Da Miami a Mosca qualcuno si sta muovendo, ma Mr. Li non molla

01.06.2018 00:00 di Luca Serafini Twitter:   articolo letto 66352 volte
Da Miami a Mosca qualcuno si sta muovendo, ma Mr. Li non molla

Nessun dirigente milanista tornerà in Svizzera prima della sentenza Uefa, quindi non ci sarà alcuna nuova presentaze di documenti. Sentenza che appare già scritta, prima dai media italiani, poi dai lugubri analisti che si occupano da mesi dell’argomento, pur senza essere mai riusciti a darci chiarimenti ne’ notizie se non il riciclo di qualche dispaccio di agenzie cinesi. La situazione rimane nebulosa e inquietante, a Casa Milan i volti sono tirati, anche Gattuso è nervoso. Non è solo e tanto la questione dell’Europa League a tenere in ansia negli ambienti rossoneri, quanto il silenzio e l’apparente distacco della proprietà dalle ansie che si stanno vivendo in Italia a proposito del futuro del Milan. L’unica certezza al momento restano i soldi, le decine, centinaia di milioni già immessi da Mr. Li dal giorno del closing ad oggi. Non è poco, in termini materiali, ma evidentemente non abbastanza in termini di gestione e strategia per gli organi istituzionali del calcio europeo e italiani (avrete notato, sulla questione, le distanze mantenute nei discorsi di Malagò) e per chi lavora quotidianamente al Portello e a Milanello. E il proprietario cinese fino ad oggi ha sempre parlato quando tirato in causa per o suoi affari personali, ma tace rigorosamente sulla vicenda Milan-Uefa che significa anche Milan-mercato eccetera. Un silenzio grave.

Nel frattempo rimbalzano sempre più insistenti e corpose le voci di trattative del fondo Elliott con Stephen Ross e un grande gruppo russo, in particolare, oltre a un non meglio precisato sceicco arabo. Voci che ho raccolto da persone affidabili. Se Mr. Li dovesse far saltare il banco, Elliott non ha intenzione di restare proprietaria del MilanAc per più di un minuto. È vero però che allo stato delle cose non esiste alcun segnale di resa da parte di Mr. Li nonostante la sua apparente latitanza dalle paure del Portello. E dei tifosi.