Ecco tutte le cifre dell’affare Milan tra mister Li e il fondo Elliot. Spendere meglio nel mercato post virus sarà decisivo per rilanciare la squadra

23.04.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Ecco tutte le cifre dell’affare Milan  tra mister Li e il fondo Elliot. Spendere meglio nel mercato post virus sarà decisivo per rilanciare la squadra

Facciamo un po’ di conti in tasca a Elliott e confrontiamoli con le dichiarazioni di Rocco Comisso, l’attuale presidente e azionista della Fiorentina. Quest’ultimo, nel corso di una diretta telefonica con Telelombardia, ha dichiarato: “Elliott ha fatto un autentico affare nel ritirare le azioni del Milan che aveva in pegno. Piuttosto – ha aggiunto- non capisco come mai mister Li, che non ho mai incontrato personalmente, non abbia accettato la mia proposta che era nettamente migliorativa rispetto alla cifra con la quale ”. Allora riepiloghiamo le varie cifre dell’operazione cominciando dal prestito che Elliott fece a mister Li per completare l’acquisizione del club rossonero da Fininvest, altrimenti avrebbe perso l’anticipo versato in più rate:

1) 180 milioni di euro indispensabili per completare il closing con Fininvest più 128 milioni di cui 78 per azzerare i debiti con le banche e 50 per dotare Fassone e Mirabelli di un tesoretto da spendere sul calcio-mercato, cifra poi sforata fino a raggiungere i 130 milioni finiti come debito sulle spalle del club per via dei famosi 11 acquisti;

2) 32,4 milioni di euro è poi il versamento effettuato a giugno del 2018 col quale il fondo intervenne al posto di mister Li e ritirò le azioni dalla fiduciaria in Lussemburgo che le aveva in custodia;

3) 265,5 milioni di euro sono stati gli stanziamenti effettuati da Elliott una volta che Gazidis è subentrato a Fassone e Mirabelli alla guida del Milan per riparare ai diversi deficit di bilancio;

4) 60 milioni di euro sono i versamenti anticipati tra luglio e settembre del 2019.

Il totale, sottraendo un aumento di capitale da 140,9 milioni già conteggiato, fa la seguente cifra: 525 milioni. Ecco allora da dove derivano i ragionamenti di Rocco Comisso. Elliott dunque ha pagato il Milan poco più di 330 milioni, poi ha dovuto aggiungere altri 200 milioni per raddrizzarne i conti e metterlo in posizione di galleggiamento finanziario facendo i conti anche con il FFP dell’Uefa destinato –come ha raccontato Ceferin nell’intervista al Corsera- a diventare molto meno rigoroso rispetto alla prima versione originale. Questo significa che per guadagnare una plus-valenza basterebbe (si fa per dire, naturalmente) trovare un acquirente che sborsi 750-800 milioni e potrebbe domattina liberarsi delle azioni rossonere. Come si capisce al volo, in questi mesi scanditi dalle cronache finanziarie del corona virus, è praticamente impossibile. Persino le trattative, molto ben avviate, da Roma e Sampdoria si sono arenate e sarà molto complicato recuperare le quotazioni di molti mesi prima. Ferrero soprattutto e lo stesso Pallotta potranno maledire la loro melina nei confronti dei rispettivi acquirenti. A quest’ora avrebbero portato a casa un po’ di denaro fresco liberandosi di un fardello incredibile.

 Ora tornando a Elliott è evidente che bisognerà capire quali saranno le prossime mosse della famiglia Singer per il futuro partendo da una premessa. In vista del corona virus, il fondo è stato l’unico a suggerire ai suoi dirigenti di prepararsi all’invasione del contagio e a premunirsi in vista del “restate a casa” così ricavando nei conti trimestrali un gruzzolo che ha consentito di limitare le perdite e quindi di aprire un consistente paracadute. Se Singer padre e figlio dovessero replicare la stessa tecnica anche nei confronti del Milan, è proprio questo il momento di compiere maggiori investimenti nel calcio europeo per attrezzare meglio la rosa rossonera in vista della prossima stagione. La spiegazione è elementare: i prezzi dei cartellini saranno ritoccati al ribasso tipo prezzo del petrolio, ci saranno molti scambi, etc. Naturalmente perché l’iniziativa abbia successo ci sarà bisogno di attingere indicazioni utili ai nuovi responsabili dell’area tecnica. Qui capiremo se Gazidis ha scelto i collaboratori giusti.