I due blackout che sono costati la Champions e i rimpianti che non andranno via facilmente. Dirigenza e Uefa: iniziano le due settimane cruciali

27.05.2019 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
I due blackout che sono costati la Champions e i rimpianti che non andranno via facilmente. Dirigenza e Uefa: iniziano le due settimane cruciali

Due punti, due stramaledetti punti. È questa la differenza che ha separato il Milan dal ritorno in Champions League. La vittoria di ieri sera a Ferrara ha certificato che, per il terzo anno consecutivo, i rossoneri faranno – forse – l’Europa League, ma i rimpianti sono tanti e fanno male. Perché quei cinque punti in sette partite a marzo gridano vendetta. È stata fatale quella striscia, quel calo post derby che ha mandato in tilt il sistema operativo milanista come il primo millennium bug. Fa male, perché forse mai come quest’anno, con i crolli di Roma e Lazio, ci sarebbe stata la chance di tornare nella casa europea del Milan. Ma così non sarà ed è un peccato, perché ci si poteva riuscire. Finisce l’anno con l’amaro in bocca, perché un girone fa, nelle medesime quattro partite, il Milan ha preso solo 5 punti su 12. Già, ancora quei maledetti cinque punti. La delusione è tanta, l’amaro in bocca non andrà vi facilmente nei prossimi giorni, anche se le vicende extracampo sono pronte a prendersi la scena.

Inizia la settimana della verità per quel che concerne il sempre più imminente restyling dirigenziale. Quella di ieri sera potrebbe essere stata l’ultima partita di Leonardo da direttore dell’area tecnica. Il brasiliano, arrivato ad una netta differenza di vedute con Gazidis, è pronto a lasciare il Milan e, per lui, si vocifera un importante ruolo nella federazione brasiliana, dove viene indicato come il profilo idoneo alla sostituzione di Edu Gaspar come direttore generale, con quest’ultimo che sarebbe in procinto di andare all’Arsenal dopo la Copa America. C’è anche molta curiosità sulla sorte di Paolo Maldini. L’ex capitano rossonero si è legato molto a Leo, ma è altrettanto vero che in caso di permanenza, potrebbe intraprendere un cammino di crescita individuale di livello assoluto, sulla falsa riga di quello che dovrebbe fare Francesco Totti alla Roma. E poi, qualora arrivasse davvero Campos, sarebbe quel dirigente italiano in grado di fare da raccordo tra le parti.

Sicuramente si dovrà intervenire a livello strutturale per il settore giovanile. L’aver smantellato l’asse Filippo Galli-Mauro Bianchessi ha portato a risultati poco soddisfacenti, sia sul campo sia a livello di scouting. Sotto tiro Mario Beretta, arrivato per volontà di Massimiliano Mirabelli, ma che più di uno spiffero dà in uscita dal Vismara nelle prossime settimane. La retrocessione della Primavera nella seconda divisione è stata una bruttissima figura, figlia della costruzione della squadra, infarcita di 2001 e 2002 che si sono dimostrati non pronti alla categoria e i reduci dal precedente ciclo non hanno brillato. Sarà un giugno importante per Gazidis e per Elliott, anche perché a giorni ci sarà la pronuncia della camera arbitrale dell’Uefa.

Guardando alle regole del Fair Play Finanziario, che applicano il principio del “rolling” nei trienni di monitoraggio, la situazione è la seguente:

Triennio 2014-17: multa di 12 milioni, limitazioni alla rosa e obbligo del break-even al termine della stagione 2020-21, pena l’esclusione dalle coppe.

Triennio 2015-18: in arrivo la sentenza. Si teme possa essere l’esclusione, che andrebbe a sanare questo periodo.

Poi scatterebbe il triennio 2016-19 che presenterebbe questo scenario: -75 per la 2016-17, -126 per la 2017-18 e circa -80 per quella in corso, che potrebbe migliorare in caso di plusvalenze entro il 30 giugno. Un buco potenziale da -281 milioni circa che porterebbe il Milan ad essere ancora recidivo e, di fatto, ancora passibile di sanzioni pesanti come un’altra esclusione. Ed è per questo motivo che Elliott, tramite Gazidis e i legali, sta cercando il dialogo con l’Uefa per trovare una soluzione, per arrivare ad un “mega settlement” che possa permettere alla macchina rossonera di crescere dentro i parametri. Altrimenti, sarebbe un bagno di sangue totale. E questo Elliott lo vuole evitare a tutti i costi e, probabilmente, in tutte le sedi possibili, sportive e non.