Donnarumma primo nodo per Elliott e Maldini

07.06.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Donnarumma primo nodo per Elliott e Maldini

Sandro gestisce un ristorante bar a Santa Katerina, nel cuore di Malta. Ha moglie e una figlia, 18 anni, malata di Milan e di Calabria perché veste la numero 2 e lei è nata il 2/2/2002. Sandro si occupa del locale e delle attività della banda musicale per le feste del paese, con una devozione e un amore superiori: "Non vado mai da nessuna parte, soltanto a San Siro 5 o 6 volte l'anno per far felice mia figlia". Quest'anno è capitato che i voli diretti fossero in overbooking e ha dovuto fare scalo all'andata e al ritorno una volta in Turchia e una volta in Germania, "molto tempo e molto denaro". Ne conosco tanti di Sandro, che arrivano a San Siro ogni domenica da lontano. Tra i 60, 70 mila allo stadio per vedere Frosinone, Parma, Sassuolo eccetera. Molto tempo e molto denaro. L'amore per questo club è qualcosa che travalica spesso i confini dell'immaginazione. Ecco perché i tifosi (la maggior parte di loro) vive con sollievo la presenza di qualche bandiera ai posti di comando, affiancando un Gruppo risoluto, ma asettico. Coinvolto per interesse e non per passione. Elliott è comunque empiricamente una garanzia, non fanno le cose tanto per farle e hanno obiettivi precisi. Speculazione è un sostantivo sgradevole, ma rende l'idea di chi comunque non vuole e non può perdere molto tempo e molto denaro. Non è necessariamente un male, anzi. Si suppone che per un brand positivo e in crescita, si intenda anche la squadra. 

A proposito di crescita, a Malta lavoro, economia e qualità della vita volano altissimi. Questo è uno strano Paese dove il primo ministro Joseph Muscat è milanista viscerale (sulla scrivania dello studio nel Palazzo del Governo ha una tazza con i colori rossoneri), come i suoi assistenti, sottosegretari, molti dei ministri, funzionari e dirigenti. Mi ha ricevuto e mi ha ascoltato per più di mezz'ora, 5 minuti per i miei libri e il resto sul calcio. Conosce bene il presidente Scaroni, ma anche Boban, i Maldini (Christian ha giocato qui qualche mese un paio di anni fa), il Fondo Elliott che ha incontrato a più riprese. Ha fiducia, se i tasselli nel puzzle si incastreranno con armonia. Quello che pensiamo tutti. Quello che pensano Daniel e gli altri membri del Milan Club Malta (quest'anno compie 40 anni) che mi accompagnano in questi giorni. Con loro abbiamo anche incontrato Ivan Gazidis all'Intercontinental, casualmente. C'è stato solo il tempo per una stretta di mano e uno scambio di battute: "Lavoreremo molto e con grande impegno", ci ha assicurato. So che non è un gran parlatore, ma tanto basta. Alla riunione dell'ECA (European Club Association) convocata qui da Andrea Agnelli, circola molto la voce di una sorta di timore da parte dell'UEFA, per le battaglie imminenti con Milan e soprattutto ManCity. Comporteranno un enorme dispendio di energie, molto tempo e molto denaro: arriviamo sempre a questo punto, da qualsiasi posto partiamo.  

In effetti, pensando al puzzle, Paolo Maldini e i suoi collaboratori si misureranno presto con la fiducia di cui parlavo. Il primo nodo da sciogliere è quello di Donnarumma. Non vi è dubbio che aziendalmente, costituirebbe la plusvalenza e l'introito più consistente per rimettere un po' a posto le cose con i bilanci e con la stessa UEFA. Allo stesso tempo, però, impoverirebbe il parco tecnico in modo esponenziale, Plizzari o non Plizzari. La filosofia empirica della proprietà e il milanismo puro, uno di fronte all'altro. Donnarumma è un grandioso esempio di come si possa risorgere dalle ceneri: con il volto schiacciato nella polvere 2 anni fa, prima dalla questione Raiola poi dalle papere, vilipeso dai tifosi e sbeffeggiato da più parti, è risorto e si è ripreso maglia, reputazione, galloni e amore, tornando ad essere uno che a vent'anni è considerato tra i portieri più forti del mondo, già con 164 partite nel Milan e 12 in Nazionale. Sul tavolo non ci sono soltanto opportunità, cessione, plusvalenza, Uefa, mercato, presente, futuro. C'è il milanismo. Vedremo presto quanto pesa.