Braccio di ferro con il Barça per Todibo. IZ Back: Boban smaschera la squadra. Eredità cinese e non solo: ecco la zavorra sui conti (e mercato) del Milan

06.01.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Braccio di ferro con il Barça per Todibo. IZ Back: Boban smaschera la squadra. Eredità cinese e non solo: ecco la zavorra sui conti (e mercato) del Milan

Il Milan ha fretta di trovare la quadra per ciò che concerne la trattativa per Jean-Clair Todibo. Il viaggio a Barcellona di Ricky Massara ha prodotto l’accordo con il giocatore, ma adesso toccherà alla due dirigenza arrivare alla quadratura del cerchio. Il Milan, per filosofia, non vuole prendere il giocatore in prestito secco mentre il Barcellona non vuole perdere il controllo sul cartellino del calciatore, che non disdegna la possibilità del prestito semplice. Si tratterà e nel corso di 7-10 giorni si dovrà arrivare ad un punto definitivo, che sia favorevole o meno. Anche perché da via Aldo Rossi filtra la voglia di prendere Todibo, ma non solo. Ci sono delle alternative al francese e i movimenti in difesa sono anche legati alla decisione che verrà presa su Mattia Caldara. Il giocatore ha bisogno di giocare, l’Atalanta lo vuole ma vanno fatte collimare domande, offerte ed esigenze delle squadre e del calciatore. In mezzo al campo, invece, la situazione è completamente di stallo. Kessie non ha proposte (il Milan lo cede volentieri) e l’interessamento del PSG per Paquetà sta via via scemando, perché Leonardo non ha intenzione di spendere i 35 milioni che gli ha chiesto Maldini.

Il ritorno di Ibrahimovic è stato commentato in ogni sua sfaccettatura. Adesso sarà il campo a dirci se l’effetto Zlatan ci sarà anche sui compagni, visto che l’ambiente è stato rivitalizzato da una scarica di adrenalina repressa. Come detto una settimana fa e come ha confermato Boban, il ritorno di Ibra non deve essere un parafulmine per il resto della squadra. Deve essere, al contrario, un modo per tirar fuori quel qualcosa che i troppi cambi e la mediocrità generale hanno assuefatto e trasformato nel minimo sindacale. Ibra è la guida che mancava alla squadra dopo l’addio di Gattuso (immaginate cosa sarebbero stati insieme quei due per lo spogliatoio) e oggi la pressione riflessa del ritorno di Zlatan si ripercuoterà su Piatek e su tutti gli altri che sono nel mirino di tifosi e critica. È possibile che il ruggito di San Siro all’annuncio di Ibrahimovic farà tremare le gambe ai giocatori della Sampdoria, ma deve caricare quelli del Milan. Quando poi lo svedese entrerà in campo, vedremo cosa succederà. Intanto Pioli ha scelto di defilare Leao, inserendolo nel novero degli esterni offensivi (occhio ad un possibile ribaltone delle gerarchie, ma anche di modulo) e questa scelta dovrebbe portare Piatek alla permanenza.

Tornando, infine, sul mercato di gennaio e, più in generale, sull’appeal della rosa del Milan, si evince un dato incontrovertibile: molti dei calciatori rossoneri non hanno offerte che soddisfino sia le loro richieste sia le necessità della società. L’eredità dei 240 milioni cinesi è sotto gli occhi di tutti. Nessuno dei giocatori presi da Mirabelli e Fassone, tranne Bonucci, ha avuto delle proposte vere per andare via nonostante le numerosissime (millantate in alcuni casi?) proposte arrivate ai vari agenti. E i costi continuano ad essere elevati. Un esempio, che deve rimanere tale, è quello di Biglia che dal 2017 al 2020 costerà al Milan 40 milioni tra ingaggio (5 milioni lordi all’anno per un triennale) e il cartellino, venuto a costare 25 milioni, ma il discorso lo si può fare sia per gli altri di quell’estate clamorosa sia per la prima campagna acquisti targata Leonardo-Maldini (prendete Castillejo, cercato solo in prestito con diritto). Zavorre che pesano tanto, forse troppo, nel difficile percorso di risalita del Milan.