Derby per svoltare e cambiare i giudizi. Gazidis ci risparmi l'esperimento Rangnick. Intanto Spalletti...

09.02.2020 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture
Derby per svoltare e cambiare i giudizi. Gazidis ci risparmi l'esperimento Rangnick. Intanto Spalletti...

Sono passati quattro anni e una manciata di giorni dall'ultima vittoria rossonera in un derby, in pratica una vita fa: basti pensare che in panchina c'era Mihajlovic e i gol furono segnati da Alex, Bacca e Niang. Era il 31 gennaio 2016. Da allora tre pareggi e ben quattro sconfitte, tre delle quali nelle ultime tre partite. Stasera è l'occasione per interrompere questa striscia negativa e dare finalmente una scossa positiva alla stagione. Una vittoria alimenterebbe il sogno rimonta al quarto posto (comunque difficilissimo) e probabilmente migliorerebbe anche i giudizi su allenatore, squadra e su chi l'ha costruita. A proposito di un piazzamento per la Champions League, resta la delusione per il pari contro il Verona che ha impedito di accorciare in maniera significativa su Atalanta e Roma. Resta soprattutto il disappunto per non aver sostituito Piatek con un numero 9 di ruolo in grado di sostituire all'occorrenza Ibra. E' evidente che con Rebic e Leao manca la presenza in area, annotazione questa che avevamo già fatto prima della chiusura del mercato e non solo con il senno del poi. È da capire quanto sia un errore di valutazione di Boban e Maldini o quanto piuttosto sia stata una scelta obbligata dalla politica di austerity voluta da Gazidis.

A proposito, continuano le indiscrezioni che vorrebbero il tedesco Rangnick nei desideri dell'ad in vista della prossima stagione, nel doppio ruolo di ds e allenatore. Scenario, questo, che se si concretizzasse rappresenterebbe un rischio clamoroso, un esperimento assolutamente da evitare, soprattutto per un club come il Milan che non può permettersi scommesse. Innanzitutto Innanzitutto per il doppio incarico stile anglosassone, difficilmente applicabile al modello italiano. E poi perchè stiamo parlando di un uomo che non conosce per niente il calcio italiano, le sue pieghe e le sue insidie. Non sa cosa significhi giocare ad esempio a Udine e non conosce i giocatori del nostro campionato, se non da lontano. Gazidis ci risparmi un progetto esotico come questo e faccia ripartire il Milan da certezze. Visto che il modello da seguire è quello dell'Atalanta (come dichiarato dallo stesso dirigente), allora è il caso di farlo fino in fondo e provare a convincere Gasperini a sposare il progetto rossonero. In tutto questo va registrata la nuova candidatura di Spalletti che in settimana ha provato a riabiltarsi agli occhi di chi ha il Milan nel cuore, sostenendo che a ottobre sia stata l'Inter a opporsi al matrimonio coi rossoneri (anche se non è andata esattamente così). Sempre che Pioli non si meriti la conferma, magari grazie anche a una bella vittoria stasera.