Giù le mani da Donnarumma, unico incedibile del Milan a gennaio e a giugno. Ma senza fretta di rinnovo e ricatti di Raiola

19.11.2019 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Giù le mani da Donnarumma, unico incedibile del Milan a gennaio e a giugno. Ma senza fretta di rinnovo e ricatti di Raiola

Il presente, forse, si chiama Ibrahimovic, inteso come operazione-nostalgia per i tifosi e come scossa per una squadra troppo giovane e fragile caratterialmente. Ma il futuro, senza forse, si chiama Donnarumma che tra l’altro potrebbe essere figlio dello svedese. E’ lui l’unico vero campione, non ancora fuoriclasse, che ha il Milan e per questo sarebbe un delitto cederlo per ragioni di bilancio. Come fu un delitto non prendere Buffon, nel 2006, quando la Juventus fu retrocessa in serie B e il portiere neocampione del mondo si era già accordato con il suo ex preparatore ed ex numero uno del Milan, Villiam Vecchi, per passare al Milan in cambio di 30 milioni di euro. Galliani, che aveva la vista lunga e aveva fiutato l’affare, a livello tecnico ed economico, ne aveva già parlato con Berlusconi, ma quando tutto sembrava fatto, il presidente commise uno dei suoi ultimi errori di valutazione: “trenta milioni per un portiere sono troppi”, disse. Così saltò tutto, Buffon rimase alla Juventus e Dida rimase al Milan. Buffon, però, doveva arrivare, Donnarumma invece c’è già e sarebbe ancora più grave lasciarlo andare, a maggior motivo alla Juventus, ma in ogni caso a qualsiasi altra squadra, perché tra dieci anni, e magari venti se durerà come Buffon, i tifosi milanisti lo rimpiangerebbero. Il problema, però, con i tempi che corrono e i procuratori che spingono è il suo contratto, che scade alla fine non di questa ma della prossima stagione. In un calcio normale, visto che Donnarumma è legato al Milan fino al 30 giugno 2021, del suo rinnovo si dovrebbe parlare non prima della prossima stagione, ma siccome si va di fretta, per evidenti interessi delle parti, sicuramente prima della fine di questa stagione si arriverà al dunque. E allora dovranno essere bravi i dirigenti del Milan a trovare un accordo  con il portiere, senza cedere ai ricatti del suo procuratore Raiola, con lo stesso equilibrio che serve anche in campo a livello tattico. Né troppo in più, né nulla cioè, rispetto ai 6 milioni netti all’anno che guadagna adesso, purché Gigio confermi di voler rimanere al Milan, per diventare il prossimo simbolo e capitano della squadra rossonera, come lo sono stati in passato due grandi campioni cresciuti nel settore giovanile e guarda caso ancora in società: Baresi e Maldini, in ordine alfabetico e anagrafico. Il suo esempio, in campo e fuori, sarà fondamentale, per lui, per il Milan e per la Nazionale, perché Donnarumma si è già guadagnato la stima di Mancini che lo ha promosso titolare. E non a caso in occasione della visita della Nazionale a Venezia è stato proprio lui l’unico giocatore scelto per rappresentare la squadra azzurra, passeggiando in mezzo all’acqua alta di piazza San Marco con il presidente Gravina e il team manager Vialli. Una dimostrazione anche di crescita da parte sua, che fa capire a tutti i milanisti, tifosi, dirigenti e proprietà quanto sia importante il portierone rossonero. E allora giù le mani da Donnarumma che è, e soprattutto sarà in futuro, più importante di Ibrahimovic.