Conte & i suoi fratelli: l’identikit del nuovo tecnico e le ambizioni rossonere

02.06.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Conte & i suoi fratelli: l’identikit del nuovo tecnico e le ambizioni rossonere

La scorsa settimana avevamo paragonato l’Ac Milan a Los Angeles, sempre in precario equilibrio sulla faglia di Sant’Andrea ed in costante emergenza terremoto. Non ci siamo discostati troppo dalla realtà. Anche quest’anno, infatti, l’ormai consueta rivoluzione societaria si è materializzata: via Leonardo, via anche il tecnico Gattuso, in bilico Maldini, pure stavolta si dovrà riavviare tutto daccapo.
Ed è un peccato perchè la stagione appena conclusa, vissuta ad alta intensità emotiva tra alti e bassi da far impazzire il tifoso più quieto, ha comunque offerto spunti di riflessione e certezze rassicuranti. Quella Champions evaporata al 90’ dell’ultima giornata, disintegratasi sulla traversa di Handanovic dopo un tentativo di salvataggio tanto insensato quanto fortunoso di D’Ambrosio, avrebbe meritato ben altra considerazione da parte dei diretti interessati. Per dirla alla Massimo Trosi, si sarebbe potuto ripartire da tre, e invece no. Anche quest’anno ricominciamo da zero. O al massimo da uno se Paolo Maldini - come sembra - accetterà l’incarico messo sul piatto da Gazidis per impersonare con autorevolezza ma ben poca esperienza il ruolo del nuovo direttore tecnico del club.

A rendere il futuro del Milan sempre più nebuloso, oltre alle ormai stucchevoli questioni aperte con Nyon in materia di fairplay finanziario, è l’indecisione dei vertici rossoneri nella scelta dell'allenatore. A maggior ragione se consideriamo quella che è stata la caccia al tecnico partita in via Aldo Rossi qualche tempo fa. In principio fu Conte. Il sogno mai celato dei tifosi, l’uomo capace di riaccendere la passione milanista dopo troppi anni vissuti nella placenta rassicurante della mediocrità. Purtroppo sono bastate poche settimane per capire che l’ex ct sarebbe approdato si a Milano, ma sull’altra sponda del Naviglio, con immane scorno e ulteriore crollo delle ambizioni del diavolo.
Quindi è subentrata la suggestione Sarri. Una seconda opzione, certo, ma pur sempre un’idea affascinante che piano piano ha iniziato ad incuriosire il popolo rossonero. Anche stavolta però i sogni di gloria sono durati lo spazio di un battito di ciglia, perchè mentre in via Aldo Rossi si ragionava sul futuro di Leonardo, Maldini e Gattuso, la Juventus formato Attila si faceva avanti strappando ogni residuo filo d’erba delle speranze milaniste, mettendo di fatto le mani sull’attuale manager del Chelsea.
Non è finita, perchè ad un certo punto - tralasciando i fantasmi di Allegri e Mourinho che hanno animato le chiacchiere da bar per qualche giorno - anche il profilo di Gian Piero Gasperini ha iniziato a stuzzicare il Milan. D’altronde per una società che decide di puntare tutto sui giovani, un tecnico come il profeta di Grugliasco non poteva che essere ideale. Così, malgrado l’insistente pressione della Roma, nell’identica precaria situazione, l’idea di poter accogliere a Milanello il tecnico dell’Atalanta ha fatto breccia nei cuori induriti dei tifosi rossoneri. Ma niente, con buona pace di tutte le concorrenti, Gasperini ha rinnovato il proprio patto d’amore con la Dea lasciando a bocca asciutta le pretendenti.
Adesso sul taccuino di Ivan Gazidis sono rimasti ben pochi nomi: Simone Inzaghi, più defilato Roberto De Zerbi e il favorito dei bookmaker Marco Giampaolo (a proposito, si tratterebbe del terzo allenatore proveniente dalla Samp nell’ultimo quinquennio dopo Mihajlovic e Montella, e nessuno ha lasciato un ricordo indelebile a Milanello). Come si può notare, senza offesa per i diretti interessati, il target del Milan sta continuando ad abbassarsi. Senza contare che se si lascia passare altro tempo c’è il rischio di vedere azzerate anche le possibilità di mettere le mani su uno dei tre succitati.

Per carità, Ivan Gazidis è stato chiaro e fin troppo esplicito nel fotografare il momento rossonero e le prospettive di crescita del club. Il discorso programmatico dell’ad sudafricano rivolto al popolo milanista trasuda saggezza. Leggendo i commenti sui social, però, sembra che la tifoseria milanista faccia fatica ad accettare di buon grado l’austerity imposta dall’alto. Va bene la rifondazione, ma in via Aldo Rossi siamo arrivati all’ottava edizione del fantomatico anno zero (il primo fu nel 2012-13, all'indomani dell'estate dolorosissima degli addii di Gattuso, Nesta, Inzaghi, Seedorf, Van Bommel, Zambrotta e naturalmente Ibra e Thiago Silva). Di questo passo arriveremo al prossimo passaggio della cometa di Halley accanto alla terra, approssimativamente il 29 luglio 2061, ancora in attesa di un miracolo.
Ha ragione Gazidis quando dice che ci vorrà tempo perchè di fretta non si raggiunge alcun obiettivo ed è scorretto promettere scorciatoie, ma l’universo rossonero quanto è disposto a pazientare ancora?