Basta con Calhanoglu, meglio avanzare Paquetà per non lasciare troppo solo Piatek come già successo con Higuain

05.03.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Basta con Calhanoglu, meglio avanzare Paquetà per non lasciare troppo solo Piatek come già successo con Higuain

Prima di tutto complimenti a Gattuso, non quelli scontati per il terzo posto, bensì per come ha parlato a fine sorpasso sull’Inter. Dopo lo stentato 1-0 contro il Sassuolo, sarebbe stato facile per qualsiasi allenatore dire che era importante vincere, non prendere gol e salire al terzo posto per la prima volta dopo quasi sei anni. Gattuso, invece, ha ammesso con coraggio e onestà che il Milan ha fatto due passi indietro sul piano del gioco e non può illudersi di rimanere al terzo posto se non migliora in attacco. E allora è giusto chiedersi come può e deve migliorare la squadra che ha sistemato la fase difensiva, grazie alla crescita di tutto il reparto, da Donnarumma a capitan Romagnoli, e all’aiuto di tutti i centrocampisti, ma fatica in fase offensiva. Il rischio, infatti, è quello di lasciare troppo solo Piatek, che sicuramente si è inserito meglio di Higuain perché non si sente in prestito e soprattutto ha più fame dell’argentino. Nessun attaccante, nemmeno Cristino Ronaldo come si è visto a Napoli, può segnare se non riceve palloni giocabili e nel Milan questo problema c’era prima con Higuain e c’è anche adesso, come si è visto nelle ultime due partite in cui Piatek è rimasto a secco. Suso non sta bene fisicamente, ma almeno lui non è mai stato in discussione a livello tecnico. Calhanoglu, invece, sta bene ma continua a deludere, perché un gol in tutto il campionato non lo può assolvere e infatti la sua media voto della “Gazzetta” dopo 26 partite è impietosa: 5,68. Soltanto Laxalt, che però ha giocato poco, ha una media voto inferiore (5,62). E allora, anche se Gattuso gli ha sempre dato fiducia, un turno o due di riposo, farebbero bene al turco e alla squadra. Borini, che non ha mai deluso, può tranquillamente giocare al posto di Calhanoglu sulla sinistra, senza togliere equilibri alla quadra, quindi. E con Borini a sinistra a coprire anche la fascia, Paquestà potrebbe finalmente giocare più avanzato al centro, come Pirlo ha suggerito a Gattuso. Il brasiliano non può essere sacrificato sulla fascia a rincorrere gli avversari. Un uomo di qualità come lui, che si è calato nel Milan alla perfezione come se avesse sempre giocato con la malia rossonera, dà il meglio vicino alla porta avversaria con la libertà di muoversi a destra e a sinistra senza dare punti di riferimento agli avversari, pronto anche a far valere il suo gran tiro. In questo modo, tra l’altro, Piatek sarebbe meno solo e sicuramente tutta la manovra ne guadagnerebbe. Kessie e Bakayoko, infatti, sono bravi a tamponare davanti alla difesa, ma non hanno il lancio smarcante per le punte, mentre Biglia è più portato alla regia in orizzontale. Senza scordare la possibilità di giocare con due punte, come aveva già privato a fare Gattuso, affiancando Cutrone a Higuian. Evidentemente, però, questo è un salto in alto che Gattuso non si sente più di ripetere, mentre lo spostamento di Paquetà sembra una mossa più semplice nell’interesse del Milan e dello stesso giocatore valorizzato in quella posizione in Brasile. Il tempo dirà, come sempre. Ma un fatto è certo: se il Milan deve migliorare a livello di gioco, bisogna cambiare qualcosa. E allora coraggio, Gattuso. Il bello deve ancora arrivare.