Gattuso, scatto Champions. Giù le mani da questi tre punti preziosi e niente polemiche arbitrali

Giornalista, ideatore e conduttore di “Passione Rossonera” su Radio Radio, l’unico programma radiofonico esclusivamente dedicato al Milan
14.04.2019 00:46 di Fabrizio Tomasello Twitter:    Vedi letture
© foto di Stefano Montesi
Gattuso, scatto Champions. Giù le mani da questi tre punti preziosi e niente polemiche arbitrali

Insomma a Roma se l’aspettavano. Evidentemente la designazione del miglior arbitro nazionale, Rocchi, non rappresentava una garanzia sufficiente ad un corretto svolgimento della partita. Secondo il mondo biancoceleste, le proteste - più che legittime, aggiungiamo noi - di Leonardo dopo la partita contro la Juve avrebbero aperto la strada ad un match indirizzato favore dei rossoneri. E la vittoria del Milan arrivata su rigore non ha fatto che avvalorare la tesi del malpensanti.
Peccato che dei tre episodi discussi nel big match di San Siro non ce ne sia uno solo controverso. Tutto limpido, cristallino, inequivocabile: primo rigore per il Milan giustamente da non concedere; secondo rigore per il Milan nettissimo (in questo caso la leggerezza di Durmisi è stata decisiva, tanto quanto quella di Musacchio sabato scorso contro la Juventus); da non concedere il rigore a favore della Lazio perchè Rodriguez è intervenuto nettamente sulla palla che viene deviata lontano dalla portata di Milinkovic-Savic.

Detto questo ed esaurite quindi le polemiche che stanno inquinando questa bellissima corsa Champions, concediamoci un po’ di chiacchiere di puro calcio. Il Milan ha vinto una partita da quattro punti (ora anche contro la Lazio i rossoneri sono in vantaggio negli scontri diretti, così come contro Roma e Atalanta) con pieno merito e  giocando un match con quel piglio che invocavamo da settimane. 
A differenza delle ultime prestazioni, infatti, con la sola eccezione della trasferta sul campo della Juve, l’atteggiamento con cui il Milan ha affrontato questo scontro diretto in chiave Champions è stato quello giusto. Coraggio, brio, intraprendenza, mai un passo indietro anche di fronte alle folate biancocelesti. A destare preoccupazione casomai è stata è stata la qualità  insufficiente di alcune giocate dei rossoneri: passaggi elementari sbagliati, stop «a inseguire», controlli approssimativi. Tutto questo mentre la Lazio, con due passaggi perfettamente eseguiti, arrivava dritto in porta ed impensieriva Reina seriamente almeno due volte nel primo tempo.
Nella ripresa però sono arrivati i correttivi giusti e gli uomini di Inzaghi hanno smesso di affacciarsi nell’area rossonera, mentre la pressione del Milan, per quanto ancora farraginosa e priva della necessaria lucidità, è cresciuta in maniera sostanziosa. 
I cambi forzati per gli infortuni di Calabria e Romagnoli hanno costretto il tecnico calabrese a passare ad un 3-4-2-1, con Suso e Calhanoglu a giocare alle spalle di Piatek, creando comprensibili difficoltà tra le linee biancocelesti e gettando di fatto i presupposti per il successo finale.

Significativo che i due matchwinners di giornata in casa Milan, Musacchio che ha subito il fallo da rigore di Durmisi e Kessiè che ha avuto la personalità di raccogliere quel pallone che pesava 100 kg e calciarlo alle spalle di Strakosha, fino a quel momento erano stati tra i meno brillanti nelle fila rossonere. Il difensore argentino in ambasce di fronte ad un Immobile ispirato, l’ivoriano invece non perfettamente a fuoco dal punto di vista della concentrazione. Poi al 79’ la redenzione per entrambi.
Da sottolineare l’ennesima prestazione straripante di Alessio Romagnoli. L’intervento in scivolata del capitano su Immobile al 12’ ha fatto gridare al rigore il popolo laziale. La verità è che l’entrata di Romagnoli è stata di una pulizia e di una correttezza abbacinante. Solo la prima di una prova sontuosa. Come ciliegina sulla torta anche un lancio millimetrico di 50 metri per Borini da cui è nata una pericolosa azione del Milan. Per fortuna di Gattuso il suo infortunio non sembra nulla di grave.
Da applausi anche Pepe Reina, chiamato ad una sorta di miracolo su Immobile dopo appena tre minuti. Alla faccia dell’età. Meno problematici, ma comunque insidiosi, i tentativi di Luis Alberto, ancora di Immobile e di Correa nel primo tempo. Nella ripresa solo ordinaria amministrazione, ma il carisma dell'ex Napoli si è rivelato prezioso per gestire i momenti finali dell'arrembaggio biancoceleste.
Dulcis in fundo Cristian Zapata, entrato al posto di Romagnoli infortunato e subito capace di infiammare San Siro con una giocata alla Franco Baresi: anticipo in area di rigore del Milan e coast to coast con assist per Piatek, stoppato da Strakosha. 
Se a Reina e Zapata aggiungiamo anche Borini, più che positiva la sua prova, Cutrone con la sua fame atavica di gol, e Laxalt, l'analisi che viene fuori è rassicurante: il livello di concentrazione delle cosiddette seconde linee, quelli che stanno lì buoni buoni in panchina ad aspettare il loro momento, è alto. Almeno da questo punto di vista Gattuso può dormire sonni tranquilli in vista di questo finale thrilling. 
Certo, se poi Suso e Calhanoglu ricominciassero anche a fare un po’ di gol, allora si che la corsa verso la Champions sarebbe davvero in discesa.