Da Zapata a Calabria e Bakayoko: così il Milan cinese perde i pezzi

31.01.2019 00:00 di Franco Ordine  articolo letto 117153 volte
Da Zapata a Calabria e Bakayoko: così il Milan cinese perde i pezzi

Il tempo è galantuomo e il calcio ne è una plastica dimostrazione. Qualche tempo fa, prima di rinnovare il contratto a Montella, contro voglia e su pressione dei media, Fassone e Mirabelli andarono in giro per l’Europa a chiedere disponibilità e pareri sui calciatori da portare a Milanello. In uno di questi viaggi incrociarono anche un frequentatore del calcio tedesco che espresse dubbi e perplessità sul conto di Rodriguez (“poco veloce”) e Calhanoglu (reduce da sei mesi di stop). Furono proprio loro i primi due acquisti della famosa infornata che tante illusioni destò tra i milanisti. Bene, a distanza di qualche mese, è possibile cogliere i segni di una decisa inversione di tendenza rispetto a quella rifondazione che non si è mai compiuta per via delle vicende legate alla proprietà cinese. I fatti hanno, per esempio, dimostrato che ignorando il valore e il contributo di Zapata, sono stati investiti molti milioni per acquistare Musacchio che non ha certo doti superiori al colombiano, adesso corteggiato da Leonardo e Maldini per prolungare il contratto. Così come, sul fronte difensivo, la maturazione di Calabria non fu prevista da chi scelse Conti per quello stesso ruolo. Per concludere la suggestiva sovrapposizione bisogna puntare su Bakayoko che nessuno immaginava potesse rivelarsi per quello che è, cioè una diga autentica di centrocampo, in assenza di Biglia, infortunato di lungo corso, che è stato l’altro acquisto di maggiore appeal procurato da Mirabelli. Della difficile convivenza tra i due abbiamo già scritto ma bisognerà poi capire come Gattuso penserà di attrezzarsi in materia. Su Rodriguez discorso diverso perché di fatto non ha alternative visto che Strinic ha avuto problemi cardiaci e che soltanto a gennaio è arrivato dal Monaco un giovanotto di ottime prospettive per quel binario di sinistra.

     Anche sul conto di Calhanoglu, fosse per Leonardo, il mercato di gennaio poteva diventare l’occasione utile per un altro cambio nello stesso ruolo. È noto che solo la convinzione di Gattuso ha “stoppato” i propositi del team tecnico di casa Milan che lavoravano a una cessione del turco autore nella stagione di prestazioni una più deludente dell’altra. All’inizio si è pensato che vicende private avessero influito sui suoi umori. Ma certi sfondoni registrati nella sfida di campionato col Napoli a San Siro hanno invece definitivamente convinto Leonardo e lo stesso Maldini che Calhanoglu non è “tarato” per il Milan e per quel ruolo, di grande sacrificio in alcuni snodi oltre che di fondamentale importanza per altri. Da qui al prossimo mese di giugno, quindi assisteremo forse allo smantellamento di un altro pezzo del Milan cinese.