Gattuso, la maturità crescente e i tre fenomeni

24.02.2019 00:00 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
Gattuso, la maturità crescente e i tre fenomeni

Finito il tempo delle accuse, nel mondo rossonero è iniziato quello dei proclami. Sembra ieri - anzi, era ieri - che l’allenatore del Milan Gattuso veniva impallinato in maniera massiccia dal fuoco amico della tifoseria milanista perchè ritenuto inadeguato (per usare un eufemismo), ed ecco che a distanza di qualche settimana si lanciano già i guanti di sfida all’Inter per conquistare il terzo posto in campionato e il primato cittadino.
Ovvio che scavalcare i nerazzurri, a maggior ragione con il derby che incombe, rappresenterebbe una goduria irrefrenabile per i fans del diavolo, ma personalmente ho trovato molto equilibrate le parole del mister sull’argomento e condivisibile persino la sua firma per un quarto posto - e Champions conquistata - dietro l’Inter.
Le ragioni per crederci sono sempre più evidenti e la partita con l’Empoli di venerdì sera ne ha allineate sul prato verde di San Siro un discreto numero. Innanzitutto c’è una squadra che una volta tanto non ha perso l’occasione giusta per allungare, in decisa controtendenza rispetto a quanto il Milan ci aveva abituato negli ultimi anni. La partita con gli azzurri di Iachini rappresentava si una ghiotta occasione ma anche un trappolone nel quale i rossoneri avrebbero potuto cadere se non avessero alzato in maniera consistente il volume delle giocate all’inizio della ripresa, dopo un primo tempo apatico e sonnacchioso.
Anche questo un segnale di maturità crescente da parte di tutto il gruppo ma soprattutto dell’allenatore, capace di stimolare e pungolare la squadra con le giuste parole all’intervallo.

A proposito di maturità crescente, mi concedo una piccola divagazione su tre dei talenti più puri di stanza a Milanello. Il primo e Gigio Donnarumma, capace ormai anche con i piedi di dipanare matasse ingarbugliatissime. Ricordate ad inizio stagione quando ogni volta che il Milan provava ad uscire palla al piede dall’area di rigore erano patemi d’animo per i tifosi rossoneri? Oggi la sensazione è che si respiri tutt’altra musica e l’autorevolezza conquistata dal portierone rossonero, anche nel gioco con i piedi, ne è la fotografia più nitida.
Il secondo è Alessio Romagnoli. Ormai quasi non ci si fa più caso ma il rendimento del capitano rossonero è impressionante. Non perde mai un duello, mai. Governa la sua area di rigore senza andare in sofferenza, accanto a lui crescono tutti i difensori rossoneri (quest’anno sia Musacchio che Zapata hanno toccato le vette più alte del loro personale rendimento da parecchio tempo a questa parte), ma soprattutto avvolge tutta la squadra nel mantello dell’invulnerabilità, come solo i fuoriclasse riescono a fare. Ha ragione Gattuso a non volerlo celebrare troppo per non svegliare gli appetiti famelici delle grandi d’Europa, ma la verità è che oggi Alessio Romagnoli è uno dei difensori più forti al mondo. Senza se e senza ma.
Chiudo in bellezza dedicando un pensiero al più amato dalla tifoseria rossonera, Krzysztof Piątek. Che fosse un bomber sensazionale sul rettangolo da gioco lo stiamo scoprendo tutti, partita dopo partita (anche contro l’Empoli, pur non giocando una delle sue migliori gare, è riuscito a timbrare il cartellino), ma in settimana abbiamo anche scoperto quali sono gli enormi margini di crescita del ragazzo. Sono bastate poche dichiarazioni dell’ex Genoa per avere la chiara consapevolezza di trovarci di fronte un calciatore che ha tutto per diventare un fuoriclasse: umile, posato, equilibrato, ma soprattutto tanto motivato da non fermarsi fin quando non sarà arrivato in cima al mondo. «Sono soddisfatto dei gol ma non del fatto che grazie a questi sono in copertine, a volte anche un po’ esagerate. Se avessi tutte le qualità di cui parlano i giornali allora sarei il migliore calciatore della storia. Mi prendo solo una parte di quelle lodi e spero davvero che un giorno sarò degno di certi paragoni. Mi auguro che il Milan torni grande grazie a me».
Accadrà presto caro Kris, anche per merito tuo. Alèèèèèè Piatek alè, bum bum bum bum.