Boban e Maldini: buoni uffici tutto ok, grazie. Ma il Milan non aveva i soldi? La nemesi di Pierre Aubameyang

03.08.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Boban e Maldini: buoni uffici tutto ok, grazie. Ma il Milan non aveva i soldi? La nemesi di Pierre Aubameyang

La leggenda metropolitana di Mendes che aiuta il Milan sul mercato è più che altro una leggenda da metropolitana, una di quelle cose che ci si può dire fra tifosi caracollando, uno in piedi e uno seduto, prima del capolinea del metrò. Ma fra addetti ai lavori, bisogna saperlo che il dato di oggi è che il Milan è stato solo messo in imbarazzo con la questione di Andrè Silva e non c’è altro. A proposito, il ds dei monegaschi ha confermato quanto abbiamo sostenuto a più riprese: nessun problema di carattere sanitario, ma solo economico. Eccolo l’imbarazzo: Andrè è stato fatto partire dagli Usa, senza, evidentemente, che dal punto di vista della contrattazione tutto fosse a posto. Una contrattazione, questa sì, l’unica, che il Milan seguiva fidandosi e senza fare, per una volta, come San Tommaso. L’eccezione che conferma la regola. E perché poi il Milan dovrebbe avere bisogno dei buoni uffici di un importante procuratore, per fare le sue trattative? Il Milan ha ormai un suo scouting e un suo metodo, mentre Boban e Maldini hanno i loro rapporti e il loro carisma. Per metodo ci riferiamo a Krunic seguito per tutta la stagione scorsa come confermato dall’Empoli e poi preso, ma anche allo stesso Rafael Leao seguito per tutto il girone di ritorno della stagione scorsa come confermato dal Lille e poi preso. Per Theo Hernandez, Zvone, Paolo e Massara hanno preso l’aereo e sono andati a parlare con Florentino, senza bisogno del buon Mendes. A proposito, se sulla metropolitana pensano davvero che il Milan sia legato a Mendes, forse bisognerebbe sapere che il super portoghese si era messo a disposizione anche per Rafael Leao ma che poi Elliott e il Milan hanno proseguito con i loro interlocutori e la loro trattativa da soli. Ringraziando, ma da soli. Visto che Correa ha un altro agente e visto che lo stesso Correa preferisce il Milan al Monaco con tutto il rispetto, è meglio scendere al capolinea che non c’è veramente altro da dire.

Sul mercato del Milan, non si finisce mai di parlare. Adesso è iniziata la fase due, come con Rafael Leao. Quando lo seguiva il Napoli era il nuovo Mbappè, e il Napoli lo seguiva davvero e all’allenatore del Napoli piaceva davvero tanto, fidatevi…Quando lo seguiva l’Inter era il giovane leone che con lo Sporting aveva battuto la Juventus in Youth League. Appena è stato accostato al Milan, è diventato una scommessa, una incognita, sì diciamo pure un azzardo. Ne riparleremo. La stessa cosa sta accadendo con i denari. A maggio, sbeffeggiavano il Milan perché non aveva i soldi. Adesso, lo punzecchiano perché ne sta spendendo troppi. Senza però spiegare ai propri lettori perché si era scritto che il Milan non ne avesse…Giri di valzer, disinvoltura d’alto bordo. Ma nessuno scrive della vera realtà del mercato del Milan: fuori dai veleni, fuori dagli intrighi. Nel mercato del Milan sono out i pregressi fra dirigenti, i rapporti codificati, le ripicche. Il Milan ha lavorato così: quando ha puntato un giocatore è stato fatto un prezzo, al di sopra di quel prezzo il Milan ha lasciato la trattativa. Senza nessuna paura delle conseguenze mediatiche. E’ stato così anche in uscita: a giugno i giornali hanno scritto che il Milan aveva fatto il prezzo di Cutrone, 25 milioni di euro. E’ partito per poco meno, ma soprattutto perché si era capito che l’interesse di altri club era relativo e che si fosse atteso ancora nell’operazione la quotazione avrebbe potuto scendere ulteriormente. Non per demerito del buon Patrick che tutti i rossoneri hanno salutato a malincuore, ma per dinamiche di mercato.

Le ultime: Mirabelli che risponde a Fassone che avrebbe preferito Aubameyang a Bonucci è una nemesi all’incontrario. Nell’estate 2007 Adriano Galliani ci tesseva a dismisura le lodi di Pierre Aubameyang, ritenendolo molto più forte, con tutto il rispetto, di Willy e di Catilina, gli altri Aubame passati dalle parti di Milanello. Mirabelli aveva lo stesso pupillo del pelato, incredibile dictu. Anche se poi Galliani fu costretto un anno dopo a cedere Pierre per raggranellare una parte della somma da riversare sul mercato per Ronaldinho. Non solo: Balotelli che potrebbe andare al Bentegodi piuttosto che al Rigamonti, non si può leggere. Sappia Mario che i tifosi veronesi sono gemellati con gli interisti e che i bresciani con i milanisti. Al di fuori delle logiche dei veti e dei gemellaggi, il suo destino non può che essere bresciano, senza nulla togliere ai veronesi che hanno accolto splendidamente il Pazzo Pazzini. E infine, lo spogliatoio del Milan. Ragazzi, da questa stagione c’è una novità: la concorrenza. Ci sarà concorrenza fra Conti e Calabria, fra Musacchio e Duarte, fra Rodriguez e Theo, fra Suso e Paquetà, fra Chala e Jack, fra Leao e chi verrà. Bisogna saperla affrontare. Senza il “muso” da parte di chi era titolare prima della nuova arrivata, la concorrenza appunto, ma ben sapendo che il bene primario e supremo è il Milan. Nelle stagioni in cui ci si allena rilassati perché i titolari sono battezzati e le alternative non sono dello stesso livello, non si va da nessuna parte. Con la competizione e la concorrenza, invece, le cose cambiano e lo spirito è diverso. Forza, il sorriso non può mancare nel kit per vivere bene la concorrenza. Il sorriso per se stessi e quel qualcosa in più da dare ogni giorno invece per il bene del Milan.