Da Scaroni a Fassone, dagli infortuni a Ibrahimovic : una sosta movimentata

23.11.2018 00:00 di Luca Serafini Twitter:   articolo letto 28441 volte
Da Scaroni a Fassone, dagli infortuni a Ibrahimovic : una sosta movimentata

Per un motivo o per l’altro, per fortuna o più spesso purtroppo, le soste del campionato non sono mai tranquille e spensierate per il Milan. Giocatori che si azzoppano, voci di mercato disparate, giornalisti cattivi che spargono voci al solo scopo di destabilizzare l’ambiente, nonostante siano di dichiarata fede. Pensa un po’, che brutta razza. Meno male che il web pullula di moralisti benpensanti che li rimettono subito severamente in riga, perché giustamente a certi “tifosi” della verità e degli scenari di casa interessa poco: sono come gli elettori, amano sentirsi dire ciò che vogliono, non ciò che è. E meno male che lo stesso prodigo web, offre loro un’ampia, vastissima gamma di violinisti pronti a raccontare una favola al giorno. In musica, per di più. 

Mentre il mondo romanza sugli infortuni a catena dei rossoneri (le cui cause i mille medici sportivi per km quadrato, hanno già individuato nella preparazione...) e i cronisti caricano a pallettoni i fucili, in attesa della conferenza stampa di Gattuso alla vigilia di Lazio-Milan, Leonardo lavora da mesi al mercato (da molto prima del bollettino di guerra), quando l’emergenza era ancora una semplice precarietà numerica. Uno o due attaccanti, due centrocampisti, almeno un difensore e forse due. Totale: 5 o 6 rinforzi. A gennaio di norma si rinforzano le rose, non le squadre. C'è una bella differenza. Stavolta però potrebbe verificarsi una piacevole eccezione, partendo da Ibrahimovic inseguito sin dall’estate e finendo a qualcuno che non ti aspetti. E che gioca in Nazionale. Attendo con ottimismo, anche se qualcuno sa bene quanto io sia poco credibile, per la stima e la fiducia incondizionata che nutro nei confronti di Leonardo e Maldini. Sono schierato fino al midollo. 

Anche per questo, impattando l’intervista del Presidente Scaroni alla Gazzetta in settimana, sulle prime (e in verità anche sulle ultime) qualche passaggio mi ha lasciato un filo perplesso. Mi aspettavo un condottiero che dicesse: torneremo grandi, vincenti, fortissimi. Invece ha fatto qualche realistica, ma odiosa equazione tra scudetto e partecipazioni alla Champions. Per concretezza ha ragione lui, per la storia e per l’attesa ha ragione invece chi si aspetta un po’ più di spregiudicatezza, da un uomo che rappresenta un gruppo che fattura 30 miliardi. Il Milan è il Milan, sempre. Questa insopportabile parentesi di oblio che dura ormai purtroppo dal 2012, dev’essere - appunto - solo una parentesi che Scaroni, il suo staff e soprattutto la proprietà devono impegnarsi a chiudere alla svelta. 

Allo scopo, peraltro ha pensato poche ore dopo Fassone, in un lunga intervista al “Sole24ore”, riportandoci con i piedi per terra nel ricordarci crudamente cosa stiamo vivendo. Oltre a ribadire con la consueta disinvoltura con cui lo ripete da mesi, di non aver mai saputo da dove e da chi arrivassero i soldi nei mesi del suo interregno, ha rivelato di “aver convinto YonghongLi a non prendere  Cristiano Ronaldo”, che il corriere cinese avrebbe voluto a tutti i costi. Peccato nessuno abbia potuto spiegare a Fassone, in quel tempo, i sensazionali numeri attivi che avrebbe generato un’operazione come questa, fatta da un club come questo. Tanto per cominciare, in Oriente e nel mondo avrebbero venduto qualche maglia e trovato qualche sponsor in più rispetto allo 0 in casella nella stagione 2017-18. Poi ci metterei tutte le altre considerazioni legate al mondo Milan “in caso di CR7”, di difficile comprensione - mi rendo conto - per un contabile interista. Un passaggio, questo della sua intervista, deludente per un Pilato come me che non trovava colpe particolari in quest’uomo. Buttato lì con un bello stipendio in una mischia di corrieri cinesi, tintorie italiane, campagne acquisti faraoniche di calcio di cui - per sua stessa ammissione - capisce poco. 

Finirà, finirà presto, il cammino in questa selva oscura.