Furia Milan contro Fabbri: oggi faccia a faccia con i vertici AIA. A Torino è tornata la prestazione. Trattativa con l'Uefa: potrebbero essere giorni caldi

08.04.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Furia Milan contro Fabbri: oggi faccia a faccia con i vertici AIA. A Torino è tornata la prestazione. Trattativa con l'Uefa: potrebbero essere giorni caldi

C’è ancora grande incazzatura in casa Milan per quanto successo sabato, allo Stadium, contro la Juventus. L’inadeguatezza di Fabbri in campo e di Calvarese al VAR sono al centro del “j’accuse” milanista, perché le decisioni prese in combinata dai due componenti della squadra arbitrale scelta da Rizzoli per il big match di 48 ore fa, sono andate verso una sola direzione, ovvero quella juventina. Fabbri ha dimostrato di non avere il carattere idoneo per poter dirigere certe gare e nel secondo tempo ha capito poco della partita. Ma anche Calvarese, dalla sala VAR, non è che lo abbia coadiuvato, facendosi scappare – in maniera clamorosa – il calcio di Mandzukic a Romagnoli che sarebbe stato da punire con il rigore e il secondo giallo per il capitano bianconero, con conseguente espulsione. A tre minuti dalla fine, la gara sarebbe potuta cambiare nuovamente. Oggi in Lega, è atteso il faccia a faccia tra la delegazione milanista (Gattuso e Leonardo) e il designatore Rizzoli oltre al presidente dell’AIA Nicchi. Già sarebbero filtrate le posizioni di Rizzoli, che avrebbe ammesso gli errori di Fabbri. Il Milan, con Leonardo, è tornato a tuonare davanti alle telecamere, ma è ora che lo faccia anche nelle sale del potere, in quelle sale dove Cairo e Lotito, per non dire Agnelli, fanno fuoco e fiamme non appena succede qualcosa che non va alle loro squadra. Il Milan deve tornare a contare pesantemente nei palazzi e, per farlo, deve farsi vedere forte e compatto. Perché subire in silenzio non ha mai portato a niente. Ovviamente non servirà sbraitare, ma farsi ascoltare con attenzione, quello sì.

La bufera arbitrale ha anche messo in secondo piano quanto di buono è stato fatto dal punto di vista tecnico. Gattuso, tornato al 4-3-3, ha ritrovato il suo Milan, quello che sa far viaggiare il pallone sulle corsie e che, finalmente, è arrivato a riempire l’area di rigore avversaria con più giocatori. I gol della Juventus sono arrivati da due errori singoli – ovvero Musacchio e Calabria – ma se la squadra, con il ritorno di Bakayoko in mezzo, è riuscita a ritrovare certi meccanismi e a fare una pressione più organizzata, concreta e feroce, allora vuol dire che c’è bisogno di tornare a questi valori. Calhanoglu da mezzala ha fatto un’ottima partita, ma deve tornare a credere di più nel suo tiro dalla media distanza senza tergiversare troppo. Suso ha ridato segnali di quello che è stato nella prima parte di stagione mentre Piatek si conferma cecchino. Sabato contro la Lazio ci vorrà questo Milan, un Milan gagliardo, coraggioso e voglioso di prendersi quel posto in Champions League che è vitale per la programmazione futura di Elliott.

Una programmazione che passerà anche da quello che la camera giudicante dell’Uefa emetterà sul bilancio 2017-18. La trattativa tra le parti vede sul tavolo la proposta del Milan di considerare come anno franco quel frangente economico. La Uefa si pronuncerà a breve e da qui si capiranno anche le mosse rossonere. Un’altra lotta politica, portata avanti dalla proprietà, che dovrà andare di pari passo con quella sportiva che, già oggi, dovrà far sentire la voce del Milan. Perché sia a Genova con la Samp sia sabato con la Juve ci sono stati torti evidenti che, nella corsa Champions, possono risultare decisivi.