Ecco un paio di verità scomode sul conto di Paquetà e Giampaolo. Rangnick vuole un Milan tutto “suo”

30.04.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Ecco un paio di verità scomode sul conto di Paquetà e Giampaolo. Rangnick vuole un Milan tutto “suo”

Proviamo a svelare qualche altarino del Milan più recente. Sarà molto istruttivo per i tifosi del Milan e per ricostruire una storia molto più attendibile. Lo facciamo col contributo di un paio di protagonisti (il presidente del Flamengo e il fratello di Marco Giampaolo) e servirà a rimettere in perfetto ordine le tessere del puzzle. Cominciamo allora dall’affare Paquetà. Ci è stato sempre riferito che l’acquisto del brasiliano (“ci farà arrivare in Champions” il giudizio di Leonardo all’epoca) era costato al bilancio del club sui 35 milioni. Adesso scopriamo invece che è stato pagato, per via dei bonus riconosciuti al Flamengo, la bellezza di 45 milioni. A dirlo non è il solito procuratore ma il presidente brasiliano Eduardo Bandeiro, colui il quale ha negoziato con Leonardo e firmato il relativo contratto. A distanza di qualche tempo, al Milan è poi arrivato dallo stesso ex dirigente rossonero, trasferito a Parigi al Psg, un cauto sondaggio, mai trasformato in richiesta di acquisto con tutti i crismi, per avere Paquetà al Psg con una valutazione intorno ai 20 milioni. Ogni commento è superfluo.

    Passiamo a Giampaolo. Ha raccontato suo fratello che conosce bene la breve esperienza rossonera di Marco: “Gli hanno messo a disposizione una squadra fatta dalla società e sulla quale non ha mai messo becco”. Non ha aggiunto quel che molti addetti ai lavori continuano a ripetere: e cioè che Giampaolo è stato esonerato in tutta fretta per l’esclusione durante i primi turni di gran parte dei nuovi acquisti. Che Giampaolo dunque non abbia inciso sul mercato realizzato in passato è tutto vero o quasi. La frase del tecnico abruzzese in proposito fu questa: “Mi fido della competenza di Boban e Maldini”. Probabilmente dopo l’esonero non l’avrebbe ripetuta. Poi di suo ha aggiunto degli errori e in particolare aver richiesto a un gruppo di calciatori poco inclini al suo calcio geometrico, la pratica di schemi che non ne esaltavano le caratteristiche. Su un affare però Giampaolo ha inciso direttamente. Quando si è trattato di decidere se riscattare o meno Bakayoko, è stato Marco Giampaolo a esprimere un parere negativo. Sul resto però è stato a guardare. E tutti gli acquisti sono stati “suggeriti” dalla coppia Moncada-Almstadt e perfezionati poi con l’intervento decisivo di Maldini (colloquio con Theo Hernandez) e Boban (Leao). A proposito di Rebic si è scoperta una diversa ricostruzione. E cioè Rebic è arrivato grazie al rapporto di Almstadt con i tedeschi dell’Eintracht mentre Maldini e Boban erano alle prese con la trattativa Correa dell’Atletico Madrid sfumata per la richiesta eccessiva degli spagnoli (55 milioni). Non solo ma a un certo punto i rapporti tra i due dirigenti dell’area sportiva e Gazidis si stavano incrinando perchè l’ad aveva posto il veto all’arrivo di Taison, brasiliano di 32 anni dello Shakhtar Donetsek.

Passiamo a Ralf Rangnick, il tecnico tedesco scelto personalmente da Gazidis per rifondare il Milan. Alcuni operatori di mercato sostengono che avrebbe fatto richieste molto impegnative dal punto di vista finanziario per accettare il passaggio in rossonero. Dal suo entourage è arrivata una replica secca: “Nessuna richiesta irragionevole è stata fatta”. Che vuol dire anche che in Germania sono sempre più sicuri e convinti del suo trasferimento prossimo a Milanello.