Bennacer-Modric come Pirlo-Rui Costa. Mercato: nel rispetto di Zvone e Paolo

20.07.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Bennacer-Modric come Pirlo-Rui Costa. Mercato: nel rispetto di Zvone e Paolo

Un ricordo, due domande e un avviso ai naviganti. Quelli che ricordiamo bene sono i giorni di inizio luglio del 2001. Quando arrivò Pirlo, dopo anni così così fra Reggina, Inter e Brescia, venne vissuto dai tifosi come un insulto. Come il timore che poi non arrivasse l’altro, lui, Rui. Esattamente come accade oggi, 18 anni dopo, per Bennacer. Non stiamo facendo paragoni tecnici, ma stiamo solo accostando atmosfere e umori. Anche oggi all’arrivo di Bennacer, e anche nel caso fosse arrivato Veretout, la reazione dei tifosi è la seguente: sì va bene, ma chi compriamo? Con il timore che Bennacer, che è ottimissimo giocatore, e non importa se sia meno pubblicizzato di Sensi, possa essere un ostacolo all’arrivo del colpo vero, magari Modric secondo certe suggestioni. L’unica differenza rispetto al 2001 è che Rui Costa arrivò, mentre Modric non arriverà. E con tutto il rispetto per Rui, giocatore sublime, il vero giocatore epocale fra i due era Pirlo più che lo splendido rifinitore portoghese. Le domande: la prima ai cronisti di mercato. Perché quando veniva accostato al Milan il buon Seri costava fra i 25 e i 40 milioni di euro, mentre è andato per cifre infinitamente minori al Galatasaray? Chi gonfia i prezzi dei giocatori mediaticamente in orbita Milan? Gli addetti ai lavori o i media che alludono? E infine come mai Antonio Conte ha detto che il mercato dell’Inter è in ritardo? Gli ultrà che esultano magari anche in tribuna stampa non se ne erano accorti? Di punto in bianco, che avrà voluto dire il buon ex Ct…sui giornali si era letto solo dei ritardi del mercato del Milan…soprattutto su quelli che sbattono il Milan in prima pagina solo ed esclusivamente quando si inventano diatribe interne o chissà quali malumori. Infine l’avviso ai naviganti. I tifosi che ci vedono smentire le voci di possibili compratori del Milan, non si facciano fuorviare. Non è spirito di servizio o aziendalismo. Ma quello del compratore è un giochino che non ci piace. E’ un chiacchericcio strisciante che tende a dipingere un Milan posticcio, non in mano ad una proprietà vera, un Milan ancora fluttuante, ancora in cerca d’autore. Non è così e non sarà così almeno per i prossimi 10 anni. Si chiama hedge fund Elliott, ma la linea aziendale del Milan è chiara: organigramma, rapporti Uefa, stadio, linee di mercato precise con la metà dei soldi spesi rispetto a chi viene portato mediaticamente in palmo di mano e poi si scopre improvvisamente, e clamorosamente, in ritardo. Il Milan non si rimetterà in piedi dalla sera alla mattina. Ma, nonostante scarso rispetto e dicerie, sta già iniziando a sgranchirsi.

Noi vogliamo essere chiari e trasparenti. Nel rispetto dell’intensità e del riserbo come mantra che hanno con tutti sia Boban che Maldini, così come Massara, noi non ci permettiamo di fare con i dirigenti rossoneri e con i colleghi domande di mercato. Siamo fiduciosi e sappiamo che avremo una squadra buona, pensata e meditata. Ma dal momento che conosciamo la sete di notizie dei tifosi, ci siamo affidati, con buona pace degli altri, all’unico giornalista di calciomercato di cui ci fidiamo. Non ne facciamo il nome per opportunità, per sua tutela e per una certa nostra tendenza ad essere un filo democristiani. Ma questo è quello che ci è arrivato e che vi giriamo: “È una fase di grandi processioni a Casa Milan con numerosi agenti che propongono calciatori. La certezza è che arriveranno almeno 4 acquisti: uno ai dettagli è Bennacer, poi un difensore centrale, una mezzala e una seconda punta. In difesa Demiral è una idea reale, ma non ai 40 milioni sparati dalla Juve che ovviamente non vorrebbe cederlo al Milan ma - in caso di cessione - a un club che lascerebbe a Paratici il controllo sul cartellino. Lovren (proposto a più riprese) valutato, ma tra parametri economici ed età non convince del tutto al momento. Poco percorribile Upamecano (Lipsia ha dietro Redbull e non ha bisogno di monetizzare): partono da una valutazione di 60 milioni, dopo che hanno detto no a offerte da 40-45 a giugno. A centrocampo si lavora a fari spenti. Le voci su Praet sono veicolate più dalla Samp (Ferrero e Romei da un mese dicono a tutti o media che il Milan è in pressing), ma in realtà rossoneri tiepidi e non hanno mai presentato offerte. A Giampaolo piace, ma non convince nel rapporto qualità-prezzo. A oggi è un piano B se non C. Si stanno studiando sul mercato europeo opportunità interessanti e di livello come è stato Hernández per la fascia sinistra. A Massara piaceva molto Lobotka (Celta Vigo), ma viene visto simile a Bennacer e adesso si cerca un profilo più dinamico. Su Modric arrivano smentite sia fronte Milan sia fronte Real: costi troppo elevati per un giocatore di 34 anni. Vero che Lemic l’ha proposto, perché a Madrid (se arriva anche Pogba) il croato è tutt’altro che intoccabile. Davanti serve una seconda punta veloce, tecnica e che strappi. Un elemento che in rosa oggi il Milan non ha. Contatti in corso con l’argentino Zaracho del Racing Avellaneda. Giovane e con ampi margini ancora di crescita (classe 1998), anche se sul prezzo c’è un po’ di distanza (ha clausola da 24 milioni e loro ne vogliono almeno 22) La priorità riguarda anche le uscite: è stato comunicato ai rispettivi agenti che - in caso di buona offerta non sono incedibili diversi giocatori arrivatio negli ultimi due mercati. Ovviamente non partiranno tutti insieme e andranno via solo se arriveranno offerte congrue per il club e gli stessi calciatori. Al momento le proposte giunte sono state ritenute basse, in alcuni casi dal club, in altri invece sono stati i giocatori a declinare. In dirittura rinnovo Calabria-2024. Più avanti si lavorerà a quelli di Donnarumma (partita lunga) e Bonaventura con Raiola”.