al quarto posto che vale il ritorno in Champions, senza trascurare la possibilità di puntare al bersaglio grosso, vincendo cioè l’Europa League che darebbe ugualmente il biglietto per la coppa più importante. E allora bisogna capire che il grande Ibrahimovic da solo non basta, come da solo non è bastato Cristiano Rolando alla Juventus per eliminare il Lione, settimo in Francia. Ci vogliono rinforzi in tutti i reparti e possibilmente in fretta, perché Pioli ha il diritto di lavorare con l’organico al completo il più presto possibile, se non addirittura dal 24 agosto, quando il Milan si radunerà. E allora, anche se non si potranno gettare via altri soldi, come nella folle estate degli undici acquistidella coppia Mirafax, al secolo Mirabelli e Fassone, qualche rinforzo di qualità ci vuole. E se i rinforzi sono davvero di qualità, il fondo Elliott deve fare un altro sforzo perché soltanto con i giovani e soltanto spendendo poco non si va da nessuna parte. 

Visto che tutti i reparti andranno rinforzati, i primi nomi per la difesa sono quelli di Milenkovic, che Pioli ha già allenato a Firenze e di Serge Aurier del Tottenham, con preferenza per il primo che conosce già il campionato italiano ed è anche piùgiovane. A proposito di Fiorentina, il nome più affascinante rimane quello di Chiesa, ormai maturo per il salto in una “grande”, non a caso seguito anche dalla Juventus. Chiesa tra l’altro è italiano e uno zoccolo duro italiano è fondamentale, come sa bene Maldini, cresciuto in un Milan italianissimo, in cui gli stranieri sono diventati la ciliegina sulla torta. Per questo motivo strappare Tonali alla concorrenza avrebbe un grande significato, perché dimostrerebbe che il fondo Elliott ha davvero voglia di rilanciare la squadra a livello tecnico, rendendosi conto che tutto il resto, merchandising e marchio, vengono dopo e non prima. Poi, per dare più qualità al centrocampo, ci sarebbe ilsogno De Paul, numero 10 argentino con più classe e continuità di Calhanoglu,che l’Udinese ha messo sul mercato e verrebbe di corsa al Milan, perché guadagnerebbe più degli 800mila euro annuali. Peccato, però, che i Pozzo, speculando su questo, chiedano dai 40 milioni in su e quindi si torna al punto di partenza. Mister Singer è disposto a spendere e quanto? Meno problematico, infine, il ritorno alla base di Cutrone, svenduto un anno fa al Wolverhampton, pronto a tornare al Milan, la squadra del suo cuore, se capirà di non avere spazio nella nuova Fiorentina. Un giovane come lui potrebbe crescere vicino a Ibra, garantendo più gol di Leao, senza togliere spazio allo svedese e anzi sarebbe un grande investimento per il futuro. Perché i ritorni, a cominciare da quello di Ibra, hanno un senso se sono ispirati da una precisa necessità tecnica. Meglio lasciar perdere, quindi, le autocandidature di Bakayoko e Deulofeu, che sarebbero scelte di secondo piano. Questa è l’ora di gettare la maschera, non ancora la mascherina. E quindi proprio dalla campagna acquisti si capirà quali sono le intenzioni della proprietà e di conseguenza le speranze di Pioli. Perché a settembre si ricomincerà da zero, purtroppo, e non dal primo posto che il Milan si era guadagnato nellaclassifica virtuale di questa folle estate.