Correa: come Sensi e Veretout. Boban e Maldini: 5 procuratori diversi. Cutrone: plusvalenza indotta

17.08.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Correa: come Sensi e Veretout. Boban e Maldini: 5 procuratori diversi. Cutrone: plusvalenza indotta

Il Milan sta applicando con l'Atletico Madrid lo stesso metodo seguito con Sassuolo e Fiorentina. Il Milan aveva valutato Sensi 15 milioni, mentre il Sassuolo ne chiedeva 25. Lo stesso dicasi per Veretout: valutazione rossonera 18, richiesta viola 25. Risultato, Sensi è andato all'Inter e Veretout alla Roma, con i rossoneri che hanno preso Bennacer e recuperato Bonaventura. E' un mese che ripetiamo poi a voce e per iscritto che la valutazione che il Milan dà di Correa è di 38 milioni di euro più bonus. E questo è e così sarà, nonostante le paternali snocciolate sul fatto che Correa non vale 50 milioni più bonus, cosa che il Milan è peraltri il primo a sapere. Finirà con Correa, così come è finita per Sensi e Veretout? E' una possibilità. Non l'unica evidentemente, ma è una possibilità. Perchè vedete, noi non abbiamo detto e non stiamo dicendo che il mercato del Milan è bello, buono, bravo e con gli occhi azzurri. Sosteniamo invece che, piaccia o non piaccia, è un mercato coerente. Sia con le cose dette da Ivan Gazidis a fine maggio, sia con l'atteggiamento che Boban e Maldini tenuto nelle varie trattative: sempre lo stesso, senza eccezioni, sempre riconoscibile, ovvero il Milan fa le sue valutazioni in entrata e non le cambia, se si chiude bene, altrimenti si tira dritto. Tenendo conto, nonostante quello che si "dice" nei bassifondi o in mezzo alla strada, che la trattativa fra Atletico e Milan è diretta, senza intermediari. E che l'unico anello di congiunzione fra le due parti, legittimo, è rappresentato dal procuratore del giocatore argentino, ovvero Augustin Jimenez. E come Jimenez ben sa, non c'è nessun legame diretto fra Correa e Andrè Silva. Ci fosse stato, Correa sarebbe arrivato subito dopo la rinuncia del Monaco ad Andrè Silva, avvenuta per motivi economici. Il Milan ha temporeggiato su Correa non certo per il motivo ridicolo che si è accorto del mancato gradimento dei tifosi (tant'è che la trattativa è difficilissima ma ancora aperta), ma per il fatto che ha cambiato schema acquistando Rafael Leao. A giudizio di Boban e Maldini, per il rapporto qualità (talento del giocatore)-prezzo, ovvero la metà di quel che chiede ancora oggi l'Atletico Madrid per Correa, era prioritario l'acquisto del ragazzo del Lille, già seguito dal Napoli e molto stimato da Carlo Ancelotti.



Perchè sono Boban e Maldini che fanno il mercato del Milan. E' una notizia non una opinione, e quindi è così. E chi conosce Boban e Maldini sa che non scendono a compromessi, come ben sa lo stesso agente di Bennacer. E chi non li conosce? Pace, amen, la vità così è piena di sana e ostentata ignoranza dall'altra parte del buco della serratura, che non vale nemmeno la pena di disturbare. La conferma della prima firma di Boban e Maldini su ogni operazione fatta fino ad oggi, è data dal metodo e dagli interlocutori. Il metodo è quello di aver agito per Krunic dopo averlo fatto seguire per tutto lo scorso campionato, per Leao dopo averlo fatto seguire per tutto il girone di ritorno, per Theo Hernandez dopo aver guardato negli occhi direttamente il Real e il giocatore, per Bennacer dopo il feeling scaturito con Giampaolo fin dalle prime conversazioni con il nuovo allenatore e per Duarte, dopo le relazioni e le rassicurazioni di Moncada e di Serginho. Cinque giocatori, cinque acquisizioni a titolo definitivo a dimostrazione che si investe e non si specula, cinque contratti quinquennali, cinque procuratori diversi senza nessun tipo di corsia preferenziale per nessuno, rispettivamente Sergio Berti, Nelson Almeida, Manuel Garcia Quilon, Moussa Sissoko e Alessandro Lucci-Serginho. Che poi possa esserci una correlazione fra una cessione, qualunque essa sia fra cui ma non solo Andrè Silva, e la possibilità di migliorare l'offerta di 38 milioni più bonus per Correa, questo dovrebbero saperlo tutti ma proprio tutti. Al netto di tutto questo, bando alle ciance: siamo contenti del mercato del Milan? Luca Serafini scrive che manca la guida d'esperienza e ha ragione. A meno che Biglia...Franco Ordine scrive invece che non c'è tutta questa necessità di arrivare a Correa e prendiamo atto dell'opinione. Noi non siamo nè contenti, nè scontenti, capiamo però che il mercato che il Milan sta facendo è quello dichiarato a fine maggio. Quindi un mercato chiaro, un mercato coerente. Nessuno potrà dire, non ce l'avevate detto. Un giocatore di qualità in più a centrocampo piacerebbe certamente anche a noi, senza dubbio. Ma se non arriva, capiamo che non ce ne sono state le condizioni in base a parametri che il Milan si è dato, non che sia mancata la volontà o la dedizione. In quanto a Correa, noi non lo vediamo in contrapposizione a Suso. Noi vediamo Correa seconda punta, anche se continuiamo a pensare che sia molto difficile che possa arrivare, al fianco di Piatek. Con Rafael Leao primissimo cambio. Come è giusto che sia, ed ecco perchè speriamo che l'affare possa in qualche modo progredire, sempre nell'ambito di una trattativa diretta Milan-Atletico perchè lo ripetiamo a scanso di ogni tipo di equivoco e a prova di qualsiasi genere di idiozia, il Milan non ha voluto altri intermediari nella trattativa stessa.



Uno sguardo al resto del mercato: sarà stato anche venduto non al massimo del valore secondo alcune interpretazioni il nostro caro giovane cuore rossonero Patrick Cutrone, ma è stato ceduto per una cifra di poco inferiore a quella di Kean e con il denaro coerentemente reinvestito su un altro giovane, Rafael Leao. Il punto è che è stato ceduto cash e a titolo definitivo. Patrick non è entrato nel giro dei prestiti che un anno dopo ti tornano sul groppone, vedi Perisic o vedi Nzonzi. E non vogliamo essere crudeli, sulla vendita di Patrick, con il sentiment del popolo rossonero. Dobbiamo però dirci che è la struttura del Fair play finanziario a premiare le plusvalenze e le plusvalenze si fanno soprattutto con i giovani, come dimostra non solo Patrick ma anche Tiago Djalo. Si è indotti a fare queste cose, dai bilanci e dai regolamenti, non per un capriccio. A proposito, poi, sembrava tutto fatto ma è in stand-by anche Rodrigo, dal Valencia all'Atletico Madrid. Brusca frenata, nel gergo del mercato. Cose che non accadono solo quindi ad Andrè Silva tra il Milan e il Monaco. E senza scomodare spy story per gli stessi motivi: il denaro baby.