Gattuso con le spalle al muro, ma il problema da risolvere è un altro. E a proposito di Higuain e Morata…

23.12.2018 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Gattuso con le spalle al muro, ma il problema da risolvere è un altro. E a proposito di Higuain e Morata…

Il destino del tecnico calabrese, per la gran parte della tifoseria rossonera, pare segnato. Come se il disastro delle ultime settimane dipendesse esclusivamente da lui. Per carità, il tecnico ha commesso errori in passato e ne sta commettendo anche ora (parliamo soprattutto di approcci sbagliati ad alcune partite), ma se proviamo ad analizzare la crisi del Milan non possiamo ignorare quella che è stata la gravissima leggerezza commessa dalla dirigenza del club in fase di mercato. 
Senza un centrocampo all’altezza non si può giocare bene a calcio. È la prima legge del football, un assunto tanto incontrovertibile, evidente, inoppugnabile che rischia di apparire perfino banale. Eppure sembra che in molti, tra quelli che ormai praticano come sport preferito la caccia all’insulto più chic per Gennaro Gattuso, l’abbiano dimenticato.
Andiamo per ordine. Il Milan gioca ormai da un paio di mesi senza i due terzi del centrocampo titolare, Biglia e Bonaventura, messi ko entrambi da infortuni molto seri che ci permetteranno di rivederli uno a fine stagione (l’argentino), l’altro direttamente l’anno prossimo. Una volta persi due dei principali creatori di gioco, l’allenatore rossonero è stato costretto ai giochi di prestigio per mettere insieme una squadra che avesse un capo e una coda. Variazioni di modulo, cambi di ruolo per diversi calciatori, forzature tecnico-tattiche, ma anche fisiche visto che quei pochi giocatori del Milan hanno giocato spesso e volentieri anche in condizioni precarie.
Malgrado queste premesse la squadra ha retto, almeno fino ad un certo punto. Oggi francamente, con una formazione che non segna da tre partite e che malgrado Higuain e Cutrone lì davanti fatica a trovare la porta avversaria, è difficile vedere il bicchiere mezzo pieno. La verità però è che il Milan gioca da troppo tempo sempre con gli stessi uomini. Contro la Fiorentina poi mancavano pure Bakayoko e Kessiè, gli unici due baluardi rimasti del centrocampo rossonero, i nuovi gemelli della mediana che nelle ultime settimane non hanno potuto contare mai su una sosta, un break, un riposo. Non hanno di certo sfigurato fin qui, addirittura il francese è stata una lieta sorpresa dopo l’inizio preoccupante, ma è impensabile chiedere a due calciatori con determinate caratteristiche di costruire gioco. E per giunta farlo con sapienza tattica, visione di gioco e velocità di pensiero. Non è nelle loro corde e chissà se lo sarà mai. Eppure fino ad un certo punto il Milan non solo non ha perso terreno, ma ha addirittura guadagnato sulle avversarie. Poi il crollo delle ultime tre giornate, probabilmente inevitabile.
La rosa a disposizione di Gattuso presenta delle lacune strutturali in mezzo al campo. Evidenti già dall'estate quando non si è provveduto all'ingaggio di sostituti all’altezza dei titolari e rese ancora più gravi dagli infortuni di Biglia e Bonaventura, ma soprattutto dalla stagione negativa vissuta finora da Hakan Calhanoglu. È vero che il Milan da qualche partita a questa parte offre prestazioni ben al di sotto della media, ma senza tre delle principali fonti di gioco rossonero (a Gattuso resta solo Suso tra gli ispiratori della manovra milanista e pure lui ormai quasi boccheggiante) difficile pretendere di più. Partite giocate male, ritmo lento, pochissime soluzione, giro palla inutile e reiterato, tutto quello che sta facendo letteralmente infuriare - e a ragione - il popolo milanista.
Il problema però è sempre quello a monte: senza un centrocampo all’altezza non si può giocare bene a calcio. Che in panchina resti Gattuso o che arrivi Conte o Wenger o chi volete voi, il Milan ha bisogno di almeno 4 nuovi innesti a metà campo: due per sostituire gli epurati Bertolacci (oggi era infortunato ma non avrebbe giocato lo stesso) e Montolivo, altri due come alternative a Biglia e Bonaventura. Paquetà e Fabregas andrebbero bene, ma solo per iniziare.  

E a proposito di mercato, si parla sempre più insistentemente dello scambio tra Chelsea e Milan, con Higuain in viaggio verso Londra e Morata pronto a fare il percorso inverso in direzione Milano. Premesso che trovo legittimo che Sarri desideri riabbracciare un bomber di caratura come l’argentino, credo sia altrettanto insensato per il Milan accettare un affare del genere. È vero che il Pipita sta attraversando un momento difficile, probabilmente anche un po’ acciaccato fisicamente, ma ha una qualità sotto porta decisamente superiore a quella di Morata che di gol non ne ha mai fatti tanti nella sua carriera. Il classe ’92 di Madrid è un attaccante molto diverso da Higuain e soprattutto il suo è un profilo ben lontano da quello del cecchino implacabile che invece serve al Milan. Allora a questo punto valeva la pena insistere su Andrè Silva, più giovane e anche decisamente più “bomber" dell’attaccante del Chelsea.