Ecco com'è andato l'incontro con Boban, Scaroni e Gazidis a Milanello

Direttore di MilanNews.it, corrispondente sul Milan per RMC SPORT. Collabora con il "Corriere dello Sport" e Tuttomercatoweb. Ha collaborato con Sportitalia e INFRONT.
10.07.2019 00:00 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
Ecco com'è andato l'incontro con Boban, Scaroni e Gazidis a Milanello

E’ partita una nuova stagione, l’ennesima in cui si proverà a ricostruire il Milan, ma questa volta l’idea è farlo seriamente e con le scelte giuste. Abbiamo visto all’opera per la prima volta Marco Giampaolo a Milanello, un allenatore motivatissimo. I tre concetti che sono emersi in questi primi minuti a contatto con la squadra sono tre: qualità, massimo due tocchi e palla a terra. Un cambio di tendenza rispetto alle vecchie gestioni, con la speranza che possa davvero cambiare il corso del Milan.

E’ stato anche il giorno della chiacchierata informale con Boban, Gazidis e Scaroni nella famosa sala del caminetto, dove in passato Berlusconi teneva i suoi discorsi. Ma è stato soprattutto l’ex giocatore a spiegare a grandi linee il progetto rossonero. Cominciando da Gigio Donnarumma, poiché Zvone ha ripetuto lo stesso concetto espresso da Maldini lunedì in conferenza, ma ha aggiunto un particolare: “Ieri Paolo ha detto che noi siamo felici di avere uno tra i primi tre portieri al mondo, il miglior talento al mondo come portiere. Per il momento è così, per il momento significa che la situazione può cambiare, ma non è detto che cambierà. Così io tradurrei le parole di Paolo", ha confessato il croato. "In quale ruolo arriverà il colpo? Non posso rovinare il mercato (ride, ndr). Lo chiederete a Paolo. Deve esserci una crescita organica, nel tempo, ma dev'essere un Milan di maggiore qualità. Quest'anno è un anno di cambiamento, in cui l'allenatore, non avendo le coppe europee, potrà lavorare meglio con i giocatori. Adesso dobbiamo investire bene, per far sì che si possa costruire bene". Sulla promessa di un colpo ai tifosi: "Non posso promettere. Cercheremo magari anche di farne più di uno. Colpo può voler dire tutto e niente, devono essere giocatori funzionali al gioco di Giampaolo. Lui ci ha chiesto dei profili, noi cercheremo di dare massima qualità ai profili richiesti".  Su Veretout e Bennacer: "Sono buoni giocatori. Non posso sbilanciarmi, è più un lavoro di Paolo. Io faccio un po' il playmaker, passo il tempo sia con lui che con Ivan. Lavoriamo bene. Ricky (Massara, ndr) e Paolo sono più sul mercato".

Boban è stato molto cordiale nel volere incontrare la stampa e trasmettere i programmi principali del club, ma sul mercato non sono stati sviscerati grosse tematiche  per non rovinare le trattative in corso. Ma sono parole forti nei confronti della proprietà, e ha ribadito che non sarebbe mai tornato in rossonero senza un progetto importante e convincente. La proprietà Elliott, spiega Boban, è più forte e solida di quanto appare all'esterno: "Progetto Milan? Non avrei potuto vivere con me stesso se non c'avessi provato. Il Milan è una grande sfida. Forse la più grande sfida sportiva della mia vita", ha detto con la solita schiettezza. 

Ivan Gazidis invece ha iniziato a dire qualche frase in italiano, ma ha preferito espoerre il concetto sull'Uefa in inglese, in moda da essere più chiaro possibile: "La prossima volta che la UEFA guarderà i risultati finanziari sarà quando il Milan tornerà, come speriamo, a qualificarsi per una competizione europea nel 2020-21. La cosa che si può presupporre è che, nella fase in cui la UEFA tornerà sulla nostra situazione, avvii un percorso verso il Settlement Agreement se riscontrerà delle anomalie e si presume che possa essere un percorso di quattro anni". La notizia dunque è che l'accordo con l'Uefa potrebbe essere su base quadriennale e non triennale, ma sarà un discorso che verrà riaffrontanto nella prossima Primavera. 

Sulla richiesta di giocare a San Siro da parte dell’Atalanta, nei match di Champions League, si è espresso così il presidente Paolo Scaroni: "Milan favorevole? Non ho sentito il sindaco Sala, ho visto anche io le sue parole. E' un tema su cui stiamo facendo delle riflessioni e in cui terremo un po' conto dell'umore dei nostri tifosi. Già hanno subito il colpo della non presenza in Europa League. Siccome lo stadio è del club, ma è anche dei tifosi, dobbiamo tener conto anche di questo".