Gattuso sulla graticola: limiti e magagne di una squadra che non c'è

21.12.2018 00:00 di Luca Serafini Twitter:   articolo letto 31000 volte
Gattuso sulla graticola: limiti e magagne di una squadra che non c'è

Donnarumma; Conti, Caldara, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bakayoko; Suso, Higuain, Bonaventura. È questo il Milan consegnato in estate a Gattuso dopo essere finalmente tornati a fare mercato dal 2017. Perché se ve lo foste dimenticato, dal 2012 in poi mercato non ne fu fatto in assoluto, lasciando un cumulo di rovine e di allenatori seppelliti dalle macerie (che peraltro in alcuni casi non seppero minimamente sgombrare).

Donnarumma; Conti, Caldara, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bakayoko; Suso, Higuain, Bonaventura. Prima di iniziare a fare qualsiasi analisi dopo gli spettacoli indegni di Atene e Bologna, non dimentichiamo per favore che da 2 mesi vanno in campo i migliori o i meno peggio, di conseguenza moduli e sistemi si adattano, si rappezzano a seconda appunto dei protagonisti. Non viceversa. 

Donnarumma; Conti, Caldara, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bakayoko; Suso, Higuain, Bonaventura. Detto questo, i “migliori” steccano e non aiutano a nascondere le magagne. A cominciare da Higuain per finire al fantasma turco. Dalla panchina nelle prime settimane Castillejo e Laxalt hanno creato svolte, da due mesi non incidono se non in negativo. Vero è che nel Milan oggi giocano due centravanti di ruolo che, a parte sprazzi di buona volontà, occupano male gli spazi e fanno movimenti sbagliati. Giochi con due centrocampisti che non fanno geometrie e un esterno di qualità, Suso, che fatica a variare la posizione. Il ti-tic ti-toc basso davanti all’area hanno provato a spiegarmelo cento volte ma continuo a non capirlo. 

Domnarumma; Conti, Caldara, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bakayoko; Suso, Higuain, Bonaventura. Non c’e dubbio che, con tutte queste magagne, ci si sarebbe aspettati un atteggiamento diverso in 2 partite chiave contro 2 avversarie che farebbero fatica nella serie B italiana. Ci si sarebbe aspettati di vedere schemi, fantasia e malizia. Nulla di tutto questo. A Bologna il possesso palla del 70% ha prodotto un (1!) calci d'angolo, nessuna punizione dal limite, nessuna situazione a palla ferma che peraltro i rossoneri normalmente non sfruttano se non (finalmente!) quando ad Atene da destra batteva il destrorso e da sinistra batteva il mancino. Una regola elementare durata un secolo e poi stravolta - senza risultati apprezzabili - dalla novelle-vague degli allenatori. 

Gattuso mi risponde che ci lavorano ogni giorno. Che Rino debba crescere, maturare, fare esperienza e arricchirsi di coraggio e inventiva, non vi sono dubbi. E che questa fase storica del Milan non sia probabilmente la piazza migliore per questo suo apprendistato, sta diventando acclarato. Di sicuro c'è che i più dotati non lo aiutano, così pure la sorte sanitaria. Avrei voluto vederlo al lavoro con Donnarumma; Conti, Caldara, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bakayoko; Suso, Higuain, Bonaventura. Questo però non è stato possibile e quindi il vento gli gioca contro. Gli argomenti dei suoi detrattori si moltiplicano e inaridiscono le mie tesi di sostegno e affetto, che non gli negherò comunque mai. Sperando che il 2019 gli regali per il rush finale Donnarumma; Conti, Caldara, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bakayoko; Suso, Higuain, Bonaventura.

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