Cinque chiavi per vincere il derby: Donnarumma, Bakayoko, Piatek, Cutrone e testa

12.03.2019 00:00 di Alberto Cerruti  articolo letto 58119 volte
Cinque chiavi per vincere il derby: Donnarumma, Bakayoko, Piatek, Cutrone e testa

L’ora della verità si avvicina, con una piacevole sorpresa per i cuori rossoneri. Nessuno o pochissimi, infatti, potevano prevedere che il Milan arrivasse al derby davanti all’Inter, al terzo e non al quarto posto, che era l’obiettivo di inizio stagione, quando Higuain sembrava il colpo dell’estate, con applausi sparsi a lui e a Leonardo. Adesso che sono state superate le più ottimistiche previsioni, visto che il Milan ripartiva dal sesto posto e l’Inter dal quarto, Romagnoli e compagni non possono e non devono perdere posizioni. E allora il primo motivo che dà fiducia è proprio il fattore psicologico, la testa cioè, perché il Milan dalla sua parte ha due risultati sui tre per rimanere davanti all’Inter, anche se è vietato fare calcoli. Senza dimenticare l’altro vantaggio, perché Gattuso potrà preparare con calma la sfida di domenica sera, mentre Spalletti prima deve pensare alla sfida di giovedì contro l’Eintracht Francoforte che toglierà energie nella testa e nei muscoli.

Come sempre, però, in campo saranno i giocatori a fare la differenza e allora è facile pensare a chi segna i gol del successo e a chi li difende. Donnarumma, tornato ai suoi livelli migliori, in questo senso è la prima garanzia, anche se le squadre forti sono tali quando il portiere non è impegnato. E se Donnarumma non sarà impegnato, il merito sarà dei difensori davanti a lui e della diga di metà campo che Gattuso ha saputo ricostruire dopo l’infortunio di Biglia. Fermo restando Kessie, l’altra piacevole sorpresa della stagione è stata la crescita di Bakayoko, diventato indispensabile in mezzo al campo. Adesso che è tornato Biglia, titolare del ruolo e subito in gol a Verona con una perfetta punizione, è facile invocare il suo rientro, ma con tutto il rispetto per il Chievo, il derby è il derby e Biglia, comunque a corto di condizione, può essere utile a partita in corsa, oppure nello sprint finale del campionato. Meglio, quindi, rilanciare Bakayoko che si è guadagnato il posto, in attesa di sapere se il prossimo anno ci sarà ancora.

E poi, naturalmente, salendo verso la porta avversaria, l’uomo più atteso è Piatek, che può e vuole lasciare il segno al suo primo derby. Freddo come Shevchenko, opportunista come Inzaghi, il pistolero del Milan ha dimostrato di saper segnare anche se i compagni lo servono poco. Basta un pallone vagante in area e lui non fallisce la mira, per cui non ci sorprenderemmo se fosse ancora Piatek l’uomo vincente. E se poi ci fosse bisogno di rincorrere il risultato, o semplicemente di far rifiatare il centravanti polacco, guai a dimenticarsi di Cutrone, capace come nessun altro di alzarsi dalla panchina per segnare, anche se è riduttivo considerarlo l’uomo dell’emergenza che fa rima con provvidenza. Una cosa però è certa. Visti i problemi dell’Inter, Cutrone sarebbe sicuramente titolare in maglia nerazzurra. E anche questo spiega la differenza che c’è oggi tra Milan e Inter. Perché la classifica dopo 27 partite non inganna.