Bakayoko-Higuain: vite quasi parallele. Triplete: c'è una legge? Andata semifinali: occhio Milan

02.02.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Bakayoko-Higuain: vite quasi parallele. Triplete: c'è una legge? Andata semifinali: occhio Milan

Il Chelsea come denominatore comune: uno è arrivato dai Blues, l'altro ci è andato. La stessa estate, visto che entrambi sono arrivati al Milan in prestito con diritto di riscatto. Stessa formula, stesso mare. La chiarezza come incipit della stagione: a tutti e due è stato detto con precisione che il loro riscatto era legato al raggiungimento della qualificazione Champions League. Tutti e due sono usciti dal campo di Napoli delusi cinque mesi fa: uno perchè aveva giocato male, l'altro perchè era stato dominato da Koulibaly e non era mai riuscito a rendersi pericoloso. Perchè allora così uguali e al tempo stesso così diversi? Perchè uno si mette lì, incassa le critiche, ascolta Gattuso, si mette al lavoro e da fine ottobre ogni sua partita è migliore della precedente, mentre l'altro cerca vendette solo personali, si immusonisce, non ascolta Gattuso, è scortese e pensa che la colpa non sia sua ma di quelli che lo circondano? Domande senza risposta, caratteri, sensibilità, varietà dell'animo umano. Adesso passiamo alle differenze: Bakayoko è arrivato al Milan come Crespo nel 2004, letteralmente in fuga dall'ambiente tutt'altro che stentoreo e organizzato del Chelsea. Higuain invece ha vissuto per mesi il Chelsea nella sua testa come fosse la terra promessa, senza la quale tutto era finito e tutto non era più possibile. E poi Koulibaly: dominante su Higuain, dominato da Piatek. Chi? Piatek? Il centravanti che nel maggio dello scorso anno era al Cracovia, mentre Higuain alla Juventus stra-scudettata? Possibile? Sì, perchè il calcio è il calcio. Non bisogna mai finire di farsi sorprendere dal calcio. E questo non vale solo per gli opinionisti. Ma anche per i protagonisti che, in questo caso, classico, di scuola, a furia di guardare il dito, hanno perso di vista la luna.

E adesso passiamo ai profeti del regolamento. Chi ha trasformato il decreto legge il Triplete? Ci siamo persi qualcosa? Il Triplete cos'è: tre trofei in una stagione, oppure "quei" tre trofei...? Lo chiediamo perchè il calcio sembra ormai diventato un piccolo pianeta che ruota attorno al sole del Triplete. Eppure, senza nulla togliere alla straordinaria impresa dell'Inter di quella stagione, a torto o a ragione nessuno di quei giocatori ha vinto il Pallone d'oro e mai la Uefa, come ha fatto nel luglio 2015 con il Milan di Sacchi, l'ha indicata come la squadra più forte di sempre. Anche qui, magari a torto, ma non sta a noi deciderlo. Cosa volete, a noi piace in maniera patologica essere in minoranza. E non sottostare alle leggi trasversali dei soliti. Hanno deciso che il derby d'Italia è Inter-Juve perchè le battute dell'avvocato Prisco erano simpatiche, mentre in realtà il derby di un Paese di norma è fra le due squadre che hanno vinto di più in Patria e all'estero. Noi quindi non ci stiamo e continuiamo a non starci. Non solo sul tema del derby d'Italia usato come sfottò nei confronti di milioni di tifosi rossoneri, ma anche su altri. Adesso hanno deciso che quelli della Juve sono degli straccioni perchè non hanno vinto la coppa Italia e quindi non vincono il Triplete. Ma la coppa Italia non era una coppetta, poche ore dopo il gol ai supplementari di Cutrone? E se era una coppetta, perchè è così fondamentale vincerla...perchè senza coppa Italia e quindi senza Triplete non hai diritto di vivere...? Il Milan nell'anno solare 1989 ha vinto coppa dei Campioni, Supercoppa Europea e coppa Intercontinentale. Brutto? Tre vittorie in sette mesi. Nel 1990, il Milan lo ha rifatto. E nel 2007 lo ha Triplicato il triplete internazionale. Quello del 1994 invece cos'era? Scudetto, coppa dei Campioni e Supercoppa Italiana nello stesso anno solare...non sono tre? Non sono un triplete? Quelli che hanno deciso che il Triplete è solo quello dell'Inter, sono gli stessi che negavano l'esistenza di una classifica dei Club più titolati al mondo. Erano così convinti, che quando il Milan ha perso il primo posto gli hanno rinfacciato la classifica...La realtà è che non c'è una legge. L'unica stella polare, quando c'è di mezzo il Milan, è negare. Negare sempre. E noi saremo sempre qui, ad affermare. Ad affermare sempre.

Occhio ai profeti del regolamento, anche su un altro fronte. Gli stessi che l'anno scorso avevano fatto di tutto per piazzare il derby il 4 aprile, con il Milan molto stanco e l'Inter in ripresa, ci hanno riprovato. Certo, che ci hanno riprovato. Pochi giorni fa. Nei quarti di coppa Italia, ma certo: Milan-Napoli e Inter-Lazio recitava il tabellone di coppa Italia? Con l'ossessione per il Milan che li pervade, erano già partiti lancia in resta: no...il Milan deve giocare a Napoli, perchè nello stesso stadio non si può giocare da un giorno all'altro...e l'anno scorso l'Inter è arrivata prima del Milan in campionato. Quindi da regolamento...il regolamento...sempre il regolamento...un feticcio...un articolo di fede...una testa di ponte per schiacciare il Milan. Invece poi è successo che si poteva, che una partita il martedì e una il giovedì si poteva giocare nello stesso stadio. Eh, ma se si fosse giocato a Napoli...Capito? Il Milan e i milanisti non possono godersi nemmeno una serata di serenità, bisogna prima provare a cacciarli a Napoli e poi se vincono sminuire, sminuire tutto e sempre. Occhio adesso, c'è la semifinale di coppa Italia. Da "regolamento", visto che il Milan è stato sorteggiato prima nel tabellone di coppa Italia, l'andata deve essere Lazio-Milan il 27 febbraio e il ritorno Milan-Lazio il 24 aprile. Semplice? Tutto chiaro? Ma certo che no...c'è il Sei Nazioni di rugby il lunedì...c'è la Lazio impegnata di sabato sera perchè poi la Roma la Champions la settimana dopo...Ci stanno riprovando. Eccome se ci stanno riprovando.