Caro Gazidis, non ci confonda con l'Arsenal. Grazie

17.05.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Caro Gazidis, non ci confonda con l'Arsenal. Grazie

Non cercate per favore analogie tra Juventus, Lega e 5 Stelle. Non è questo che sto per scrivere. Non sono juventino, né l'educazione ricevuta e la mia cultura possono condividere granché con molti aspetti dell'ideologia del governo attuale. Eppure (non so voi) sia nel calcio che nella politica in questo momento storico italiano, mi irritano molto di più gli avversari rispetto ai "dittatori": non hanno argomenti. Non fanno niente di concreto per contrastare, opporsi a chi comanda. Insultano, ricorrono a sospetti e illazioni, screditano, ma di fatto restano lontani in classifica come nelle preferenze di chi vota. Perché, appunto, alle azioni preferiscono le chiacchiere. Gli epiteti. Chiudo la parentesi politica, era solo una riflessione da italiano. Restiamo al calcio. Così il Napoli che fa 91 punti e sfiora lo scudetto, invece di prendere Benzema o Di Maria compra il Bari. Così la Roma vende Strootman e prende Pastore. Così Milan e Inter confondono buoni giocatori con campioni e discreti mediocri con i titolari. Sono state soprattutto le milanesi, in questi 8 anni, a lasciare campo libero ai bianconeri e spero ardentemente che entrambe alzino presto l'asticella di questo maledetto (benedetto) 4° posto, iniziando a puntare il primo o il secondo attraverso una strategia mirata e un mercato adeguato, in panchina e in campo.

In queste settimane leggiamo e ascoltiamo qualsiasi cosa relativa ai rossoneri. Contrasti tra Gattuso e lo spogliatoio, tra Leonardo e Gattuso, tra Leonardo e Maldini sul nome dell'allenatore, tra Leonardo e Maldini rispetto a Gazidis, tra Gazidis e l'apparato che ha iniziato a smantellare (dalla squadra femminile alle giovanili sino agli uffici marketing). Normale. E' il colonnello al quale è stato affidato l'esercito dal re mondiale dei fondi. Ho profonda stima per Ivan Gazidis: a livello finanziario, è un fenomeno. A livello sportivo, spero abbia metabolizzato bene un dato sopra ogni altro, relativo alla stagione che si sta per chiudere: 1 milione di persone hanno seguito il Milan a San Siro nelle partite casalinghe, appunto. La passione dei tifosi è davvero l'unica cosa che accomuna Milan e Arsenal, il club da cui Gazidis proviene e dove ha lavorato 9 anni. Vincendo soltanto 3 Coppe di Inghilterra e 3 Community Shileds. In compenso, scoprendo, lanciando e vendendo i giovani migliori divenuti campioni altrove. 

Ecco il punto, caro Ivan. Noi non siamo l'Arsenal, che non ha mai vinto la Champions (una Coppa delle Fiere nel '70 e una Coppa delle Coppe nel '94), che non vince lo scudetto da 15 anni, che è diventata la più famosa rampa di lancio per talenti che per vincere vanno poi da un'altra parte. Noi siamo ormai attenti ai bilanci  e agli orpelli da ragionieri cui ci hanno costretto Uefa e malagestione italiana, ma siamo anzitutto sostenitori sportivi del 2° club più titolato al mondo (il primo che mi nomina l'Al Ahly lo insulto) e conosciamo bene un verbo che gli eventi targati Berlusconi-closing dal 2012 impediscono di declinare: vincere. Per vincere saranno sicuramente importanti, importantissimi il marchio, il brand, il marketing, le scuole calcio, le magliette, gli adesivi e i portachiavi. Ma mi hanno insegnato che servono soprattutto una società all'altezza, poi un allenatore e soprattutto una squadra competitivi. I migliori giovani li lasci comprare e rivendere dall'Atalanta e dall'Udinese, che una volta o due nella loro storia arrivano persino in finale di Coppa Italia o in Champions, ma per favore nella sua ricostruzione di un club vincente parta cortesemente da quel milione di tifosi che tra Parma, Sassuolo, Bologna, Frosinone, Udinese eccetera sono venuti tutto l'anno a San Siro sperando non soltanto di tornare in Champions dopo 6 anni, ma soprattutto di esserne protagonisti e non controfigure. In Italia come in Europa. Grazie mille.