Gattuso faccia sentire ai suoi la frase di Sinisa. Romagnoli non è ancora un capitano da Milan

02.05.2019 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Gattuso faccia sentire ai suoi la frase di Sinisa. Romagnoli non è ancora un capitano da Milan

Forse bisognerà benedire quel ritardo di Bakayoko all’allenamento (ufficialmente perché è rimasto senza benzina). Ha fatto scattare il ritiro punitivo per tutto il gruppo fino al lunedì della sfida col Bologna. Bisognerà, forse, benedirlo perché c’era bisogno di una scintilla che facesse risorgere la fiammella del Milan che si è spenta, gradatamente, partita dopo partita. Tutto è cominciato con il derby perso. Perso per un motivo che Gattuso ha descritto in modo molto preciso nei giorni successivi quando sulla base dei 5 successi consecutivi è andato a caccia di gloria e di Spalletti cambiando registro tattico ai suoi. Invece di aspettare, raccolto e racchiuso in pochi metri, 25 per la precisione, la squadra si è allargata fino a 40-45 metri e in quelle enormi fessure si è infilato Vecino che da solo ha rivoltato la difesa rimasta senza copertura e protezione.

Da allora ma soprattutto tra Lazio (coppa Italia) e Torino (campionato) si è capito che il gruppo ha perso smalto, entusiasmo e fiducia. E soprattutto si è capito fin dall’inizio (passaggio corto di Donnarummaa Paquetà che ha dovuto sprecare un cartellino giallo per evitare la ripartenza granata) che sarebbe stata un’altra serata difficile. Complicata poi dall’atteggiamento di Romagnoli al qualenessuno ha spiegato bene quale debba essere il ruolo del capitano. È vero: il Milan ha ricevuto una striscia di gialli da Guida che sono il segno del doppiopesismo dell’arbitro. Ma un capitano non deve protestare a ogni fischio: deve intervenire in occasioni decisive, non può “stufare” l’arbitro andandogli addosso. E così con l’applauso si è condannato all’espulsione. Questa reazione, non da capitano milanista, è il segno dei limiti del gruppo che non sono soltanto tecnici e caratteriali. Paolo Maldini avrà raccontato a Romagnoli come si gestisce il ruolo di capitano in campo?

     Col Bologna, fossi al posto di Gattuso, farei riascoltare almeno una volta al giorno la dichiarazione di Mihajlovic resa qualche giorno fa, lunedì per la precisione. Ha detto Sinisa: “Se lunedì sera col Milan finisce come penso io, saremo già salvi”. È la seconda scintilla che può ravvivare il fuocherello di Milanello. Perché significa che Mihajlovic ha detto ai suoi: se non vinciamo contro questo Milan derelitto, vi sbrano tutti. Più o meno. È positivo che Gattuso pensi a un cambio di modulo, l’ennesimo. Per trovare il gol che non arriva da un po’ sarà bene tenere Cutroneal fianco di Piatek che pure è apparso con le gomme sgonfie proprio nel finale col Toro. 

Chiusura nel segno del mercato. La prima pietra è la scelta dell’allenatore. E da quella scelta misureremo le capacità di attrazione del nuovo Milan americano formato Elliott. Poi ci sarà da fare una bella cernita di quelli che non sono degni del club e quelli che invece possono garantire un futuro all’altezza del passato, della storia e della gloria. Si legge da qualche parte che anche Leonardo finirà a processo nel caso di mancata Champions. Se Elliott pensa che modificando ogni anno il management sportivo alla ricerca della persona giusta non farà altro che accatastare dirigenti a dirigenti come fece ai primi tempi dell’Inter Massimo Moratti.