I meriti di Ibra e quelli di Pioli, uniti per vincere la Coppa Italia e guidare il Milan del futuro

14.01.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
I meriti di Ibra e quelli di Pioli, uniti per vincere la Coppa Italia e guidare il Milan del futuro

Chiamatelo PiolIbra, perché a Cagliari è nato il nuovo Milan di Ibrahimovic, certo, ma anche di Pioli, sempre più uniti per il presente e per il futuro. Mai il Milan aveva vinto con due gol di scarto quest’anno, tra l’altro in trasferta contro una squadra assetata di rivincita, e mai lo svedese avrebbe immaginato di giocare 96 minuti, quasi tre mesi dopo la sua ultima partita, in America. Bene, benissimo così, anche se il bello e il difficile arriva adesso, perché è sempre più difficile rivincere che vincere. Soltanto alla fine della stagione sapremo se valeva la pena aggrapparsi a Ibrahimovic, ma intanto i tifosi fanno bene a sperare che il peggio sia passato ed è già molto, pensando a tutti i problemi che ha avuto il Milan fin qui. Con tanti applausi a Ibrahimovic, che ovviamente non era da riscoprire semmai soltanto da verificare a livello di tenuta atletica. Ma anche con tanti applausi a Pioli, nemmeno lui da riscoprire semmai da verificare per le sue scelte tattiche dopo l’arrivo dello svedese. Pioli, invece, ancora una volta ha dimostrato, anzi ha confermato, di essere un signor allenatore oltre che un allenatore signore, proprio per questo sottovalutato nel mondo del calcio in cui l’apparenza spesso è più importante della sostanza. Un altro al suo posto avrebbe rimandato, o comunque limitato, l’impiego di Ibrahimovic. Lui, però, che nella Juventus di Trapattoni aveva giocato con un certo Platini, sa bene che i campioni fanno la differenza più degli allenatori, se non altro perché vanno in campo e non in panchina. E così ha subito messo Ibrahimovic nelle condizioni migliori per esprimersi. Fin dal primo giorno lo svedese ha fatto capire di preferire una seconda punta al suo fianco e Pioli, che non è un “talebano” come il suo predecessore Giampaolo, ha cambiato il modulo tattico della squadra. Lasciato il 4-3-3, ecco il 4-4-2 perché i moduli devono essere adattati ai giocatori e non viceversa, con tanti saluti a Suso e Piatek anche se per motivi diversi. Buon senso ed elasticità tattica, ecco le grandi qualità di Pioli che merita di guidare il Milan anche il prossimo anno, con o senza Ibrahimovic che dovrà verificare da solo se potrà e vorrà continuare. Nell’attesa, il Milan debutterà in coppa Italia a San Siro contro la Spal, battuta a fatica in campionato da una punizione di Suso, contestato già allora prima di quella isolata, ma importantissima, prodezza. Vincere la coppa Italia è un obiettivo, ha detto Ibrahimovic il giorno della sua presentazione e siccome non l’ha mai vinta ed è l’unica coppa che può vincere quest’anno, guai a snobbare questa manifestazione, considerandola come fanno quasi tutti il modo per far giocare le riserve perché il campionato è più importante. E allora contro la Spal, o se non giocherà subito contro gli eventuali prossimi avversari, Ibrahimovic ha il dovere di trascinare il Milan come in campionato. Vincere la coppa Italia, infatti, sarebbe il miglior modo per guardare al futuro con ottimismo, invogliando il fondo Elliott a fare nuovi investimenti su campioni affermati come Ibrahimovic, perché soltanto con i giovani non si va da nessuna parte come si è visto quest’anno.