Gazidis, gestione imbarazzante. Confusione, dubbi e domande...

26.07.2020 00:00 di Andrea Longoni Twitter:    Vedi letture
Gazidis, gestione imbarazzante.  Confusione, dubbi e domande...

La conferma di Stefano Pioli sulla panchina rossonera può essere cosa buona e giusta, ma non con queste modalità. Quello che lascia tutta la vicenda è una sensazione di confusione, di una gestione ancora una volta da dilettanti, le cui responsabilità vanno attribuite ovviamente a Gazidis. L’ad si dimostra anche in questo caso non all’altezza. Scrivere nel comunicato di rinnovo di Pioli che gli ultimi risultati non hanno influito sulla decisione significa avere la coda di paglia e provare ad avvalorare una scelta nella quale Gazidis era il primo a non crederci. La gestione, dicevamo, è stata scellerata. Rangnick era cosa fatta e oltre a scatenare l’uscita di Boban ha incrinato anche i rapporti con Maldini. A Paolo era stato persino proposto ufficialmente un ruolo alla Nedved proprio perché sarebbe arrivato al suo posto il tedesco. Un errore grave se dopo un paio di settimane torni sui tuoi passi. Gazidis fa e poi disfa e dà la sensazione di confermare Pioli solo perchè è l'opinione pubblica a chiederlo e perchè rappresenta la scelta più facile. Il rischio è che l'anno prossimo si torni alle solite discussioni qualora le cose non andassero bene, con il tecnico che agli occhi dell'ad sarà sempre quello scelto da Boban e Maldini, non il suo allenatore preferito. Stupisce come un colosso come Elliott si sia affidato a lui e non lo metta ancora in discussione. In tutto questo andrà trovato un nuovo equilibrio, non facile, a livello societario, tra le varie figure. Serviranno chiarezza e unità di intenti. Se resterà, che ruolo avrà Maldini? E come sarà la catena di comando con Moncada a Almstadt? Il rischio è che anche l'anno prossimo ci saranno due anime e i conflitti interni, lo sappiamo, non portano mai a nulla di buono. Inoltre, risulta che tra Paolo e i colleghi non ci fosse esattamente sana collaborazione. Il progetto Rangnick intrigava per le capacità di quest'ultimo di scovare talenti e perchè per la prima volta la squadra sarebbe stata a immagine e somiglianza del suo tecnico. Dall'altra parte, la conferma di Pioli permette di dare continuità e di avere in panchina un allenatore che conosce il campionato italiano, a differenza del tedesco, e che è apprezzato dai giocatori. La speranza è che nel post lockdown sia nata davvero una grande squadra: il mercato servirà ad alzarne il livello per provare a tornare finalmente in Champions League.