Bene la permanenza di Ibra, ma serve un altro 9. Su Theo e Rebic non mischiamo le carte... Duarte stregò Moncada

12.04.2020 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture
Bene la permanenza di Ibra, ma serve un altro 9.  Su Theo e Rebic non mischiamo le carte...  Duarte stregò Moncada

Gazidis in settimana ha fatto trapelare che tenterà di convincere Ibrahimovic a restare non appena questo incubo sarà finito. Si siederà a un tavolo con il suo manager Mino Raiola per valutare un rinnovo del contratto che scade il 30 giugno. Mossa giusta. Intanto per una questione puramente pratica e cioè sportiva: l’impatto di Zlatan è stato notevole e sarebbe un peccato non sfruttare le sue capacità anche l’anno prossimo. Poi perché l’ad sudafricano non può permettersi agli occhi dei tifosi di tagliare con lo svedese senza aver neanche provato a intavolare un discorso. Che la sua proposta economica sarà accettabile lo scopriremo però soltanto strada facendo. La permanenza di Ibra servirebbe anche come parafulmine, considerato che la nuova stagione inizierà, con ogni probabilità, senza punti di riferimento riconoscibili in Società e senza nessuna bandiera. Ibra se resterà, lo farà per rimanere punto di riferimento in attacco, ma a 39 anni non potrà giocare tutte le partite. Ecco perché servirà comunque un altro numero 9. Leao, lo abbiamo capito, nel ruolo non dà garanzie.La permanenza dello svedese striderebbe però con il progetto tattico di Rangnick, che là davanti ha bisogno di giocatori decisamente più mobili. In ogni caso vengono smentite le certezze di molti sulla decisione già presa di ritirarsi da parte di Zlatan che, come dimostrato dalle foto dell'allenamento con il club svedese dell'Hammarby, ha una voglia matta di tornare in campo. Intanto, negli ultimi giorni è trapelato anche che nelle operazioni Theo Hernandez e Rebic sarebbe stato decisivo lo zampino del francese Moncada e del tedesco Almstadt. Viene un po’ da sorridere. Sembra infatti un chiaro tentativo dall’alto di valorizzare agli occhi dei tifosi le due figure che saranno promosse nel quadro dirigenziale della prossima stagione e magari, perchè no, ridimensionare l’uscente Maldini e con lui pure Boban. Diamo a Cesare quel che è di Cesare: abbiamo sempre sostenuto che Theo è stata un’operazione firmata Maldini (con tanto di foto a Ibiza) e che per Rebic è stata decisiva l’intuizione del connazionale Boban: non cambiamo idea strada facendo e confermiamo loro i meriti. Anzi, andrebbe ricordato che al momento dello sbarco a Milano di Duarte, Serginho disse pubblicamente che il difensore brasiliano aveva letteralmente colpito Moncada: anche qui, diamo a Cesare quel che è di Cesare e in questo caso non è esattamente un gran biglietto da visita. Anche questa volta un abbraccio virtuale a tutti i lettori di Milan News. Buona Pasqua. E restiamo a casa!