Basta con i giocatori fuori ruolo. Giampaolo dimostri più coraggio con Rebic, Hernandez e Leao. Perché se sarà ancora “fatal Verona” si parlerà già di crisi, prima del derby

10.09.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Basta con i giocatori fuori ruolo. Giampaolo dimostri più coraggio con Rebic, Hernandez e Leao. Perché se sarà ancora “fatal Verona” si parlerà già di crisi, prima del derby

Facciamo un passo indietro, al giorno del sorteggio dei calendari. Malgrado la parola d’ordine a Milanello e dintorni fosse “diamo tempo a Giampaolo”, tutti erano concordi sul fatto che il Milan avesse una partenza in discesa con tre partite abbordabili”, prima del derby. Calcoli alla mano, dei tifosi e dei diretti interessati, l’obiettivo era quello di arrivare al derby con 9 punti, dopo le partite contro l’Udinese e due neopromosse, il Brescia e il Verona. Ancora una volta invece, come spesso accade, il calendario ha ingannato tutti, perché di “abbordabile” non c’è nulla nel calcio, specialmente nelle squadre in costruzione con un allenatore nuovo. E così il Milan, che ha steccato malamente a Udine e ha vinto soffrendo contro il Brescia, non può più sbagliare a Verona perché un pareggio, o peggio ancora una sconfitta, non potrebbero essere giustificati con la richiesta di altro tempo. Quello serve per arrivare al bel gioco, non per vincere, anche di misura come è successo contro il Brescia. E allora basta con i brutti ricordi della “fatal Verona”, quando però il Milan di Rocco prima e di Sacchi poi correva per lo scudetto e non per un semplice, anche se oggi ricchissimo, quarto posto. Rimanere ancora più staccati da chi precede i rossoneri sarebbe gravissimo e non ci meraviglieremo affatto, quindi, se in quel caso già incominciasse a profilarsi quella brutta parola: crisi. Perché, al di là dei risultati, in due mesi di lavoro Giampaolo non ha ancora dato un’identità alla squadra, essendo ancora alla ricerca di una indispensabile formazione-base sulla quale poi effettuare le opportune varianti in corso, oppure tra una partita e l’altra. La prossima sfida che attende Giampaolo, quindi, è quella di scegliere gli uomini giusti per affrontare e battere il Verona. Basta con i giocatori fuori ruolo, perché Calhanoglu non può trasformarsi nel nuovo Pirlo e tanto meno nel nuovo Rivera, del quale purtroppo porta il glorioso numero 10. Basta anche con Castillejo, improbabile  seconda punta che qualcuno ha argutamente definitivo “una mosca impazzita” e basta con Borini mediano. Meglio puntare ancora su un vero centravanti come Piatek, cercando di rifornirlo meglio di quanto è stato fin qui, con l’innesto di Rebic, ottimo acquisto e non soltanto perché nazionale croato. I giocatori veri non hanno bisogno di lavorare un mese con i nuovi compagni, come ricordano bene purtroppo i tifosi milanisti che scoprirono l’interista Sneijder, appena arrivato ad Appiano Gentile ma subito decisivo nel derby estivo di dieci anni fa. Avanti con Rebic, quindi, e caso mai con una staffetta con Leao, che altrimenti rischia di trasformarsi suo malgrado in un oggetto misterioso. E poi, se davvero ha smaltito l’infortunio iniziale, speriamo di vedere finalmente Theo Hernandez, che gli spagnoli definiscono “matto” ma è la grande scommessa di Maldini che ha qualche confidenza con quel ruolo. Rodriguez, infatti, malgrado il suo gol con la Svizzera, contro Gibilterra però, è il re dei passaggi indietro e sulla fascia sinistra invece serve qualcuno che corra e vada sul fondo per crossare. I rinforzi ci sono, insomma, e se non saranno di qualità risponderà chi li ha acquistati. Nell’attesa, però, Giampaolo ha il dovere di utilizzarli e sempre nei ruoli giusti. Altrimenti sarà lui a dimostrare, suo malgrado, di essere fuori ruolo.