È tempo di mercato: dopo Paquetà è caccia ad uno dei fantastici quattro

14.10.2018 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:   articolo letto 63837 volte
© foto di Stefano Montesi
È tempo di mercato: dopo Paquetà è caccia ad uno dei fantastici quattro

Maledetta sosta, arriva sempre nei momenti meno opportuni. Era il 31 agosto, di venerdì, un giorno insolito per un big match di campionato: Milan-Roma. Quella sera i rossoneri guidati di Higuain e Cutrone azzannavano al collo la lupa capitolina al 95’ di una partita tiratissima conquistando tre punti preziosi per la classifica e per il morale. Poi la sosta per le nazionali. Senza quella maledetta pausa, e sulle ali dell’entusiasmo per un successo così importante, non avremmo visto da lì a 15 giorni un Milan intimidito prendere un gol a Cagliari dopo nemmeno cinque minuti; i ragazzi di Gattuso non sarebbero precipitati di nuovo nel vortice della paura, come accaduto nel match successivo contro l’Atalanta, dominato per lunghissimi tratti, ma poi pareggiato per l’ennesima disattenzione difensiva; non avremmo lasciato due punti a Empoli che oggi in classifica pesano, e tanto.
Poi finalmente lo switch di Sassuolo: un successo confortante corroborato dalla rimonta di Europa League contro l’Olympiakos e dalla replica prepotente contro il malcapitato Chievo. Ed ecco ancora una volta lo stop, proprio quando il Milan sembra aver ripreso in mano le redini del proprio destino.
Stavolta però arriva il derby e non c’è spazio per insicurezze, timori, balbettii di sorta. È arrivato il momento di esorcizzare anche la sosta per le nazionali l'atmosfera rasserenata di Milanello lascia ben sperare. Presto per parlare di burrasca superata definitivamente, ma di certo ora gli orizzonti rossoneri sono più sereni e il confronto con l’Inter potrebbe dirci qualcosa di importante sulle reali ambizioni del nuovo Milan.

Nel frattempo in via Aldo Rossi sono iniziati i lavori per il restyling invernale. Dopo l’acquisto a sorpresa - un vero «colpazo» - del brasiliano Lucas Tolentino Coelho de Lima, meglio noto come Paquetá, la dirigenza rossonera non sembra intenzionata a chiudere qui la campagna rafforzamento di gennaio. A proposito del talento verdeoro, un caro amico e grandissimo esperto di calcio brasiliano (si, ne ho uno anch’io, come i milioni di addetti ai lavori che si sono pronunciati sull’argomento), mi ha assicurato che il Milan ha preso un fenomeno autentico, per sua stessa ammissione “un po’ Zico, un po’ Kakà”. Personalmente posso solo dire che non vedo l’ora di vederlo dispensare magie in rossonero: ma con la maglia a strisce verticali, non la rubro-negra del Flamengo indossata finora da Paquetà.
Dicevamo di possibili nuovi sviluppi di mercato. In attesa che si chiarisca il futuro di Zlatan Ibrahimovic, se potrà essere proprio lo svedese la nuova punta centrale in arrivo a Milanello a gennaio, si lavora per la linea mediana del campo, oggettivamente quella più sacrificata da una campagna acquisti estiva iniziata con due mesi di ritardo e per questo incompleta. I tre titolarissimi del centrocampo rossonero, KessièBigliaBonaventura, ormai sono una cosa sola, un unico lungo nome, una specie di filastrocca. Però è necessario provvedere alle possibili emergenze e, visto che finora Bakayoko si è rivelato inadeguato, Josè Mauri continua a restare quel giocatore impalpabile che ormai sverna a Milanello da diverse stagioni e Bertolacci non sembra proprio in grado di sopportare il peso della maglia rossonera, è opportuno trovare qualche alternativa sul mercato di gennaio da offrire a Gattuso.
I nomi sono i soliti, un poker eccellente di grandi centrocampisti, ognuno diverso dall’altro per caratteristiche tecniche ma tutti idonei a far parte della rinascita milanista. Il primo della lista è il riccioluto transalpino Adrian Rabiot, chiodo fisso di Leonardo e straordinaria opportunità grazie al suo contratto in scadenza con il PSG a giugno 2019. È partita già da qualche settimana un’asta tosta tra i più importanti club europei a colpi di milioni più bonus, ma soprattutto lusinghe, promesse e fascinazioni. E se da un punto di vista meramente finanziario probabilmente il Milan non può reggere il passo di qualche top club (ma solo per la spada di Damocle pendente del FPF, non certo per le disponibilità di Elliott), da quello della gestione dei rapporti Leonardo non teme confronti. E l’operazione Paquetà, soffiato di slancio a Paris Saint Germain, Manchester City, Barcellona e Liverpool, è lì a testimoniarlo.
Quindi il centrale dell’Arsenal Aaron Ramsey, classe 1990 entrato nella storia del calcio per la curiosa ripetitività di morti illustri dopo ogni suo gol (in ordine sparso Osama Bin Laden, Steve Jobs, Gheddafi, Whitney Houston, Paul Walker, Rubin «Hurricane» Carter, Robin Williams, David Bowie, Chester Bennington dei Linkin Park, praticamente un’ecatombe), anche lui pronto a lasciare i Gunners a parametro zero e per questo molto ambito.
C’è poi l’azzurro Barella sulla lista della dirigenza rossonera, il più giovane (classe 1997) ma anche il più costoso. Il cagliaritano doc infatti è ancora sotto contratto con il suo club che non intende mollarlo per meno di 40 milioni.
Last but not least, l’argentino Paredes, regista argentino classe ’94 dello Zenit, indicato come l’erede ideale di Lucas Biglia, attualmente senza un sostituto all’altezza in rosa. La caccia è aperta, toccherà a Leonardo imPaquetàre e portare al Milan anche uno dei fantastici quattro.