Ferrara, il Var, Mariani, Brocchi, Inzaghi, Gattuso: errori e rimpianti

03.07.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Ferrara, il Var, Mariani, Brocchi, Inzaghi, Gattuso: errori e rimpianti

Difficile, molto difficile raccontare Spal-Milan. Anche a freddo molte ore dopo. Nei 36 (qualcuno ne ha contati 39) tiri, dei quali 15 nel primo tempo 11 contro 11, gli errori superano la cattiva sorte. Il solo Paquetà (buona la sua partita) con 10 conclusioni, è la riprova: due sole volte ha impegnato il portiere, che si è sdraiato mezzo minuto ogni volta che aveva il pallone tra le mani. Però prendere un gol da flipper su calcio d’angolo e uno come quello di Floccari (sono rimasti gli unici 2 tiri in porta dei ferraresi, contro i 9 del Milan e 14 complessivi in 45’), in un primo tempo dominato in lungo e in largo, per poi sbattere le corna sul muro, una piccola incidenza della sfiga e il sapore della notte stregata ce l’ha. Per il resto, i rimpianti per i troppi errori sono tutti rossoneri: molto spesso si tratta di scelte sbagliate, tiri quando dovresti passarla o la passi quando potresti tirare. Ne è venuto fuori un pastrocchio che rimette in gioco l’Europa, in mano al Napoli e incalzata dal Verona. Bisogna riprendersi questi punti tra Lazio, Juve e Napoli. Molte volte, secondo pronostico, in questa stagione avremmo dovuto mandare in campo Donnarumma con il pallottoliere e invece poi le cose sono andate diversamente. Dico che in questo trittico faremo punti, poi ne riparliamo. Il signor Mariani a Ferrara è stato poco lucido e poco professionale. Non si è accorto a occhio nudo del fallo da espulsione di D’Ambrosio, che sarebbe potuto costare la carriera a Hernandez. Non si è degnato di andare al Var (sta capitando spesso su tutti i campi: l’arroganza degli arbitri mette in un angolo persino gli anelati aiuti tecnologici) al 96’ e anzi ha fischiato in anticipo la fine. Dovrebbe spiegarci se l’unico criterio per cui ha fissato un recupero così striminzito, sia stata la sua stanchezza: 7 sostituzioni nella ripresa, l’espulsione di Di Biagio, le perdite di tempo reiterate degli spallini (i finti crampi sono venuti anche a magazzinieri e massaggiatori), un gol in pieno recupero e questo Mariani che fa? Dà 6 minuti e poi la chiude al 5’54”, con il Milan in attacco che reclama una chiamata al Var (per inciso, secondo me quello non è rigore, a meno che non si fosse trattato di Calabria...). In conclusione, largo spazio a recriminazioni e mea culpa, ma qualche rossonero ha viaggiato sotto ritmo e senza la lucidità necessaria. In giugno hanno festeggiato Brocchi in B con il suo Monza, Inzaghi in A con il suo Benevento e Gattuso la Coppa Italia con il suo Napoli. Quello che è stato è stato: hanno pagato inesperienza, confusione societaria, squadre mediocri, ma hanno dimostrato che possono fare questo mestiere. E lo possono fare bene. Spero solo che, come dopo Ferrara, al Milan sia rimasto qualcuno che sappia riflettere. E distinguere tra sfortuna ed errori propri.