Bakayoko in campo a Firenze per la ragione di stato. Il profilo ideale di futuro allenatore? …De Zerbi

09.05.2019 00:01 di Franco Ordine   Vedi letture
Bakayoko in campo a Firenze per la ragione di stato. Il profilo ideale di futuro allenatore? …De Zerbi

Il Milan ha una sola possibilità di aspirare al quarto posto. E questa possibilità ha una sola strada: vincere a Firenze. Per vincere a Firenze, in assenza di Paquetà, è il caso di raccogliere le migliori ridotte risorse della rosa puntando sul periodo no dei viola che hanno con Montella un ex molto avvelenato. Il meglio della rosa compreso Bakayoko, naturalmente. Intendiamoci: Josè Mauri, per quel che ha mostrato lunedì sera, merita una citazione speciale. S’è dimostrato calciatore di razza, poi si può discutere sul livello di tenuta fisica ma non certo tecnica. E sul coraggio avuto nel lanciarsi nella mischia senza patire alcuna difficoltà, dimostrazione plastica di un talento e di una personalità non comuni. Due parole sul caso Bakayoko: non ero ai bordi della panchina come il collega di Sky Peppe Di Stefano che ne ha fornito puntuale annotazione ma so, dall’esperienza, che si poteva gestire in maniera diversa. Che altri componenti lo staff avrebbero potuto e dovuto lavorare per evitare quella burrascosa scena.

Rino è uomo del sud, pratico oltre che dedito in maniera totale alla sua missione e al suo lavoro. Sa benissimo che Bakayoko a Firenze, anche giocandogli contro, per dimostrare cioè che aveva torto il tecnico a lasciarlo fuori, può tornare utile. Si chiama ragion di stato. E va assecondata nell’interesse supremo della patria calcistica. E dell’unico risultato che può aprire un varco Champions.

A proposito di nuovi allenatori e di scelte future una diversa dall’altra, qui bisogna essere pratici e cominciare a dragare il mercato. Proviamo a fare l’identikit del tecnico ideale per il prossimo Milan. Con un gruppo giovane, e l’arrivo di altri talenti da svezzare, è fondamentale la figura di un maestro di calcio. Se Sarri fosse disponibile a tornare in Italia, è evidente che la prima scelta sarebbe lui. Ma le notizie e le frasi in arrivo da Londra non inducono all’ottimismo. Di Francesco è un profilo interessante. Ha lavorato benissimo l’anno prima a Roma, male l’anno dopo, quest’ultimo quindi. Florenzi ha detto di recente: “Adesso difendiamo in 11, prima solo in 3-4”. Poi è successo che ha preso gol dal Genoa che non è certo una macchina da gol pur difendendo in 11! Le voci degli specialisti di calcio-mercato dicono che c’è già stato un incontro con Leonardo mentre Gazidis continuerebbe a inseguire il sogno Pochettino. Ora, alla luce della finale di Champions conquistata, non credo sia una pista percorribile. E allora, tenendo conto dei pregi e dei difetti di Di Francesco, se Sarri rimanesse a Londra, oltre a Giampaolo, altro tecnico in passato interpellato da Galliani, vorrei spiazzare l’uditorio affacciando alla ribalta una terza candidatura. Quella di Roberto De Zerbi. Non so come siano i suoi rapporti col Sassuolo. Solitamente Giovanni Carnevali lega il suo allenatore alla società. Conosco invece come fa giocare a calcio i suoi De Zerbi. Nel “mio” Foggia ha fatto cose miracolose pur non centrando l’obiettivo della promozione toccata l’anno dopo a Stroppa. Eppure tutti, dal primo all’ultimo tifoso, se lo ricordano per gli spettacoli offerti. Può darsi che sia persino più radicale di Di Francesco nelle sue idee di calcio totale ma forse, avendo fatto la scuola Milan da ragazzo, ha più confidenza con quel mondo. È una provocazione, non una proposta e sarebbe interessante sapere cosa ne pensino i nostri lettori.