Dai addosso al colpevole

02.12.2018 00:12 di Fabrizio Tomasello Twitter:   articolo letto 23753 volte
© foto di Stefano Montesi
Dai addosso al colpevole

A un passo dalla storia. C’è mancato davvero poco che il 29 novembre 2018 diventasse il giorno più nero dell’ultracentenaria storia dell’Ac Milan. Quello che sui libri di storia del calcio sarebbe stato ricordato come il giorno della memorabile e famigerata sconfitta interna dell’ex club più titolato al mondo contro i dilettanti del Lussemburgo. Difficile immaginare cosa sia passato per la mente di milioni di tifosi milanisti dal minuto 49 del match tra Milan e Dudelange (il momento del vantaggio degli uomini di Toppmoller con la rete di Turpel) fino al 66’ (il pareggio milanista arrivato grazie all’autogol di Stelvio). Ciò che è certo è che lo scampato pericolo corso da Higuain e compagni ha avuto il potere di ridestare le stanche membra dei calciatori di Gattuso, capaci poi di fare 4 gol in appena un quarto d’ora di gioco.
Nel frattempo però si era già scatenata la sarabanda di critiche feroci e accuse impietose nei confronti di Gennaro Gattuso, a cui sarebbe stato difficile opporre resistenza in caso di deprecabile battuta d’arresto contro il Dudelange. Il problema più grande però è che ormai la caccia al mister sembra essere diventato lo sport preferito da una nutrita schiera di tifosi rossoneri, pronti ad impallinare l’allenatore calabrese giudicato sostanzialmente inesperto. Solo per usare un eufemismo, perchè nelle ultime settimane nei confronti di Rino abbiamo letto di tutto, e sempre da parte del fuoco amico. Tralasciando gli insulti che non meritano neppure di essere presi in considerazione, in tanti considerano Gattuso inadeguato. «Non sa leggere le partite, con lui in panchina non vinceremo mai, sbaglia i cambi, non fa i cambi, fa troppi cambi», ogni scusa è buona per issare sulla gogna dei condannati il povero allenatore del Milan.
Dimenticavo, tra le varie responsabilità di Rino - secondo alcuni - ci sarebbe pure quella dei troppi infortunati accatastati sui lettini dell’infermeria di Milanello. Caldara, Bonaventura, Calabria, Biglia, Calhanoglu, Higuain, Musacchio, Cutrone, Romagnoli etc. etc., tutti messi ko dagli effetti nefasti dei carichi di lavoro della preparazione imposta dallo staff tecnico milanista. Peccato che molti dei suddetti infortuni siano di natura traumatica e che quelli muscolari riscontrati nell’arco di tempo da luglio a novembre, come ottimamente analizzato da Milannews in un approfondimento di qualche giorno fa, siano solo 5, molti di meno rispetto a quanto registrato nelle ultime cinque stagioni.
Ma questa è la vita di Gennaro Gattuso, costretto a remare controcorrente e chiamato a ribaltare un’immagine ormai consolidata di allenatore non adatto ad un club dalle grandi ambizioni come quello rossonero. Eppure i numeri sono lì a testimoniare altro. La celebrazione del primo anno di mister Gattuso sulla panchina milanista (il 27 novembre 2017 il primo Milan di Rino veniva rimontati al 95’ dal Benevento con un gol del portiere Brignoli) certifica che la squadra è terza per punti conquistati dietro solo alle invincibili corazzate Juventus e Napoli. Davanti quindi a Inter, Roma e Lazio, giudicate unanimemente più solide e competitive della squadra rossonera. Un risultato che dovrebbe garantire al tecnico calabrese, dopo anni di sofferenze e umiliazioni patite dai tifosi del Milan ad ogni latitudine, applausi ed incoraggiamento. E invece nulla, ogni occasione è buona per dare addosso a Gattuso.
Domenica sera, al termine del match contro la Lazio, l’alzata di scudi nei confronti dell’uomo di Corigliano Calabro è stata epocale. Secondo la pressochè totale unanimità dei tifosi rossoneri, l’errore del tecnico sarebbe stato quello di non fare cambi con i quali avrebbe potuto frenare l’irruenza della Lazio e spezzato il ritmo dei biancocelesti. Ovviamente non c’è alcuna certezza che qualche sostituzione avrebbe cambiato il corso del match. Anzi, l’esperienza recente dice altro. Dopo il derby con l’Inter, ad esempio, Gattuso è stato crocifisso dal popolo milanista proprio per i cambi e per le sostituzioni sbagliate che avrebbero prestato il fianco all’Inter, capace poi di trafiggere Donnarumma nei minuti di recupero. Come dire, qualsiasi cosa fa Gattuso è sbagliata. Volendo si potrebbe anche evocare un episodio favorevole: a Udine il Milan stava spingendo nei minuti finali in cerca della vittoria. L’allenatore friulano, convinto - come tanti tifosi rossoneri - che qualche cambio avrebbe rotto l’inerzia del gioco di Suso e compagni, ha provveduto ad operare di conseguenza. Il risultato lo ricorderanno benissimo tutti: recupero allungato fino al minuto 97 e gol di Romagnoli all’ultimo respiro.
Il punto è che nel mondo del calcio non esistono verità assolute, quelle che invece certi professionisti della contestazione vorrebbero farci intendere. E allora la domanda nasce spontanea: perchè non goderci semplicemente quanto di buono sta facendo il Milan sotto la guida di Gattuso invece di criticare sempre e comunque l’allenatore rossonero qualsiasi cosa faccia? La mia sensazione è che non sia questo il modo migliore per stare vicino alla squadra da parte dei tifosi. Ma magari sbaglierò io…