Gattuso terminerà la stagione, ma le colpe del tracollo sono anche dei giocatori e della dirigenza. Ma questa squadra, ad oggi, non merita di andare in Champions League

29.04.2019 00:01 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Gattuso terminerà la stagione, ma le colpe del tracollo sono anche dei giocatori e della dirigenza. Ma questa squadra, ad oggi, non merita di andare in Champions League

È crisi nerissima al Milan dopo la sconfitta di ieri sera contro il Torino. Dal derby ad oggi, tutte le certezze e le solidità tecniche e mentali della squadra, sono evaporate come un cubetto di ghiaccio esposto al sole di mezzogiorno in piena estate. La cosa sconcertante è come una sconfitta, per quanto dolorosa, come quella contro l’Inter abbia abbattuto così tanto la testa e le gambe dei giocatori, ma anche quella di Rino Gattuso, apparso ancora più provato del solito. Quella frase che ha fatto gelare il sangue a tutti nella quale ammette di non riuscire ad entrare nella testa dei giocatori, fa capire tanto, anzi forse racchiude il senso più profondo del momento del Milan. Giocatori che non riescono più a sviluppare trame convincenti, che sembrano fare le cose in maniera automatica come se fossero dei robot, senza trovare mai una variante che scompigli le carte. Le colpe del tracollo vanno distribuite tra tutti: allenatore, giocatori e dirigenza. Perché in un momento così delicato, si doveva cercare una reazione. Invece la squadra è andata giù di testa, vuoi per una mentalità non propriamente offensiva e vuoi anche per l’involuzione mentale di giocatori ritenuti fondamentali dall’allenatore ma che, di fatto, fanno giocare il Milan con uno-due uomini in meno in campo.

Questa squadra, capace di fare solo cinque punti nelle ultime sette partite, non merita di andare in Champions League. Non lo merita perché non ci si può permettere di perdere tutti quei punti e non vedere mai una reazione. Sembra di rivedere i Milan del recente passato, dove non c’era reazione, ma solo un passivo mal di vivere. Il Milan non merita di andare in Champions per come non sta onorando la sua maglia e per come stia facendo perdere la pazienza ai suoi tifosi, che fino a ieri sera sono sempre stati vicini ai giocatori e all’allenatore. Il Milan non merita di andare in Champions perché non sa produrre palle gol, non sa mettere i suoi attaccanti nelle condizioni di far male agli avversari e perché è diventato leggibile anche dall’avversario meno quotato. Giocare contro i rossoneri è diventato semplice: in fase di non possesso basta chiudere le linee di mezzo e concedere gli esterni, tanto i binari non sono quelli di un 4-3-3 classico.

Gattuso non verrà mandato via, ma terminerà la stagione. Il summit di ieri nel post gara ha partorito questa scelta, ma ormai è evidente come alla fine dell’anno, ci sarà l’ennesimo cambio di allenatore. Non ci sarà traghettatore, perché nessuno prenderebbe in mano questa squadra per quattro partite e Leonardo è troppo furbo per mettersi in panchina. Il prossimo allenatore rossonero dovrà essere un tecnico in grado di dare un’identità offensiva alla squadra, che installi dei concetti di gioco diversi da quelli visti negli ultimi anni e che provi a estirpare le radici di questo tremendo male che si chiama paura. Per cortesia, però, che sia un Allenatore con la A maiuscola. Il tempo delle scommesse, Champions o meno, è finito da un pezzo.