Cartoline da Parma: l'esempio di Theo e la rifioritura di Conti. Ibra-Milan, si avvicina la risposta

02.12.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Cartoline da Parma: l'esempio di Theo e la rifioritura di Conti. Ibra-Milan, si avvicina la risposta

Un gol così può essere quella fiammata che ti riscalda e che ti rianima. Theo Hernandez ha acceso la luce quando sembrava che la corrente fosse finita e che Parma-Milan fosse destinata ad un anonimo 0-0. Ma la sua voglia di andare a pressare quel pallone in uscita ha mandato in cortocircuito la genesi dell’azione parmigiana, che poi ha portato al suo sinistro vincente. L’urlo rabbioso sotto la Sud è l’istantanea di quello che deve essere il Milan da qui alla gara contro l’Atalanta: una squadra cattiva, mentalmente e agonisticamente, pronta a dare tutto fino all’ultimo. La crescita della mentalità è apparsa evidente, perché il 67% di possesso palla e i 27 tiri fatti sono un indice importante dal quale ripartire. E con un Ibrahimovic in più nel motore, questo gruppo potrebbe avere una crescita ulteriore sia in termini di risultati sia di autostima. Perché è quella che è mancata, la forza di sentirsi completi e incisivi. Troppe volte l’ambiente si è assuefatto a ragionamenti da società di provincia, dove una sconfitta dignitosa con la Juventus o un 1-1 interno con il Napoli vengono visti come miglioramenti. C’è bisogno di cambiare questo aspetto, oltre a tanti altri, per riemergere dalla palude. Ma la vittoria di Parma ha un significato enorme per come è maturata, perché all’orizzonte si stavano stagliando i soliti fantasmi delle ultime settimane.

E a Parma è risbocciato Andrea Conti. Una prova maiuscola quella del terzino milanista, che ha annullato Gervinho sotto tutti i punti di vista. Pioli lo ha confermato titolare e il campo gli ha dato ragione, perché la condizione di Andrea sta crescendo ulteriormente, così come la sua concezione della fase difensiva, dove ha fatto dei miglioramenti importanti. La fase di spinta, almeno a livello di moto perpetuo, per ora è lasciata in prima istanza a Theo Hernandez, ma già al Tardini si sono riviste delle discese più convinte di Conti e non può far altro che migliorare. Così come sta migliorando Mattia Caldara, che sabato è sceso in Primavera per mettere minuti nelle gambe e ritmo gara. Con il Milan che sta cercando sul mercato un difensore centrale, chissà che non possa essere davvero lui il nuovo acquisto per il reparto alla ripresa del campionato a gennaio.

Ovviamente tiene banco il fattore Ibrahimovic. Lo svedese darà, nel giro di 8-10 giorni, la sua risposta finale al Milan. Negli ambienti rossoneri c’è un’aria frizzante in materia, anche se le bollicine non devono dare alla testa. Ibra può spiazzarti in qualunque momento, ma il pressing di Boban e Maldini con lui e con Raiola è stato fatto con i tempi e nei modi giusti. Di certo la prova di ieri è decisamente incoraggiante per sperare che Zlatan dica sì al clamoroso ritorno. Perché oggi, questo Milan, non può fare a meno dello svedese. In campo, dove Piatek e Leao fanno una fatica tremenda a tirare nello specchio della porta, e anche fuori. Perché Ibra sa attirare su di sé il peso della critica e sa essere protettore del gruppo. E soprattutto, a quasi 39 anni, sa ancora come si segna.