E' un Milan con due attributi così. Ibra, un ritorno che serve a tutti, anche a Cutrone. Faccio mea culpa su Bakayoko

26.11.2018 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:   articolo letto 59790 volte
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E' un Milan con due attributi così. Ibra, un ritorno che serve a tutti, anche a Cutrone. Faccio mea culpa su Bakayoko

Il pareggio di ieri sera all’Olimpico, a conti fatti, è il risultato corretto che doveva maturare tra Lazio e Milan, con i rossoneri coriacei e beffati nella loro zona, quella dove hanno preso ben sei punti. Ma con una squadra ridotta all’osso – Gattuso non ha utilizzato nemmeno un cambio -, essere andati vicini alla vittoria è certamente un segnale fortissimo. Il Milan ha due attributi così, sa soffrire ma anche colpire quando ne ha l’occasione. C’è un po’ di rammarico, è vero, ma tutti i milanisti avrebbero firmato per un pareggio contro la Lazio e questo punto va tenuto stretto. Anche perché, tornando alle sostituzioni, Rino non se l’è sentita di toccare gli equilibri della squadra e, a conti fatti, probabilmente ha avuto ragione. Ma qui si riapre il discorso del mercato, laddove si parla delle alternative di qualità che servono in tutti i ruoli. Vanno presi a gennaio quei giocatori che servono, compatibilmente con quella che sarà la decisione dell’Uefa, perché oltre a Paquetà, ne dovranno arrivare almeno altri tre.

Uno di questi sarà Zlatan Ibrahimovic. L’accordo per lo svedese è totale tra le parti, mancano davvero pochi passi per far si che il suo ritorno si concretizzi. Se ciò dovesse accadere, finalmente Gattuso avrà a disposizione un parco attaccanti con il quale poter programmare delle rotazioni che permettano anche a Higuain, ogni tanto, di partire dalla panchina. Perché in caso di approdo di Zlatan a Milanello, non dovrà essere perso quel patrimonio tutto milanista rappresentato da Patrick Cutrone, che anche ieri si è fatto un mazzo così da solo, in balia di tre difensori e con pochi palloni da poter giocare. Certo, questo non vuol dire che non debba crescere ancora, anche perché a 20 anni, lui stesso, non si considera arrivato. Ma non va affossato. Ibra e Higuain sono due totem ed è normale che possano partire davanti. Lo svedese potrà essere un valore aggiunto anche per la crescita di Cutrone.

Devo chiedere perdono a Bakayoko. Il francese, che avevo criticato apertamente nelle scorse settimane, da quando ha trovato continuità nel centrocampo a quattro, è un altro giocatore. Sicuro, cattivo, dinamico. Un’evoluzione, quella di Baka, che ha sorpreso quasi tutti. Se si ripensa alla sua prestazione con il Betis a San Siro o col Genoa e lo si guarda ieri all’Olimpico, sembrano due giocatori diversi. Ora Leonardo, tra una trattativa di mercato e l’altra, pensi a come abbassare il diritto di riscatto fissato a 40 milioni dal Chelsea la scorsa estate. Infine, su Milinkovic-Savic e i contatti estivi con i rossoneri fatti riemergere con forza dal Corriere della Sera poche ore fa, è la conferma di come in estate – e lo scrivemmo su queste colonne – il Milan ci abbia provato seriamente, ma Lotito ha detto di no. Difficile dire se ci sarà un ritorno di fiamma, ma oggi il serbo non vale più quei 120 milioni chiesti dal patron laziale pochi mesi fa.