Avidi, impreparati e pressapochisti: il calcio è una vergogna

08.05.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Avidi, impreparati e pressapochisti: il calcio è una vergogna

Sono sceso tra voi, non come Cristo ma come un povero pirla. Ho difeso il calcio (intendo il pallone, il campo, i dribbling, i tiri, le parate, i gol) come un'azienda, un settore, una filiera, un'industria. Una cosa di cui abbiamo bisogno per amore e per passione. Alla soglia dei 60 anni mi accorgo che non c'è più speranza: il grande circo è in mano a gente senza idee, senza senno, senza percezione della realtà della vita del mondo. Loro stanno nella loro sfera di vetro, contando i loro soldi e le plusvalenze, ignari dei problemi esistenziali del pianeta. Sono passati di fatto 3 mesi dall'inizio dell'apocalisse e non c'è sul tavolo una proposta, una linea guida, un protocollo, un percorso logico, un'idea concreta, un accordo comune che possa fra ripartire la macchina. Una macchina che lì ferma in corsia di emergenza con il motore fuso, il pilota contagiato, la carrozzeria scassata, la benzina finita, ma loro non hanno alcuna alternativa a quella di finire una corsa. Una corsa che è già finita. Che è già persa. 

Doveva pensarci la Fifa, anzitutto. Doveva mettere intorno a un tavolo in videochat rappresentanti dell'Uefa, delle Federazioni, delle Leghe, dei governi, e stabilire un tragitto. Per esempio: 1) non importa quando, ma i campionati vanno conclusi (perché altrimenti si perde una montagna di soldi e si ha che fare con montagne di ricorsi); 2) nel tentativo di pareggiare i calendari tra le varia nazioni, libertà di allestire playoff e playout. Campionati irregolari? Vero. Ma è rimasto qualcosa di regolare su questo mondo, dopo il lockdown planetario? 2) Nessuna data: si riparte con allenamenti prima e partite poi, quando sarà stabilito il modo per lavorare in sicurezza, anche se fosse nel 2021; 3) Le coppe sono congelate, nel frattempo - mano a mano che l'attività riprende - si organizzano trofei internazionali estemporanei (come d'estate) tra i Paesi che giocano già, con ricchi premi e cotillons, con 2/4/6/12/20 squadre, chissenefrega, a stadi chiusi o aperti, ma si coprono dei buchi con le dirette tv; 4) Il rineallineamento avverrà quando sarà possibile, a prescindere dall'anno solare: se sarà necessario, il futuro sarà da gennaio a settembre, da febbraio a ottobre... Non parliamo di condizioni climatiche, per favore: già oggi facciamo tornei estivi al Sud con partite di pomeriggio e i posticipi invernali, al nord, alle 20.45... Quindi, di che cacchio parliamo? 5) Ogni serie A non dovrà essere composta da più di 16/18 squadre e le serie B divise in due gironi, in modo che si possano compilare i calendari futuri con raziocinio e logica; 6) tagli degli ingaggi per fascia di reddito: fino a 10.000 euro al mese nessuna decurtazione, da 10.001 a 100.000 il 5%, da 100.000 a 500.000 il 15%, da 500.000 al mese in su il 30% che ci state dentro bene lo stesso, oltre il milione al mese il 35%.

Butto lì delle idee, delle proposte, delle ipotesi. Diverse da quelle inesistenti o demenziali formulate fino ad oggi e bocciate da medici, economisti, AIC, Coni, eccetera. Togliete la parola ai Cellino e ai Cairo, agli araldi di Lotito e a quelli di De Laurentiis, alla Uefa: sono dei tromboni che pensano solo agli affaracci loro e del calcio se ne fregano, non contano niente, ma non per i gloriosi club che rappresentano, bensì perché sono avidi, impreparati e pressapochisti. Come buona parte del troglodita mondo del calcio che li circonda. Meglio il silenzio inquietante dei grandi club. 

La Uefa, in 3 mesi di devastazione terrestre, ha saputo dire soltanto: "Dateci le squadre entro il 2 agosto". Perché il 2 agosto? E non l'11, o il 19, o il 20 settembre? Perché? Ieri sono saltati fuori giocatori positivi al Covid19 alla Samp, alla Fiorentina, in Bundesliga... Ce ne saranno di sicuro altri e in altre squadre. Come si fa a ripartire?

Lasciate perdere per favore CR7, Ibrahimovic e Lukaku: il calcio non è questo. Il calcio parte dalla 7a squadra della serie A e scende giù fino alla B, alla Lega Pro... Fino ai dilettanti. Comprende giardinieri e fisioterapisti, staff e magazzinieri, cuochi e autisti di pullman, giornalisti e tifosi. Loro sono il calcio, noi siamo il calcio. E di voi che state al comando ne abbiamo piene le palle. Proviamo disgusto e vergogna. Se aveste ancora un briciolo di pudore, la sera al momento di spegnere la luce un brivido vi passerebbe per quella schiena piegata a 90 gradi dalla vostra meschinità.