Avanti col brivido in Coppa Italia. FPF, mercato e Higuain: è ora di fare chiarezza

13.01.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Avanti col brivido in Coppa Italia. FPF, mercato e Higuain: è ora di fare chiarezza

Il Milan ha vinto, viva il Milan. Bastasse così poco per fotografare la situazione in cui versa il club rossonero saremmo tutti sollevati. Così purtroppo non è perchè se da una parte c’è da celebrare un successo difficile e faticoso, al termine di 120 minuti estenuanti giocati al cospetto di una brillante Sampdoria, dall’altra c’è da analizzare una questione ben più articolata che riguarda tutto ciò che è extracalcio.
Partiamo allora dalle note liete di giornata, caratterizzate dall’esordio dignitoso di Lucas Paquetà, dell’assist prezioso e vincente del redivivo Conti e naturalmente, dulcis in fundo, della sontuosa doppietta di Patrick Cutrone. A tutto questo potremmo aggiungere l’ottima prestazione di Reina, per nulla arrugginito malgrado i tanti mesi passati in panchina, la conferma di Abate e della coppia di centrali Zapata-Romagnoli e soprattutto il passaggio ai quarti di finale di Coppa Italia, un traguardo imprescindibile a inizio stagione. A proposito, se è vero che qualche anno fa il Milan fu baciato dalla buona sorte quando si ritrovò un’autostrada per finire in finale contro la Juventus, stavolta sembra che la divina provvidenza si sia rifatta con gli interessi, visto che sul proprio cammino, dopo aver superato la Samp in trasferta, i rossoneri rischiano di trovare il Napoli di Ancelotti nei quarti, la vincente tra Inter e Lazio in semifinale e magari ancora la Juve all’Olimpico di Roma.

Preoccupante, oltre che estremamente attuale, è invece lo stallo del mercato. Il Milan sembra aggrovigliato su sè stesso, alla disperata ricerca di chiarezza (sul fronte fairplay finanziario) e di un’intuizione che possa costituire una svolta da cui ripartire.
Partiamo dal confronto con l’Uefa. L’obbligo di rispettare le regole del FPF rappresenta una minaccia concreta per la dirigenza milanista ed è del tutto condivisibile la scelta societaria di cercare un confronto con i vertici di Nyon, ancora prima di ricorrere al Tas di Losanna, per provare a trovare una soluzione al momento piuttosto lontana. Difficilmente comprensibile infatti sono stati i recenti richiami epistolari arrivati dalla Svizzera dopo l’acquisto di Paquetà. Se è vero che la sanzione imposta al Milan è relativa all’obbligo di arrivare al pareggio di bilancio tra tre anni, perchè certe minacce adesso?
È questo il momento in cui il club ha bisogno di investire se davvero si vuole tornare in Champions League e di conseguenza far crescere i ricavi. Ed è questo il momento in cui ci sarebbe bisogno di unità di intenti in società per pianificare la campagna acquisti invernale. Invece si è lì a discutere di giovani, di prospettive, di plusvalenze, trascurando il fatto che una squadra con ambizioni e velleità importanti non può prescindere dal giusto mix di freschezza, ambizione ed energia da una parte, ma anche esperienza, capacità di gestione delle situazioni difficili e maturità dall’altra. E che costruire una squadra solo di giovani, per quanto di belle speranze, non porta da nessuna parte. Il palmares dell’Arsenal negli ultimi dieci anni, cresciuto peraltro enormemente a livello commerciale grazie al lavoro di Gazidis, è lì a testimoniarlo.

Ultima nota a margine dedicata a Gonzalo Higuain. Come già scritto, trovo più che comprensibile che Maurizio Sarri voglia strapparlo alle grinfie di Gattuso e portarlo a Londra. Quello che mi sfugge è il perchè Marina Granovskaia, ad del club inglese, continui a chiamare la Juventus per chiedere il giocatore e soprattutto che il Milan venga inquadrato in questa vicenda come il terzo incomodo, quando è invece evidente che il peso delle decisioni sul futuro del Pipita dipende solo ed esclusivamente da Elliott. Sarà il club di via Aldo Rossi a decidere se lasciar partire o meno l’argentino fin da subito, così come sarà il club di via Aldo Rossi a decidere se riscattarlo a giugno e quindi blindarlo a Milanello oppure rispedirlo alla base. Le chiacchiere tra Chelsea e Juve, al momento, contano davvero poco.
Detto questo, io uno come Higuain lo vorrei sempre veder giocare nella mia squadra, ma perchè questo accada occorre che lui metta fine una volta per tutte alle tante chiacchiere londinesi, abbracci definitivamente il progetto Milan e si dedichi anima e corpo a riportare i rossoneri in cima al mondo. In fondo non è poi così complicato.