Giampaolo, Piatek, Gigio, Gazidis: il tiro al piccione

13.09.2019 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Giampaolo, Piatek, Gigio, Gazidis: il tiro al piccione

Ragazzi è inutile fare del vittimismo o soffrire della sindrome di persecuzione: fino a quando il Milan non tornerà ai vertici in Italia e in Europa, in campo e nelle stanze dei bottoni (stavolta stando più attenti a distinguere tra amici e nemici rispetto a 15 anni fa), bisognerà accettare più o meno in silenzio che al Luna Park tirino torte in faccia a tutti. E, come al Luna Park, tutti possono sparare ai piccioni: adulti, bambini, nobili, pezzenti, filosofi, cazzari, scienziati, analfabeti ... Tutti. 

Avete visto quanto e come ridimensionano e ironizzano sul mercato, i nuovi acquisti sono già tutti un caso, gli infortunati avvolti nel mistero, le (poche) certezze del passato già trasformate in “te l’avevo detto”. Di quelle categorie variopinte che sparano ai piccioni rossoneri, fanno parte anche molti tifosi sfiduciati, spazientiti, insofferenti, disfattisti. Con tutta la buona volontà anche a me spesso riesce difficile biasimarli. 

Ci vuole una sterzata, una striscia di risultati e prestazioni, qualcosa che cominci a insinuare negli scettici cronici, almeno il germe del dubbio. Invece dobbiamo incassare queste tesi drastiche e trancianti. Eccone qualcuna degli ultimi giorni, tanto per gradire.

Giampaolo è un caso. Senza carattere, idee confuse, precampionato inutile per capire e per far capire. Non mangia il panettone.

Piatek è un caso. Non segna più neanche nelle porte da rugby, è fragile, non è in forma, un fuoco di paglia. In Nazionale e nel Milan va in panca spesso ultimamente. Bluff ormai acclarato. 

Donnarumma è un caso. Fra poco fa 20 anni ma nel 2021 (dopodomani) scade il contratto. Raiola darà battaglia. Chissà quanti soldi vogliono..., ma non glielo daranno e allora sarà cessione. La centesima cessione di Gigio negli ultimi 3 anni.

Gazidis è un caso. Marketing e brand non portano un ghello, l’ECA di Agnelli lo ha sbolognato per far posto a Zhang. L’Inter sale il Milan scompare, hanno titolato. 

Posso stare qui a parlare e a difendere la causa per ore e ore, come già faccio su tutti i vari canali radio e tv dove il tiro al piccione è un muro di proiettili, ma la verità è che per uscire da questo tunnel di bastonate mediatiche bisogna tornare a vincere e giocare bene. È necessario tornare ad essere continui e competitivi, anche se negli ultimi 8 anni a Milano ha vinto solo il Milan (uno scudetto e 2 Supercoppe), per ricordarlo a tutti è indispensabile avere le spalle coperte da un’attualità corposa e sostanziosa.

Bisogna riacquisire solidità e credibilità. 

Bisogna tornare non ad alzare la voce, ma a poterlo fare.