Due buoni motivi per avere fiducia in Boban. Le garanzia di Elliott e il vecchio amore

11.07.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Due buoni motivi per avere fiducia in Boban. Le garanzia di Elliott e il vecchio amore

Sono in tanti gli osservatori più raffinati che hanno accolto con favore l’invito a considerare Giampaolo una sorta di manipolatore della vecchia rosa del Milan col compito dichiarato in qualche caso –da Suso a Chalanoglu- di modificare addirittura il ruolo com’è accaduto per esempio a Torreira nella Samp (arrivato come tre-quartista e poi ceduto come regista all’Arsenal). Forse è venuto il momento di dedicare anche l’attenzione che merita a Zvomir Boban, l’elemento nuovo inserito da Gazidis al fianco di Paolo Maldini per ispessirne il ruolo e raccogliere esperienza doc vista la provenienza dal mondo Fifa. Boban, come si è capito al volo, ha centellinato le parole nel corso della presentazione di Giampaolo e ha offerto qualche risposta alle domande dei giornalisti che l’hanno interrogato il giorno dopo a Milanello quando è cominciata la nuova avventura. Su chi come me ha avuto la fortuna e la ventura di conoscerlo dal primo giorno del suo arrivo da calciatore a Milanello, due frasi hanno sortito un effetto favorevole. Due frasi molto semplici, declinate senza malizia e senza nemmeno montare in cattedra. La prima, a proposito dell’affidabilità di Elliott sul piano rilancio: “ Se non avessi avuto garanzie, non sarei qui ora”. La seconda ancora più scarna e decisamente più coinvolgente: “Già prima ero stato contattato ma non erano maturi i tempi. So che potrò sbagliare e so anche che non potevo non provarci”.

      Cosa significa? Nel primo caso vuol dire che Boban non ha accettato al buio l’incarico che gli è stato offerto quella sera da Paolo Maldini e per il quale ha preso l’auto e nella notte è arrivato a casa del suo ex capitano. No. Vuol dire che ha parlato con Elliott e dai rappresentanti del fondo americano ha ricevuto oltre che la missione anche la conferma di un mandato pieno, con vincoli e prospettive. Nel secondo caso il croato vuol dire che non si presenta come l’infallibile ma che è animato da una grandissima voglia di far bene per il club il cui ricordo ha sempre custodito nel cuore, a dimostrazione  quasi plastica che il Milan di quel trentennio non solo ha seminato successi ma ha dato vita a un senso di appartenenza  unico.

Se a questo scenario posso aggiungere il mio personale giudizio, proverei a concludere così il mio veloce viaggio intorno a Boban: ci possiamo fidare non solo noi critici ma anche Giampaolo, il nuovo tecnico. Ci possiamo fidare perché ha l’intelligenza e anche la passione giuste per affrontare questa nuova sfida che sembrava complicata come quella accettata quando Infantino, neo-presidente della Fifa, lo chiamò al suo fianco. Come sostiene qualche romanticone mancheranno le sue corse mano nella mano con Weah sotto la curva rossonera, ma non mancheranno i suoi interventi e le sue scelte coraggiose.