Delusione e rabbia: tre clamorosi errori condannano il Milan, ma la squadra è viva. Ora c’è una cosa da fare…

07.04.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Delusione e rabbia: tre clamorosi errori condannano il Milan, ma la squadra è viva. Ora c’è una cosa da fare…

Chissà se pure oggi qualcuno si risentirà per l’apertura di questo l'editoriale dedicata ancora una volta alle nefandezze arbitrali che i fischietti italiani stanno riservando al Milan in questo finale di stagione. Lo so che puntare l’indice solo contro gli sbagli altrui è fuorviante, e che alcuni tra i rossoneri hanno contribuito in maniera pesantissima a costruire la sconfitta dell’Allianz Stadium, ma quanto commesso dal brillantissimo Fabbri è da premio Oscar della vergogna.
Chissà, forse è stata approvata a nostra insaputa una una nuova normativa secondo cui il Var quando gioca il Milan non conta nulla. Altrimenti è difficile comprendere come prima Orsato contro la Samp sette giorni fa e oggi Fabbri siano riusciti a negare l’evidenza delle immagini e penalizzare pesantemente i rossoneri.
Se il Milan alla fine dovesse perdere la Champions per uno o due punti, quelli persi per la mancata concessioni dei due rigori nettissimi contro Samp e Juve, azzerati dal protagonismo di certi arbitri, qualcuno dovrà darci delle spiegazioni.

Come già anticipato, però, gli errori che hanno condannato il Milan sul campo impraticabile dei campioni d’Italia sono stati anche altri. E in questo caso, purtroppo, i responsabili vanno cercati a Milanello. Partiamo da Musacchio, anche oggi non particolarmente a fuoco, come gli capita da qualche giornata. Un paio di errori di misura nei passaggi a mettere in grossa difficoltà il compagno di reparto Romagnoli, ma soprattutto nella ripresa quello sciocco fallo da rigore su Dybala per un intervento in ritardo e scomposto. A parziale redenzione dell’ex Villarreal, va sottolineato un grande intervento al 70’, ma il saldo personale dell'argentino è ampiamente negativo.
Così come quello di Calabria. Allo Stadium meno irruenza offensiva del solito per l’esterno basso del Milan, e di fronte ai campioni d’Italia ci sta. L’errore gravissimo di Davide, quello da cui nasce il raddoppio juventino, è però qualcosa di francamente inaccettabile. A questi livelli e in queste partite. Senza dimenticare la consueta imprecisione nei cross (vedi anche Ricardo Rodriguez), problema che sta diventando un rebus irrisolvibile per l’intera batteria dei terzini rossoneri.

Fin qui le dolenti note, ma la partita di Torino ha detto anche tanto altro. Innanzitutto ha fotografato un Milan brillante, vivace ed energico come non lo si vedeva da diverse settimane. Dopo il pessimo pareggio interno contro l’Udinese, Gattuso ha cambiato 6/11 della formazione titolare, inserendo dal primo minuto addirittura Borini che non giocava titolare dal 21 gennaio. Più che la rivoluzione della squadra è stato però l’atteggiamento dei rossoneri ad offrire subito nuove sensazioni. E il vantaggio alla fine del primo tempo, malgrado il rigore solare negato al Milan da Fabbri, è stato più che meritato. Ancora più apprezzabile, almeno a mio personalissimo avviso, è stata la risposta dei ragazzi dopo il pareggio di Dybala prima e il vantaggio juventino con Moises dopo. Il rischio era che la squadra implodesse sotto il peso delle ingiustizie arbitrali e dello strapotere tecnico degli avversari, invece il Milan si è ricompattato e alla fine avrebbe decisamente meritato il pareggio.
Merito di capitan Romagnoli, di un Bakayoko ritornato a giostrare nelle sue zone di campo preferite, di Suso e Kessiè (almeno nel primo tempo) e perfino di un discreto Borini. E poi il pistolero Bum Bum Bum che ha timbrato il cartellino ancora una volta.

Ecco, arrivati a questo punto, considerata la buona intesa mostrata dall’accoppiata Piatek-Cutrone, io farei seriamente un pensierino alla possibilità di riproporre i due dal primo minuto da qui alle prossime partite. Già sabato prossimo nel match decisivo contro la Lazio. Naturalmente con i due colossi d’ebano in mezzo al campo e Suso e Calhanoglu sugli esterni ma pronti a convergere.
In questo momento è fondamentale ripartire dalla prestazione offerta contro la Juventus, dimenticando in fretta gli errori e gli orrori arbitrali. La risposta più importante arrivata dalla trasferta torinese è che la squadra di Gattuso è viva. È ora di rimboccarsi le maniche a andare a prendersi questo benedetto quarto posto e la prossima Champions League.