Elliott, transizione necessaria Pioli, anche se la squadra non è simmetrica va bene lo stesso.

19.10.2019 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Elliott, transizione necessaria Pioli, anche se la squadra non è simmetrica va bene lo stesso.

Elliott ha rimborsato il bond cinese emesso sulla piazza azionaria di Vienna che era rimasto infruttifero, ha azzerato i debiti della società, ha ripianato un bilancio da meno 126 milioni di euro a giugno 2018 e uno da meno 146 a giugno 2019. Elliott sta per assicurare alla società un bene patrimoniale strategico come lo stadio, ha dato una nuova linea per avere in rosa patrimoni (Leao) e non pesi (fate voi), ha ricapitalizzato il Milan che oggi ha in cassa un patrimonio di 83 milioni, mentre il Fondo quando è arrivato a fine luglio 2017 ha trovato solo i 35 milioni che aveva prestato per l'iscrizione (!) al campionato. E vi lamentate pure? Certo, la cifra fa impressione, ma evitate di fare casino: Boban e Massara sono arrivati il 1' luglio e non gravano con i loro ingaggi su un bilancio chiuso al 30 giugno, il Milan ha fatto trapelare solo che non ci saranno cessioni top a gennaio perchè quella era stata la tesi dei più. Non sono trapelate notizie sul mercato in entrata, perchè il catastrofismo era stato sulle uscite, per cui se ci saranno occasioni a gennaio, perchè no? Ma come dice Paolo Maldini, le cose si metteranno a posto, bisogna lavorarci con calma e con fiducia. Comunque sia, l'al lupo al lupo, da certi ambienti veramente con toni da gazzarra da marciapiede, sul meno 146 è stata una occasione persa per tre motivi. Si pensa, e lo pensava forse anche l'Uefa, che i fondi vanno e vengono, che siano qualcosa di aleatorio, invece anche di fronte a cifre di disavanzo così impegnative, Elliott garantisce al Milan solidità, liquidità e continuità aziendale. Si fa il rutto libero sul Milan (non stiamo leccando, anche perchè se parliamo di leccate sia il guappetto che il suo segretario sfigato leccherebbero dieci volte di più se solo qualcuno prima o poi gliene avesse dato la possibilità), quando questo è un Club che non fa spalmature: 70 milioni per Piatek e Paquetà? 70 milioni subito nel primo bilancio. Questo non è un bilancio irrorato di plusvalenze addicted sui giovani o di spalmature al vostro buon cuore, ma un bilancio che se tutti in Italia lo facessero così sai come si passerebbe la sosta per le Nazionali a parlare di qualcun altro...Ah ma allora per Suma va sempre tutto bene.....Certo che no, quando l'avvocato La Scale riconosce che il Milan non rischia nulla ma che finchè manca un equilibrio fra entrate e uscite il rischio vero è quello delle limitazioni sul mercato, ha perfettamente ragione. Questo è il punto e questo spiega perchè in estate non è arrivato Modric: aggiungete i suoi 12 milioni netti di ingaggio e il valore zero di ammortamento a questo bilancio, e poi altro che Apocalisse...L'unica risposta che ci sentiamo di dare all'avvocato è che non è semplice e non sarà breve, ma quell'equilibrio che lui giustamente indica è quello cui tende la proprietà rossonera. E ha iniziato a dimostrarlo proprio la scorsa estate.

Il buon Federico Buffa ci dice che il Milan andrà in Champions League ridendo e ci ha anche detto di scriverlo pure. Per noi che in fondo tifosi siamo e che ci eccitiamo sia per poco che per molto, è stato un momento non male. Dice Federico che se fai le peggiori prime 7 giornate dal 1938 e sei a 4 punti dal quarto posto, beh allora è proprio scritto. Ce la teniamo lì. Come altre due cose che ci aveva detto negli anni e che si sono puntualmente verificate. Pioli: ne abbiamo sentite due. Un nostro caro amico milanista inguaribilmente deluso ci dice che Pioli è un curatore fallimentare. Un altro ci dice che è l'uomo giusto al momento giusto, niente voli pindarici ma capisce cosa c'è da fare nella squadra e fa quello che serve. E noi che diciamo? Noi che facciamo? Cosa volete farci, noi siamo quelli che anche con l'influenza si rimpinzano di fumenti per essere oggi a Milanello, per lottare, per vivere, per amare il Milan. Noi ci fidiamo di Pioli e gliel'abbiamo detto. Purtroppo il pressing dell'attaccante sulla zolla giusta e dalla parte giusta, altrimenti la squadra diventa asimmetrica è un concetto rimasto nel computer del nostro ex allenatore. Ottima persona, gran lavoratore, ma il suo calcio non è arrivato al campo, non è arrivato alla squadra. E gli stessi che oggi ci fanno il predicozzo finto pretesco per cui gli è stato lasciato troppo poco tempo, sono gli stessi che scrivevano povero diavolo e simili. Pioli non viene nemmeno lui col saccone dalle montagne, ma probabilmente non avrà bisogno di dirlo. Con educazione, ma sta facendo notare al Club che a livello metodologico e strutturale bisogna evolvere nel centro di allenamento. E sempre con educazione sta dicendo ai giocatori che va bene la tattica, va bene l'organizzazione, ma poi vanno bene anche, soprattutto per gli attaccanti, le loro scelte e la loro inventiva. Perchè in campo ci sono loro. E noi saremo anche domani con tutta l'anima a fianco a loro. Per quel pochissimo che conta, ma ci potranno sempre contare.