Bonucci-Higuain: scopri la differenza. Milan: Denis Suarez ti guarda. Carlo, Koulibaly e il 4' posto

26.01.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Bonucci-Higuain: scopri la differenza. Milan: Denis Suarez ti guarda. Carlo, Koulibaly e il 4' posto

Non è mica vero che Leonardo abbia gestito male Higuain, anzi. Il direttore brasiliano il Pipita lo ha coccolato, protetto, difeso. Anche più di Gattuso. Fino a che ad un certo punto, Leo deve essersi detto: anche troppo. L'intuizione del Milan di fine dicembre, inizio gennaio, è stata molto precisa: con l'Higuain vero si lotta fino alla fine per andare in Champions League, con "questo" Higuain no. Per cui lo "stai e pedala" riveste un significato molto chiaro: o il vero Higuain o niente. Nessuno fornisca alibi a Higuain su questo. Tra lui e il Milan le cose erano chiare fin dalla scorsa estate sul riscatto e sul significato della qualificazione Champions per il progetto Elliott, ma a questo punto, nostro malgrado, dobbiamo prendere atto della consistenza di quello che ci è stato raccontato con tanto di foto da una nostra fonte, di quello a cui non volevamo assolutamente credere. Era metà settembre dopo Milan-Atalanta 2-2, erano i primi di ottobre dopo Milan-Chievo 3-1: nel corso di una partita-esibizione giocata durante la sosta a Dubai, l'entourage di Higuain confermava, confidandolo ad amici, che a gennaio l'argentino avrebbe lasciato il Milan. Dice qualche cretinetti: ecco il solito Suma che "parla male dopo che i giocatori se ne sono andati". Ma certo che no, in questo stesso sito e in questo stesso editoriale, controllare please cretinetti, spronavamo Higuain a fidarsi dei carichi di lavoro di Gattuso, il 29 dicembre scorso, ad Higuain tutto del Milan e a Piatek lontanissimo dal Milan. Quindi, non parliamo e non scriviamo solo "dopo", ma anche "prima". Altri ci accusano di averlo difeso e protetto in tv quando a tutto il mondo sembrava chiara la "rottura". Ma certo che sì: prima coscienza a posto per aver tutelato il giocatore fino in fondo e senza esitazioni anche di fronte ad una certa evidenza, poi normali valutazioni. Che non solo poi solo nostre. Strano che gli ipersensibili dei social e dei media, pronti ad immaginare trattative quando non ci sono e attriti dirigenziali dove non esistono, non si siano accorti che nessun canale ufficiale del Milan abbia rivolto ad Higuain il benchè minimo saluto. A Bonucci, anche se in piccolo, era stato almeno riservato. E qui sta la differenza: Bonucci aveva dato tutto fino all'ultimo giorno per un progetto societario dal quale era stato sostanzialmente tradito; ad Higuain è stato offerto su un piatto d'argento un progetto societario, mantenuto e rafforzato nei fatti, al quale però lui ha rivolto sostanzialmente e quasi solo una smorfia di indifferenza. E Higuain ha smesso purtroppo di dare, nell'ultimo mese della sua "militanza" rossonera. Differenza, anzi differenze, non da poco.

Strani incroci fra Boateng e il Milan. Boa gioca a San Siro contro l'Inter e lo nota il presidente del Barcellona, Josè Maria Bartomeu. Addirittura sembra che Ariedo Braida, di suo, fosse contrario all'operazione. Ma con Boa a Barcellona, non viene convocato Denis Suarez, centrocampista blaugrana a rischio esubero e in odor di Arsenal. Non verrà al Milan il forte Denis Suarez, ma la scorsa settimana era a cena con un tifoso eccellente rossonero: "Mi piace molto il Milan, la sua storia, il nuovo corso. Amo giocare con Messi e di mia iniziativa non lascerò mai il Barcellona, ma complimenti al Milan". Nessuna illusione di mercato, ma che tra giocatori di una certa fascia e di un certo livello si inizi a parlare del Milan in un certo modo, è una cosa che può e deve solo far piacere ai tifosi rossoneri.

Il Milan va a giocarsela contro il Napoli da quarto in classifica, solo per demeriti della Roma? Può essere, come diceva Checco Zalone in Quo Vado? quando sembrava che "in tutto questo" quello "strano" fosse lui. Può essere. Ma che il Milan sia quarto dopo gli infortuni di Higuain-Cutrone insieme a settembre, dopo gli infortuni di Romagnoli-Musacchio-Caldara insieme a novembre e le squalifiche di Kessie-Bakayoko (senza Biglia e Bonaventura) insieme a dicembre...che il Milan sia quarto dopo essere riuscito a segnare 1 solo gol su autorete da centrocampo, con tutto il rispetto, contro Empoli, Bologna e Frosinone...beh che dopo tutto questo il Milan sia quarto è un mezzo miracolo. La realtà è che il Milan oggi non è quarto per distacco, e forse quasi terzo, solo per demeriti propri. Non l'incontrario. Ma il campo può attendere. Oggi si gioca Milan-Napoli. Torna il candido papà di tante nostre emozioni, in quello che sarà sempre il suo stadio e fra quelli che saranno sempre e per sempre i suoi tifosi: Carlo Ancelotti. Non torna da solo, ma prendendo idealmente per mano un ragazzo che è solo da omaggiare ed applaudire: Kalidou Koulibaly. Tutti i cuori rossoneri di San Siro non se lo potranno mai perdonare, nel caso in cui arrivassero tardi e male all'appuntamento con la civiltà e i valori. Prima si applaude e poi si gioca. Prima cuore e rispetto, poi solo Milan.