Donnarumma rompe il silenzio. E anche la natura...

20.03.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Donnarumma rompe il silenzio. E anche la natura...

In questi giorni apocalittici capita che qualche sera mi convochino negli studi televisivi per una trasmissione. La prima volta, dieci giorni fa, mi sono sentito un ladro quando sono sceso in strada e salito in macchina, ma ho riscontrato come si avverta il bisogno di compagnia e di sentir parlare anche d'altro. Un poco, almeno, perché in realtà poi il tema centrale non può che essere questa prigionia planetaria. Negli studi l'attenzione dei professionisti alle norme in vigore sull'igiene e la sicurezza è assolutamente estrema, vi garantisco. 

Nel silenzio spettrale del mondo, per fortuna il calcio italiano ha due temi ineluttabili: il Milan e la ripartenza dei calendari. Il Milan è diviso per sezioni: al primo posto la cessione di Donnarumma, seguito dai malesseri di Ibra, le scelte di Ragnick e il futuro di Pioli. Più sfumate le decisioni di Paolo Maldini a giugno. La ripartenza dei calendari verte sui pruriti di presidenti miopi e dirigenti sprovveduti nelle mani dei primi, ma fin qui non c'è nessuna sorpresa. Proprio nessuna.

Di Gigio, Ibra, Ragnick e Pioli non ho niente da dire. Aspettiamo. Elliott (cioè i Singer e Gazidis) hanno deciso di fare di testa loro e quindi bisognerà adeguarsi. Penso nell'ordine che Gigio rinnoverà, Ibra, Pioli e Maldini potrebbero restare (ma sono solo sensazioni personali), Ragnick ci sta pensando e la situazione che stiamo vivendo non pensi lo aiuti a cambiamenti radicali della sua vita, in questo momento. Posso sbagliarmi. 

Lunedì scorso a Sportitalia c'era in collegamento con noi il presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Vero che buttato lì delle date ("vogliamo ripartire!"), ma ho avuto la netta sensazione che lo dicesse per non avere pressioni dai club. In realtà, quando si è addentrato più seriamente nei temi di attualità, ho avuto la netta impressione di un uomo serio e preparato perché ha aggiunto: "Nessuno può dire in questo momento quando e come finirà questa quarantena, che riguarda il mondo. Quindi bisogna avere pronti un piano A, un piano B, un piano C". Anche qui spero di non sbagliarmi, però - avendolo conosciuto anche in passato e avendo seguito il suo operato - mi sento di poter dire che si tratti di una persona seria. Non a caso la nostra Federazione è stata la prima a dire a quei buffoni dell'Uefa: "Le coppe e gli Europei vanno rinviati". Ovvio, direte voi. Certo, per tutte le persone di buonsenso, ma a Nyon si contano sulle palme di un'oca.

Riguardo ai contributi statali dei club, alle tassazioni, ai problemi di sponsor, incassi e diritti televisivi, forse al calcio non è ancora ben chiaro che la situazione drammatica riguarda tutti: dal bottegaio alla Multinazionale, dall'operaio all'imprenditore. Quando rimetteremo il naso fuori dalla porta, saremo tutti a zero, appiattiti. Dovremo aiutarci gli uni con gli altri non perché saremo più buoni e potremo sceglierlo, ma perché la natura ci sta costringendo a farlo. In questo senso le dichiarazioni di Tommasi in nome e per conto dell'AIC, con una tacita disponibilità ad accettare un eventuale taglio degli ingaggi (perlomeno per le fasce privilegiate, aggiungo) mi sembra assennata e responsabile.

Vi lascio con l'incosciente energia ottimistica che mi pervade, pensando a un'inevitabile purificazione che nulla a che fare con la religione. Stiamo pagando un dazio alto, molto alto soprattutto in Italia, ma nelle nostre piazze mute e deserte sento la natura che grida: "Basta!", "Basta!", con tutta la sua forza. E penso che ci rialzeremo. Tutti. Con un'anima diversa, con un'idea migliore di come trattarci e di come trattare la nostra terra, il nostro mondo che avevamo infettato e reso moribondo già molto tempo fa.