Higuain, due indiscrezioni sulle motivazioni (futili) della sua fuga dal Milan. Piatek, l'eredità pesa. Basta diatribe interne (se ci sono): il Milan ha bisogno di stabilità

21.01.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
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Higuain, due indiscrezioni sulle motivazioni (futili) della sua fuga dal Milan. Piatek, l'eredità pesa. Basta diatribe interne (se ci sono): il Milan ha bisogno di stabilità

L’addio di Gonzalo Higuain al Milan ha due elementi cardine che sono legati entrambi all’argentino. Il primo è il rapporto con Leonardo, con il quale sembrava essere tutto rose e fiori dopo il trasferimento estivo, ma poi la cosa è naufragata a causa dei dubbi del Milan sul suo riscatto (legato alla conquista del quarto posto) e delle parole del direttore brasiliano dopo la conferenza di presentazione di Paquetà. Il famoso “deve pedalare” non è andato giù al Pipita, che nel mentre flirtava da settimane con Maurizio Sarri. Un’antifona delle sue intenzioni la si ebbe nell’intervista che rilasciò a Sky prima del derby, quando ammise che gli sarebbe piaciuto tornare a lavorare con l’allenatore toscano. Un logorio interno che ha portato Higuain ad accelerare i tempi negli ultimi giorni, ma almeno avrebbe potuto continuare a mantenere il copione che stava recitando. In particolar modo a Jeddah, quanto è entrato in campo tutto sorridente e senza alcuna linea di febbre. Ha scherzato con Musacchio e un fotografo a bordocampo e aveva uno strano sorriso in faccia. Un sorriso beffardo, di chi sapeva di aver ottenuto quello che voleva. Ciò dimostra come l’argentino abbia tramato sotto la polvere il trasferimento che voleva effettuare già in estate, ovvero lo sbarco al Chelsea, in maniera subdola e meschina, per non dire da coniglio. L’altro aspetto è che Higuain, dopo anni a giocare con un certo tipo di compagni di squadra, che trattavano il pallone con grande qualità, in cuor suo pensava che la rosa del Milan non fosse “alla sua altezza”. Probabilmente ha ragione, in valori assoluti il Milan è inferiore a Juventus e Napoli, ma allora perché ha accettato in estate di venire in rossonero? Le sue parole – a questo punto di mera retorica – con le quali annunciava di voler portare in alto il Milan diventano spazzatura. Per cambiare idea in così poco tempo, fino ad ottenere il via libera per scappare via come il peggiore dei ladri, deve essere successo qualcosa di irreparabile. Oppure, semplicemente, è la natura del Pipita, quella di non prendersi responsabilità e di voler essere coccolato ancora, a 31 anni, come se fosse l’ultimo dei Primavera che viene rimbrottato dai senatori.  

Al suo posto arriverà Krzysztof Piatek dal Genoa. Un acquisto che si definirà tra oggi e domani, con il polacco che è squalificato per la partita odierna e non è nemmeno detto che sia al Ferraris. Per lui è pronto un contratto di cinque anni a 2 milioni di euro più bonus mentre al Genoa dovrebbe andare un corrispettivo di 40 milioni di euro complessivi, incluso il cartellino di Halilovic, con il quale stanno proseguendo le trattative per trovare un accordo. Più complicato Bertolacci, al quale dovrebbe essere corrisposta una buonuscita per poterlo convincere a tornare a Genova, anche perché ha il contratto in scadenza e da febbraio potrà firmare liberamente con un’altra squadra in vista della prossima stagione. Il polacco arriverà a Milanello con il fardello di chi dovrà sostituire Higuain e giocandosi il posto con Cutrone, che zitto zitto, i suoi gol li fa sempre senza mai creare problemi a nessuno.

Rimangono ancora vive la voci di una possibile diversità di vedute tra Gazidis e Leonardo sul mercato. Qualunque siano, se ci sono, dei problemi tra i due, è meglio che si risolvano alla svelta e che si trovi un punto d’incontro per il bene della società e della squadra, perché il Milan deve tornare in alto e non ha bisogno delle ennesime lotte intestine tra dirigenti. Il dualismo Barbara Berlusconi-Galliani ha fatto i suoi danni (vedasi l’affaire Pato-Tevez) e la gestione cinese ha portato a picco il Milan. Che non si ricaschi nello stesso errore, a meno che non vi si sia già caduti.