Contro il Verona emerse le lacune del Milan senza Ibra. Mercato invernale: i tagli di Boban e Maldini in linea con le esigenze di bilancio

03.02.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Contro il Verona emerse le lacune del Milan senza Ibra. Mercato invernale: i tagli di Boban e Maldini in linea con le esigenze di bilancio

C’è un Milan con Ibrahimovic, sicuro, che mette paura agli avversari e che sembra avere una determinata consapevolezza. E c’è un Milan senza Zlatan Ibrahimovic, che fatica ad essere incisivo in fase di conclusione verso la porta. Perché la mole di occasioni create è stata importante, ma senza lo stoccatore finale, è dura fare gol. Forse l’errore di Pioli è stato quello di consegnare la maglia da prima punta a Rafael Leao e non ad Ante Rebic. Il croato, nei corpo a corpo e nella difesa della palla, è decisamente superiore al giovane compagno di reparto che ha dimostrato di trovarsi più a suo agio quando può puntare l’uomo allargandosi a sinistra. Di certo c’è che l’impegno non è mancato, il palo finale di Castillejo ne è la riprova, ma vanno trovati degli accorgimenti e degli equilibri più forti tra i reparti di difesa e di centrocampo. Perché certi buchi, certi corridoi e certe occasioni, il Verona magari le sbaglia, le altre no. E tra sei giorni c’è un derby dove gente come Lukaku non può avere lo spazio per sparare in porta. Ma contro i nerazzurri tornerà Ibra e, probabilmente, il Milan cambierà nuovamente pelle. L’assenza dello svedese ha certificato la necessità di gente esperta, che non vuol dire vecchia a livello anagrafico, per alzare la percentuale di gestione delle gare. La gioventù porta alla frenesia nei momenti caldi, e anche ieri, nell’assalto finale, c’è stata troppa foga e poca lucidità nel gestire azioni e palloni che potevano dare tre punti.

Una sforbiciata da 80 milioni per dare respiro ai conti e mandare un messaggio chiaro ai burocrati dell’Uefa in materia di Fair Play Finanziario. Il Milan, nel mercato di gennaio che si è appena concluso, ha dato un taglio netto alle spese del proprio compartimento squadra, che grava in maniera molto incisiva sul rapporto costi-ricavi della società. Il saldo puro a livello di cartellini parla di un più 29 milioni, derivato dalla cessione di Krzysztof Piatek all’Hertha Berlino per 28 e dal milione incassato dal PSV Eindhoven per il prestito, fino a giugno, di Ricardo Rodriguez. Ma allargando il cerchio a tutte le operazioni portate a termine da Zvone Boban e Paolo Maldini, la cifra del risparmio aumenta sensibilmente, testimoniando come la regola stabilita ai primi di dicembre, ovvero saldo zero o positivo, sia stata pienamente rispettata.

Nel corso dell’ultimo mese hanno lasciato Milanello sei giocatori, tra titoli definitivi e prestiti: Borini, Reina, Rodriguez, Piatek, Suso e Caldara. Ma entriamo nello specifico. Borini aveva un valore a bilancio di 3.6 milioni e percepiva uno stipendio lordo da 4.3 milioni. La cessione in prestito di Reina all’Aston Villa ha permesso al Milan di risparmiare 2.6 milioni nei prossimi sei mesi così come verranno tagliati i quasi 6 milioni di Caldara, visto che il Milan contribuirà ad una parte dello stipendio del ragazzo, ceduto in prestito biennale con diritto di riscatto a 15 milioni all’Atalanta. Fino a questo momento, i conti parlano di già 16 milioni ai quali vanno aggiunti i costi di Rodriguez (3.7 milioni di ingaggio lordo e un ammortamento da circa 6 milioni). E va considerato come, da queste partenze, il Milan abbia introitato solo il milioncino del PSV per il terzino svizzero, con l’eventuale riscatto che è stato fissato proprio alla cifra che servirebbe al Milan per andare a pari con le sue esigenze di bilancio.

Ma la parte più consistente riguarda le cessioni di Piatek e Suso. Il passaggio del polacco all’Hertha Berlino per 28 milioni permette al Milan non solo di realizzare una piccola plusvalenza da circa 1 milione (ammortamento residuo a 27 milioni), ma anche di risparmiare 3.1 milioni di stipendio per questa stagione, che a livello prospettico sarebbero diventati 11 per gli anni dovuti dal contratto sottoscritto poco più di un anno fa. Per quel che riguarda Suso, c’è da capire quando verrà esercitato il riscatto da parte del Siviglia. La prima condizione è che l’opzione d’acquisto a 21 milioni più 3 di bonus scatti in caso di qualificazione Champions degli andalusi. Se ciò avvenisse già in questa stagione (il Siviglia è terzo), il Milan potrebbe iscrivere una plusvalenza pura da 20.4 milioni - il residuo di Suso è 597mila euro - già nell’esercizio che si chiuderà il 30 giugno. Nel caso in cui tale situazione si venisse a verificare nell’annata '20-21, allora la plusvalenza sarebbe quasi totale. E poi c’è sempre la questione stipendio, che è di 5.3 milioni lordi. Un insieme di numeri che portano il saldo bilancistico del Milan a una cifra che supera gli 80 milioni, tra benefici imminenti e futuri, che verrà sicuramente notato sia dalla proprietà sia dall’Uefa.